Osvaldo Marrocco per la relazione)
Questa struttura si innesta nel reticolo urbano fortificato della Serra che ruota attorno ai Mazza Elleni (Mazzarella), la principale famiglia bizantina giunta a San Mauro Cilento dopo la capitolazione di Costantinopoli del 1453. In effetti il cognome in tal modo “occidentalizzato”, si prestò bene alla costruzione dello stemma gentilizio, ma con simboli araldici
in cui compare un bastone sostenuto da una mano che distintamente, in affresco, si può ancora ammirare all’interno della Torretta, sui muri perimetrali. A San Mauro il capostipite fu Demetrio, il locagogo (=capitano) dell’imperatore che aveva guidato i profughi del sacco di Costantinopoli del 1453 verso il naturale punto di riferimento, l’erede al trono Rogerio, che allora viveva appunto a San Mauro. Fissarono la loro residenza nel Casal Soprano, ove le loro dimore si inserirono nell’ambito dello sviluppo fortificato del vecchio abitato detto la Serra (attorno all’attuale piazza Serra), che era il vero feudo, cioè sede del signore feudale. Proprio in quegli anni veniva costituito come tale secondo i nuovi criteri di assegnazione che contemplavano anche i rapporti con l’Universitas (il Comune del tempo) e che andava acquisendo l’aspetto che conserva ancora oggi con strutture difensive (siamo negli anni in cui lo Stato cercava di arginare il fenomeno di recrudescenza del banditismo e della pirateria barbaresca) che chiudono il nucleo abitato, nel quale si può accedere tramite “porte” strutturate a mo’ di fortificazione ben visibili negli archi alti e stretti attraverso i quali passa la via che conduce a Vallongella, al monte della Stella e a Galdo. In questo ambiente gli esponenti più in vista dei vari rami della famiglia Mazzarella edificarono o acquistarono alcuni palazzi che costituivano, nel loro insieme, una valida struttura difensiva, di carattere anche militare. Il primo è caratterizzato da un solenne arco che immette a piazza quella denominata Serra e che sul versante mare aveva già una sua torretta. Nel monumentale palazzo, la traccia più antica rinvenuta è una piccola gorgona in marmo (che un tempo era una fontana) incastonata sul un muro all’interno di quella che un tempo fu la porta oggi carraia: su di essa è incisa la data 1499 e la scritta BBVt M ADV CILNT (bibunt me ad usi Cilenti). L’altro palazzo, che sorge in piazza San Nicola ha un’ala che ancora è detta “la torre”, che è posta di fronte ad altra struttura antica che sorge a ridosso della vecchia via pubblica (questa a sua volta conserva parte del muro delimitatorio) che portava a Galdo. Ambedue le strutture sono bene in vista di una terza, detta ancora oggi Torretta, che chiudeva poco distante il cerchio difensivo, sempre con compito di avvistamento, sia di tutta la vallata tra le colline della Sala e del Cornacchio che del vasto specchio di mare tra Licosa e Palinuro e che rimarrà tale anche nei secoli successivi.