Cambiare Si Può. Valdarno inferiore.

Cambiare Si Può. Valdarno inferiore. CSP Potere al Popolo con i suoi candidati (da votare) Dario Giraldi e Guido Cecchini è presente nel Perché su chi lavora è fondata la Repubblica. AMBIENTE

10.

Alcuni spunti di riflessione a partire dall’assemblea del 18 novembre a Roma

In queste pagine abbiamo provato a sintetizzare i contenuti espressi dalle mobilitazioni degli ultimi dieci anni di crisi: assistiamo ogni giorno alla guerra dei ricchi contro i poveri, di quelli che hanno gli strumenti – economici, tecnici, legislativi – per arricchirsi sempre di più e quelli che resistono solo col prop

rio lavoro e la propria determinazione. Di tutte queste mobilitazioni abbiamo registrato le voci all'assemblea del 18/11 a Roma, dove decine di interventi, da più parti d'Italia, hanno raccontato esperienze di resistenza, partecipazione, attivismo, lotta; abbiamo provato a costruire un programma minimo che le tenga dentro e le connetta tutte. Abbiamo voluto scrivere un testo breve e incisivo perché crediamo che non ci serva un lunghissimo elenco di promesse e proposte, ma pochi punti forti su cui in tanti possiamo continuare a impegnarci con l’obiettivo del protagonismo delle classi popolari. Vorremmo provare a formulare assieme alcuni elementi di metodo e di intervento quotidiano, da portare avanti anche a prescindere dalla prossima scadenza elettorale: sui temi qui indicati vogliamo crescere e tornare ad essere protagonisti nei nostri territori, prima, durante e dopo le elezioni. Speriamo davvero che questo testo possa essere dibattuto, integrato, migliorato dalla partecipazione di tante e tanti.


1. COSTITUZIONE

Vogliamo l'uguaglianza, vogliamo salari dignitosi, il rispetto di chi lavora. Chiediamo troppo? Chiediamo solo quello che già è scritto nella nostra Costituzione, nata dalla spinta dalla lotta di liberazione dal nazi-fascismo e da un grande protagonismo delle masse. Il Referendum del 4 dicembre ha mostrato la chiara volontà del popolo italiano di difendere la carta costituzionale, noi crediamo che sia finalmente giunto il momento di metterla in pratica fino in fondo. Vogliamo dunque la piena attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza, e in particolare dei suoi aspetti più progressisti. Questo significa prima di tutto:
- ridare centralità e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori;
- far sì che ogni discriminazione di sesso, razza, lingua, religione, orientamento sessuale venga superata;
- rimuovere ogni ostacolo di carattere economico e sociale che limita l’uguaglianza e inibisce il pieno sviluppo della persona umana;
- promuovere e supportare la cultura e la ricerca scientifica, salvaguardare il patrimonio ambientale e artistico;
- ripudiare la guerra e dare un taglio drastico alla spesa militare (ovvero: la rottura del vincolo di subalternità che ci lega alla NATO e la rescissione di tutti i trattati militari; l’adesione e sostegno dell'Italia al programma di messa al bando delle armi nucleari in tutto il mondo; il ritiro delle missioni militari all'estero; la cancellazione del programma F35, del MUOS, degli altri programmi e basi di guerra);
- rimuovere il vincolo del pareggio di bilancio, inserito di recente, che sacrifica le vite e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori in nome dell'equilibrio fiscale e del rispetto dei parametri europei;
- ripristinare l'equilibrio istituzionale, ridando centralità ad un Parlamento eletto con un sistema proporzionale.


2. UNIONE EUROPEA

3. LAVORO E REDDITO

4. ECONOMIA, FINANZA, REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA

5. LOTTA ALLA POVERTÀ E ALL’ESCLUSIONE SOCIALE

6. WELFARE: SALUTE, ISTRUZIONE, ASSISTENZA, INCLUSIONE

7. IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA

8. AUTODETERMINAZIONE E LOTTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE IN TUTTE LE SUE FORME

9. MUTUALISMO, SOLIDARIETÀ E POTERE POPOLARE

Noi ci stiamo, chi accetta la sfida?

Grande pranzo con IHP Italian Horse ProtectionDomenica 7 giugno al grande parco dei Mandorli di Montaione
02/06/2026

Grande pranzo con IHP Italian Horse Protection
Domenica 7 giugno al grande parco dei Mandorli di Montaione

01/05/2026

APPELLO URGENTE ALLA MOBILITAZIONE 🇵🇸

Per la fine dei rapporti con Israele, l’embargo e la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi.

I nostri compagni Saif e Thiago sono stati rapiti mentre erano in navigazione su una nave battente bandiera italiana. Altri hanno subito maltrattamenti ad opera dell’IOF. Ai sensi dell’articolo 92 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), lo Stato di bandiera ha giurisdizione esclusiva sulle navi in alto mare. Ai sensi dell’articolo 110 dell’UNCLOS, l’abbordaggio è consentito solo in circostanze rigorosamente definite, nessuna delle quali si applica al caso in questione. L’Italia ha il dovere giuridico di intervenire contro questo rapimento illegale. Non permetteremo a Roma di voltare lo sguardo.

