Sinistra Ecologia Libertà - gruppo consiliare San Giuliano M.

La pagina è rivolta a tutti coloro i quali si riconoscono nell'idea politica di Sinistra Ecologia Libertà ed a tutti coloro sono interessati a partecipare attivamente alla vita socio-politica di San Giuliano Milanese.

19/02/2022

Sosteniamo la mobilitazione per salvare villa Angelino e partecipiamo al flash mob di domani mattina (domenica) alle 10 davanti alla villa.
Nella prossima settimana sarà discussa una nostra mozione in consiglio che chiede all'Amministrazione di attivarsi per la difesa della storica villa e del suo giardino

08/10/2021

Enzo Collotti ci ha lasciato
È scomparso all’età di 92 anni Enzo Collotti, tra i più autorevoli storici del secondo conflitto mondiale, della Resistenza, dei crimini del nazifascismo. Professore emerito dell’Università di Firenze, era nato a Messina nel 1929, si era laureato in Giurisprudenza con una tesi sul tema del lavoro nella Costituzione italiana e aveva insegnato Storia contemporanea anche presso gli atenei di Bologna e Trieste. Tra le sue numerose opere “La Germania nazista. Dalla Repubblica di Weimar al crollo del Reich hitleriano”, “L’Europa nazista. Il progetto di un Nuovo Ordine Europeo (1939-1945)”, “Il fascismo e gli ebrei. Le leggi razziali in Italia.” Ricordava Collotti: “Il problema della persecuzione contro gli ebrei nell’Italia fascista è stato a lungo sottovalutato dalla storiografia italiana, che per troppo tempo lo ha considerato un tema marginale, secondario, come se si trattasse di un argomento estraneo e si dovesse considerare unicamente il risultato di una imposizione della Germania nazista”. La sua morte lascia un vuoto incolmabile, nella comunità degli storici e in tutti noi. Ai familiari esprimo la commossa e affettuosa vicinanza dell’Anpi provinciale di Milano.
Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano.

GIAPPONESI NELLA GIUNGLACon le elezioni di questi giorni si conclude il mio mandato come Consigliere del Comune di San G...
05/10/2021

GIAPPONESI NELLA GIUNGLA

Con le elezioni di questi giorni si conclude il mio mandato come Consigliere del Comune di San Giuliano Milanese e si estingue anche l'ultimo, credo, gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà. Della fine della mia esperienza non vi è molto da dire, dopo 30 anni e oltre di presenza consiliare più o meno ininterrotti è giusto lasciare ad altri oneri e onori. Ma di tutti questi anni credo che gli ultimi siano stati in assoluto i più difficili e qui ci ricolleghiamo al tema di Sinistra Ecologia Libertà. Non è solo una nostalgia canaglia, da giapponese nella giungla, come mi sono auto-definito; non è un guardare indietro per dire "eran belli i nostri tempi". Il mio è un guardare avanti e avvertire, in quel nulla di partecipazione e di prospettiva che si percepisce, la fine ingloriosa di un tentativo onesto e concreto di superare le vecchie forme partitiche, aggiornandone senso e mezzi ma senza disperdere un patrimonio comune. SEL ci ha provato per alcuni anni e con tutti i limiti dell'umano sentire, di una compagine brancaleonica nata da tre sconfitte e sopravvissuta a se stessa nelle paludi e nei pantani, sempre più schiava di un personale politico che di cambiare non ha nessuna intenzione e continua a preferire le facili rendite al navigare in mare aperto e al "riveder le stelle".

In questi anni, in Consiglio, ho patito una solitudine politica che però, paradossalmente, mi ha concesso una libertà difficile e sofferta: quella di guardare nel merito delle questioni, per poterlo confrontare con i miei valori di fondo che poi sono quelli di sempre, quelli che dovrebbero essere della sinistra: la difesa dell'ambiente, la solidarietà sociale, il lavoro, l'incessante riflessione su quel che accade nel mondo e sulle possibilità di riportare a ragione e sintesi comune elementi tanto discordanti e disomogenei, interessi divergenti, volontà non sempre chiare e animi non sempre limpidi.
Ho provato a farlo, perché almeno a sinistra le certezze non dovrebbero mai essere disgiunte dal dubbio, dallo sguardo umano, dall'empirica verifica dell'efficacia delle proposte. Ho provato a farlo e mi pare che almeno qualche interpretazione più corretta e più efficace sia sortita.
Ho capito che aver le idee chiare significa fare a meno dei paraocchi ideologici ma non fare a meno delle idee; che la contrapposizione dei blocchi frena e non agevola il pensare, l'agire, il continuare a "essere umani". E questi lunghissimi mesi della costruzione della narrazione pandemica sono stati un banco di prova, sono un continuo rovello, misurano il mio stupore di fronte alla costruzione, ancora una volta, di una logica di certezze a buon mercato, di elusione delle ragioni altrui e dei dubbi propri, di blocchi contrapposti (questa volta apolitici o no?) nei quali infilare indistintamente le persone e il mondo. Nei quali negare gli altri.

