19/03/2024
"PAPA' A PASQUA NON TORNO A CASA".
Diego (nome di fantasia) ha trovato lavoro al nord: ha coronato il sogno della famiglia con il "posto fisso". Pubblica amministrazione, non dirò il settore, stipendio di 1.200 euro al mese da laureato.
Ha rinunciato al mare di San Lorenzo Marina, alle frittolate con gli amici a San Pantaleo, al panino con la salsiccia a San Lorenzo, alle mozzarelle, al pecorino, alle serate di tarantella o alla pizza con gli amici.
Diego lavora in Trentino, dove funziona tutto. Il trasporto pubblico è eccellente, i servizi impeccabili e quando torna a casa ci racconta che lì le strade sono pulite e nessuno si permette di buttare una cicca a terra.
Vive con due ragazzi, un abruzzese e un siciliano, conosciuti lì, l'affitto (400 euro al mese per una stanza) è alto per quello che è il suo stipendio. Per andare in giro ci sono i mezzi pubblici, l'auto gli costerebbe troppo tra bollo, assicurazione, carburante, meccanico etc.
La pizza con gli amici? E quali amici? Ogni tanto ci si vede con qualche collega ma non c'è il rapporto che aveva qui con i ragazzi con cui è cresciuto. E poi quale pizza? Tra affitto, bollette, abbonamenti per i mezzi, cure mediche (questo mese solo il dentista 250 euro raccontava al padre) lo stipendio finisce subito.
Per fortuna i genitori ogni mese gli preparano un pacco pieno di ogni ben di Dio: l'olio del frantoio di San Fantino, i pomodori secchi dell'orto, qualche bottiglia di passata preparata in estate, due corde di salame da condividere con i coinquilini che impazziscono solo annusandone il profumo. Nei pacchi non mancano mai le arance: lì infatti la frutta è inavvicinabile mentre qui cade matura dagli alberi!
La verdura non è raccolta nel grande e rigoglioso terreno del padre che, da solo, ormai coltiva a fatica ma la compra nelle buste di plastica proveniente da chissà dove e dice che non ha nessun sapore.
Pasqua, Agosto e Natale. Diego scendeva tre volte all'anno per trovare i genitori, i suoi fratelli e gli amici. A Natale quest'anno i soldi glieli hanno mandati da giù i genitori per tornare a casa: l'aereo inavvicinabile, ha viaggiato per 2 giorni in treno tra andata e ritorno. Non lo farà mai più, il tempo non passa mai, e poi che senso ha fare appena 5 giorni a casa e 2 di viaggio?
Parlo con il genitore e gli chiedo: ma ne valeva veramente la pena?
Le cose da mangiare gliele dovete spedire voi quando qui a casa, veramente male che andasse, non sarebbe mai mancato un pasto caldo e succulento preparato dalla propria madre; un lavoretto o qualcosa da fare la si trova; la terra che avete in quantità richiede braccia per essere coltivata e produrre frutti di grande valore.
La macchina per andare a Melito o Reggio c'è, si fa una volta per uno con gli amici, con 15 euro si va a mangiare la pizza tutti insieme, la sera ci si ritrova al bar del paese a giocare a carte o parlare del più e del meno.
Tutto ciò cambiato per? Una sveglia al gelo alle 5.30 del mattino, 1 ora e mezzo tra treno e pullman per arrivare a lavoro; 8 ore in ufficio, un pranzo con la solita insalata pronta o un panino del giorno prima ed alle 17 di nuovo fuori, altra ora e mezza di viaggio e la sera arrivi a casa con la giornata che è già andata.
Un ciclo che si ripete ogni giorno, uno dietro l'altro.
Da solo a pranzo, da solo a cena, da solo quando ha la febbre o sta male, da solo quando ha bisogno di un qualsiasi supporto.
Questo era il sogno del posto fisso? Questo era l'agognato premio?
Ecco perchè continuo a dire che serve una RIVOLUZIONE CULTURALE.
Ci hanno abituato a pensare che la terra sia segno di povertà ed invece è infinita e perpetua ricchezza;
Ci hanno abituato a pensare che il posto fisso al nord sia un sogno ed invece è diventato un incubo per molti dei nostri ragazzi;
Ci hanno instillato il sogno di "MILANO" quando poi finisci a lavorare in una landa desolata ed inquinata della pianura padana dove il "glamour" dell'alta società milanese lo vedi solo con il binocolo.
Ora lo step definitivo: vogliono recidere totalmente le radici delle giovani generazioni impedendogli finanche di tornare a casa, di dimenticare famiglie e amici: "cari giovani calabresi oggi il vostro posto è qui, basta pensare al focolare di casa! Dovete stare qui a lavorare come schiavi a 1.200 euro al mese e non potervi permettere nemmeno di tornare a casa.
MILANO-NEW YORK a 100 euro andata e ritorno per noi ricchi mentre voi ne dovete pagare 1000 per Reggio Calabria a Pasqua o Natale.
Dovete RECIDERE ogni radice che vi instilla il dubbio di voler tornare a vivere nelle lande ormai desolate delle vostre terre: dovete essere i nostri schiavi; educare nelle scuole i nostri bambini; costruire le nostre case; lavorare nei nostri comuni dove noi non vogliamo lavorare più.
CARI GIOVANI DEL SUD, SENZA DI VOI IL NOSTRO NORD NON PUO' ANDARE AVANTI MA SIETE VOI A DOVER PENSARE CHE E' SENZA DI NOI CHE VOI NON POTRETE AVERE UN FUTURO.
Diego non farà la Pasqua da solo: i genitori hanno già preparato i bagagli e andranno da lui per una settimana. Stanno pensando di trasferirsi; la pensione ed il lavoro basteranno per un affitto, una famiglia si riunirà in un posto estraneo ai loro usi.
Nel comune di San Lorenzo rimarrà un'altra casa chiusa, un altro giardino abbandonato, altri frutti maturi marciranno a terra mentre il genitore di Diego comprerà le arance del Marocco all'Esselunga.
Fine.