Ci muoviamo subito.
Questa non è una richiesta. È un'esigenza.
Saif e Thiago devono tornare a casa. La legge è dalla nostra parte. Ora scendiamo in piazza.

28/03/2026
*SABATO 24 GENNAIO**LA LOTTA PAGA!**LA LOTTA COSTA!*✊🏻🚩Antonella Bundu e Toscana Rossa a Montopoli_cena benefit + concer...
22/01/2026

*SABATO 24 GENNAIO*
*LA LOTTA PAGA!*
*LA LOTTA COSTA!*
✊🏻🚩Antonella Bundu e Toscana Rossa a Montopoli
_cena benefit + concerto_
🚩🚩🚩
In occasione del ricorso che Toscana Rossa sta intentando al Tar Toscana contro il risultato elettorale “certificato” alle ultime regionali, con l'espressione di 72.321 elettori ignorati dalle istituzioni, vi invitiamo ad una cena di raccolta fondi alla quale parteciperà anche Antonella Bundu, candidata alla presidenza della Regione e nostra consigliera!

🎺 A seguire musica con Hibakusha (kombat Jazz)

Prenotazioni al 3289016442 e allo 0571450728
Prezzo 15 euro!

https://fb.me/e/3SFjeEaaJ

03/12/2025

𝗚𝗮𝘇𝗮 𝗲̀ 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗶 𝗿𝗮𝗱𝗮𝗿.

Dopo la tregua di Sharm el Sheikh, due milioni di persone affrontano l’inverno senza case, senza servizi, senza rifugi. L’Unctad parla di “sopravvivenza della Striscia a rischio”: scuole, ospedali, forni, farmacie e l’intera economia locale sono stati cancellati. Le poche tende distribuite non bastano e spesso crollano sotto il maltempo.

In questo contesto, il dibattito sul cessate il fuoco appare paradossale.

Si chiede ai palestinesi di restituire i corpi dei due ostaggi rimanenti, ma si ignora una verità evidente: Gaza è un campo di detriti dove spesso non si riesce nemmeno a raggiungere i cadaveri, né a capire chi sia vivo o morto.

Secondo l’Onu, almeno 11 mila palestinesi risultano scomparsi: potrebbero essere intrappolati sotto le macerie, detenuti senza contatto o sepolti in fosse comuni. Pretendere risposte immediate da una popolazione che non riesce neppure a ritrovare i propri familiari significa rifiutare la realtà sul campo.

Nel frattempo, la Cisgiordania vive un’escalation continua.

Le operazioni dell’Idf a Tubas, Tamun e Aqaba includono incursioni con bulldozer, demolizioni, elicotteri, posti di blocco improvvisati. Scuole e asili sono stati chiusi, oltre cento persone arrestate, almeno venticinque ferite, alcune — secondo testimonianze — picchiate brutalmente.
E non basta: tre volontari italiani sono stati aggrediti da coloni israeliani nei pressi di Gerico, picchiati, derubati e ricoverati in stato di shock. La Farnesina conferma.

Sullo sfondo, negli Stati Uniti, le dichiarazioni di Tucker Carlson — critiche verso il governo israeliano e verso i miliardi di dollari inviati da Washington — stanno influenzando l’opinione pubblica. Secondo vari sondaggi citati dalla stampa, il sostegno a Israele negli USA sta calando in modo significativo.

A fronte di tutto questo, il governo italiano interviene solo con qualche appello frettoloso e piani inefficaci e insufficienti, incapaci di incidere davvero sulla catastrofe umanitaria in corso.

Che cosa si aspetta ad attivare un ponte aero-navale della Protezione Civile, come già fatto in tante altre emergenze globali, per portare rifugi, aiuti, strutture temporanee e protezione alle famiglie che vivono al gelo e tra le macerie?

Tra Gaza e Cisgiordania non è in gioco un dibattito geopolitico, ma la vita quotidiana di milioni di persone che non possono più aspettare.

È tempo di agire, non di guardare altrove.

14/10/2025

«Sono stata appesa per i polsi e per le caviglie, ammanettata con catene di metallo, colpita sullo stomaco, sulla schiena, sul viso, sull’orecchio e sulla testa da un gruppo di guardie, uomini e donne, una delle quali si è seduta sul mio collo e sul mio viso, impedendomi di respirare.»

A parlare è Noa Avishag Schnall, fotoreporter ebrea che documentava la missione umanitaria a bordo della nave Conscience della Freedom Flotilla Coalition, e che ha rilasciato questa testimonianza dopo la sua liberazione dalla detenzione israeliana.

03/10/2025

Noi di IHP oggi non possiamo fermare le mani: i cavalli del nostro Centro di recupero hanno bisogno di cure costanti e continue. Ma siamo accanto a chi sciopera per Gaza, perché chiedere il rispetto del diritto internazionale e la protezione dei civili non è un’opzione: è un dovere. La nostra Costituzione (artt. 10, 11, 117) ci ricorda l’apertura al diritto delle genti, il ripudio della guerra e l’impegno alla pace. Per questo, mentre accudiamo i nostri ospiti, condividiamo la protesta di lavoratrici, lavoratori, studenti e volontari che chiedono legalità e umanità. IHP è, da sempre, con gli ultimi.

Indirizzo

San Miniato

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