“Udiva in quella melodia l’inquietudine, la fede e il dubbio. Anche nella rivoluzione agiscono queste passioni – non soltanto da una fede salda, d’acciaio, è mosso l’uomo, ma anche dal tentennamento del dubbio.”
Andrej Platonov. “Cevengur”

Tutto questo, e non mi dilungo oltre, ha molto a che fare con l'eredità di SEL e di quel che avrebbe potuto significare uno spazio libero di confronto a sinistra in questi anni, oggi, e soprattutto del vuoto che si annuncia nel futuro prossimo.
Intendiamoci, non che SEL fosse tutto e che oggi non sia niente. Ci sono persone, gruppi, momenti, in cui una volontà di confronto si rimette in marcia e prova a gettare ponti anziché avvelenare pozzi. Ma sono pochi, scoordinati, distanti da una riflessione che porti a una sintesi di sentire politico. E soprattutto sono completamente immersi in una logica autoreferenziale che mai accetta di mettersi in discussione, in una promozione che è quasi sempre solo personale e tanto più personale in quanto sempre meno generale e politica; buonafede, buona volontà, anche le idee chiare sono insufficienti a rilanciare quel sentire e agire comune che è stato abbandonato come orpello del passato.
Mimmo Lucano, condannato in questi giorni per ragioni che esulano dai suoi sacrosanti errori e dalle sue sacrosante forzature sul piano delle regole, è solo prima di tutto perché ha tanta solidarietà, di tante persone, di tante individualità ma non ha un mondo di riferimento in grado di creare il cordone politico che necessita a far sentire una persona accompagnata e apprezzata anche quando è sola, individualmente, come è giusto che sia, di fronte alla legge.

“Non ho i genitori. Vivo da mio zio».
«E lui che cosa fa?»
Sentivo confusamente che “postino rurale” non era quello che ci voleva.
«È un maestro di aquiloni» dissi.
Sembrò favorevolmente impressionata.
«Che cosa vuol dire?»
«È come un grande capitano, ma nel cielo».”
Romain Gary. “Gli aquiloni”

Queste poche e sparse riflessioni accompagnano il mio saluto e non vorrei venissero lette come un'amarezza, una disillusione di fondo, un "abbandonare la nave" che chi mi conosce sa come non mi appartenga. Vogliono piuttosto essere un'esortazione, un distillato di esperienze personali che mi hanno portato in questi anni a confrontarmi con le persone disponibili a farlo, a costruire iniziative e promuovere dibattiti, mantenere relazioni, lanciare provocazioni. Ecco, tutto questo continua forse con più libertà e voglia di prima, ora che sono libero dagli impegni istituzionali.
Resta, mi sia concessa una trombonata d'annata, un'esortazione per i consiglieri della prossima tornata affinché vi sia una attenzione ferrea alle questioni di fondo su cui posa il bene comune: la nostra città ha già fin troppo patito gli insulti della protervia e dell'incompetenza.
Abbiamo bisogno di uno sguardo lungo: grande attenzione alla legalità, alla solidità dei bilanci, all'inversione del consumo di suolo e del territorio, all'impegno per politiche innovative sul piano energetico; abbiamo bisogno di vivere in un clima di sicurezza finalmente declinata sui tre piani: sociale, del lavoro e ambientale. Abbiamo bisogno di tutto ciò e di molto altro ancora, ma non pensate di trovarlo nelle pieghe delle delibere e nelle virgole dei cavilli, non sprecate il vostro tempo nelle mortifere contumelie delle contrapposizioni artefatte, dei pettegolezzi, così consoni all'estenuante clima delle istituzioni. Fate il necessario per assicurarvi che l'istituzione funzioni e poi uscite, uscite per strada, fate stupidaggini e incontrate i cittadini per sapere cosa dicono e non per spiegare cosa succede, girate sul vostro territorio e leggetene i cambiamenti, salite sui treni, guardate negli occhi gli anziani, i fragili, ma anche gli amici, e ascoltate i loro problemi.
Non ho ovviamente la pretesa di aver fatto sempre e bene tutto ciò, ma sono ormai più che convinto che di questa strada bisognerà ritornare a percorrerne un pezzo per ritrovarsi al di là del nostro bisogno di leader, di linee, di schieramenti prêt-a-portér che sempre ci attendono e lusingano nella loro semplicità traditrice.
Abbiamo bisogno di tornare a vedere le stelle, a sognare, per poter tornare a sperare; senza sogni non c'è futuro e chi non ha futuro non ha passato.

“Molto male viene dal fatto che si va soli. Se si è in parecchi, è già diverso. Bisogna abituarsi a ascoltare gli altri, perché quello che dicono gli altri riguarda anche me. Io mi accorgo allora chi sono e cosa posso fare. Dappertutto, attorno a me, si combatte la mia battaglia, devo stare attento, prima ancora di accorgermi sono arrivato.”
Döblin Alfred. “Berlin Alexanderplatz”

Massimo Molteni, 1° ottobre 2021

Indirizzo

Via Menotti Serrati
San Giuliano Milanese
20098

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