19/05/2026
🔴 Sulla vicenda della tentata vendita di BSM, meglio nota come “l’affaire bulgaro”, la maggioranza continua imperterrita e sfacciata nella sua azione arrogante e dilatoria, con l’evidente imbarazzo di quelle forze – Libera e PSD – che potrebbero (e dovrebbero) mettere la Democrazia Cristiana di fronte alle sue molte responsabilità e contraddizioni, ma non lo stanno facendo.
Prima la maggioranza voleva far partire la Commissione d’Inchiesta entro gennaio 2027 e comunque al termine delle indagini della magistratura.
Ora, dopo le pressanti richieste dell’opposizione, che si è fatta portavoce della cittadinanza indignata, anticipano la partenza al 1° settembre, comunque tra oltre tre mesi. Cambia la data, ma non il senso: temporeggiare e sperare che accada qualcosa che dirotti altrove l’attenzione.
❌ Ma se, come affermato improvvidamente in Aula dal Segretario Canti, le indagini si concluderanno a fine mese, perché non si può partire subito dal 1° giugno, come richiesto dall’opposizione?
Gli interrogativi aperti sono troppi e non possono essere insabbiati dal partito di maggioranza più coinvolto, la DC, e dai partiti suoi sodali.
Chi ha portato il gruppo bulgaro a San Marino? Chi ha spinto per la vendita di BSM a Starcom? Chi ha condotto la trattativa? Quali sono stati i passaggi autorizzativi? Chi sono i “fighters” citati negli atti giudiziari che avrebbero dovuto ricevere il “regalo”?
👉 Ora che questo intrigo sta minando la reputazione del Paese, il sistema bancario e i rapporti internazionali, non possiamo permettere che la verità arrivi a rate, seguendo il calendario di chi questa situazione l’ha prodotta.
RETE chiede a gran voce una Commissione paritetica e immediatamente operativa; chiede che la maggioranza ascolti la richiesta di chiarezza che arriva dal Paese e si assuma, una volta per tutte, le proprie responsabilità.