06/12/2025
Lo scorso 25 novembre il Consiglio Comunale ha approvato, con maggioranza dei voti, un debito fuori bilancio da pagare in solido di 5.027,36 euro. Un importo modesto, certo, ma che racconta una storia molto più grande: il Comune ha perso una causa al TAR (sentenza n. 01041/2025) per l’istallazione di un’antenna di Contrada Serra Ostia- Cacciatori per due gravi irregolarità: mancata pubblicizzazione del procedimento e mancata attivazione della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), vizi che hanno comportato l’annullamento del provvedimento.
Per maggiore chiarezza abbiamo riesaminato la discussione del Consiglio comunale del 9 ottobre 2024, durante il quale l’amministrazione dichiarò di essere del tutto ignara degli iter burocratici relativi alle antenne da istallare nel nostro comune, fino alla segnalazione fatta da un cittadino (16 settembre 2024). Tuttavia, i documenti in nostro possesso raccontano tutt’altra verità.
L’amministrazione era infatti informata almeno dal 12 giugno 2024, data in cui venne indetta la conferenza di servizi per la medesima antenna. Successivamente, il 4 luglio 2024, al Sindaco è stata inviata una PEC (prot. n. 5127) riguardante l’altra antenna di via Onore.
Il 24 luglio 2024 l’Ufficio Tecnico ha inoltre rilasciato un parere di conformità urbanistica, peraltro riferito a un terreno che non corrisponde alla località indicata in altre fasi dell’iter: non più contrada Serra Ostia-Cacciatori, ma Karsa Pipitì. Ma su questa incongruenza avremo modo di soffermarci poi.
Il 1° agosto 2024 il Comune ha preso parte alla conferenza di servizi e ha espresso parere favorevole sotto il profilo urbanistico per il foglio 12, particella 573, questa volta situata in c/da Serra Ostia- Cacciatori. In tale conferenza hanno espresso parere favorevole unicamente il Comune e il distaccamento Foreste di Gangi, mentre non risultano pervenuti i pareri della Soprintendenza dei Beni Paesaggistici di Palermo e dell’Arpa Sicilia.
Il 9 agosto 2024 il Sindaco è il primo destinatario di una PEC con oggetto INWIT Spa (società che ha istallato l’antenna in C/da Serra Ostia- Cacciatori).
Il 23 settembre 2024, venticinque nostri concittadini hanno formalmente chiesto di bloccare l’installazione dell’antenna, esprimendo preoccupazione per i potenziali rischi per la salute.
Il giorno successivo, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico e il Sindaco hanno risposto sostenendo che tutti i pareri necessari erano già stati acquisiti.
Peccato che tale affermazione non corrisponda al vero.
Nella loro risposta dichiarano di aver ottenuto i pareri di:
Soprintendenza dei Beni Paesaggistici di Palermo – inesistente;
Città Metropolitana di Palermo – Direzione Viabilità – inesistente;
ARPA Sicilia – D.A.P. di Palermo – inesistente.
Non solo: nella comunicazione ufficiale viene citata perfino la conferenza di servizi sbagliata. Non si tratta infatti della n. 37 del 29 luglio 2024 – come da loro indicato – bensì della n. 41 del 1° agosto 2024.
E la conferenza n. 37?
Una vicenda a parte: non risulta nemmeno pubblicata sul sito della SO.SVI.MA.
Come gruppo di minoranza non ci siamo fermati al duro confronto avvenuto nel Consiglio comunale del 9 ottobre 2024. Due giorni dopo abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti (prot. n. 7756 del 11/10/24) per ottenere tutta la documentazione autorizzativa relativa alle due antenne.
Ad oggi, tale richiesta risulta ancora inevasa.
Si tratta di un fatto gravissimo: una violazione evidente dei principi di trasparenza e buona amministrazione.
Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, il nostro capogruppo è stato oggetto di una velata ma inequivocabile minaccia di querela, accusato di voler “infangare” l’onorabilità del Sindaco e dell’intero Consiglio comunale semplicemente per aver esercitato il proprio ruolo di controllo e per aver posto interrogativi legittimi sull’operato dell’Amministrazione.
Un episodio grave, che tenta di trasformare il normale e doveroso confronto politico–amministrativo in una questione personale, con il chiaro intento di intimidire chi solleva dubbi, fa domande e pretende trasparenza.
Un atteggiamento che non solo mortifica il dibattito democratico, ma rischia anche di scoraggiare chiunque voglia fare chiarezza su procedimenti che riguardano l’intera collettività.
Rimane un fatto semplice e incontestabile: il Comune ha perso una sentenza perché l’atto amministrativo era sbagliato, viziato, privo dei requisiti necessari per reggere di fronte al giudice.
Non è un’opinione politica, non è una ricostruzione della minoranza, e non è frutto di interpretazioni di parte.
Si tratta di una pronuncia della giustizia, un atto ufficiale emesso da un tribunale, che certifica in modo imparziale e definitivo le irregolarità dell’operato dell’Amministrazione.
La sentenza non porta la firma della minoranza: porta la firma di un giudice della Repubblica, che ha valutato gli atti, le procedure e le responsabilità con criteri giuridici e non politici.
Liberi di scegliere – Maccataio Sindaco
Vi alleghiamo la delibera di consiglio n° 32/2025 per chi volesse leggere tutta la discussione