06/09/2026
In vista del Consiglio comunale del 7 settembre, con la surroga di Vincenzo Mastroianni con Franco Maltinti, una cosa appare sempre più evidente: il malcontento dentro il PD cresce.
Alessio Fioravanti, primo dei non eletti, ha rinunciato al Consiglio per motivi che lui stesso ha definito politici.
E le sue parole sono pesanti: denuncia una Giunta immobile, distante dai cittadini, incapace di affrontare il degrado, le frane, i problemi del territorio e la gestione dei fondi PNRR.
Ma non si ferma alla Giunta. Accusa anche il gruppo consiliare del PD di non vedere lo scollamento sempre più evidente tra Amministrazione e cittadini.
E la risposta della segretaria Tamara Santini?
“Vieni in Consiglio, avrai autonomia e potrai contribuire al cambiamento”.
Davvero?
Ma allora perché in questi mesi abbiamo visto le dimissioni di Arzilli, Gori e Mastroianni, dopo una stagione politica segnata anche dalle divisioni interne e dalle primarie?
Fioravanti ha semplicemente detto ad alta voce quello che Forza Italia denuncia da tempo.
Il problema è che oggi quelle critiche non arrivano più soltanto dall’opposizione.
Arrivano anche da dentro il PD.
E quando anche chi dovrebbe sostenere questa Amministrazione parla di immobilismo e chiede una svolta, forse sarebbe il momento di smettere di negare il problema.
San Miniato ha bisogno di un cambio di passo.
Lo chiediamo noi.
Lo chiedono i cittadini.
Ora lo chiedono anche alcuni dentro il PD.
L’unica che sembra non accorgersene è la Giunta.