08/03/2021
8 marzo
Pane, mimosa e diritti...un impegno quotidiano per La Venenta
«Ciò che la donna che lavora vuole è il diritto di vivere, non semplicemente di esistere – il diritto alla vita (.....) al sole e alla musica e all'arte. (.......) L’operaia deve avere il pane, ma deve avere anche le rose."
Da questa frase di Rose Schneiderman, leader della WTUL, durante un discorso che rivendicava il diritto di voto femminile negli USA all'inizio del secolo scorso, è stato poi coniato lo slogan "Bread and roses" che ha accompagnato le proteste e gli scioperi che negli anni successivi hanno visto impegnate tante donne nel rivendicare il diritto al lavoro come strumento per raggiungere obiettivi e condizioni di vita superiori rispetto alla pura e semplice sussistenza.
Non solo il pane quindi, ma anche il diritto all'educazione, il diritto di voto, il diritto all'autodeterminazione, un posto decente e sicuro in cui vivere e lavorare, la parità di retribuzione.
Purtroppo ancora oggi, ad un secolo di distanza, per molte donne nel mondo questi diritti non sono acquisiti.
Ed anche in Italia, che pur vanta una Costituzione che pone alla propria base la parità di diritti per tutti gli individui (art. 3 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."), ad oggi ancora tante sono le discriminazioni e le disparità con le quali le donne devono convivere.
A dicembre 2020 l'Istat ha segnalato che il 98 per cento dei posti di lavoro andati perduti erano occupati da donne, che da sempre hanno contratti più precari e con inquadramenti inferiori.
Altrettanto preoccupanti sono i dati sulle molestie, le violenze, gli stereotipi e le denigrazioni che colpiscono molte donne sul lavoro.
Oltre alla piaga sociale e culturale della violenza domestica, come la cronaca quotidiana drammaticamente ci segnala.
Il problema della disparità di genere ha radici profonde, strutturali nella nostra cultura, e per superarlo bisogna lavorare ogni giorno su tanti fronti: il lavoro, l'educazione, i servizi, il welfare.
Come indicato nel proprio Statuto, la cooperativa La Venenta intende perseguire l'interesse generale della comunità̀ alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini, con lo scopo principale della promozione e della tutela del diritto di tutti gli individui, e segnatamente delle donne e dei bambini, di vivere liberi dalla violenza, sia nella vita pubblica che privata, per lo sviluppo e l'espressione piena di ogni persona senza alcuna discriminazione.
Coerentemente con l'oggetto statutario, La Venenta, da sempre impegnata nell'accoglienza e supporto delle donne in situazioni di fragilità e svantaggio, ha promosso il progetto degli Sportelli D.IN.A sul territorio del distretto pianura est (al momento sono attivi gli sportelli di Castel Maggiore, Castello d'Argile e San Giorgio di Piano), specificatamente rivolto alle donne, con e senza figli, che hanno necessità di un supporto per uscire dalla violenza.
Nell'ambito delle attività del progetto D.IN.A, oltre all'accoglienza e all'ascolto delle donne che si rivolgono agli sportelli, si prevedono anche azioni di sensibilizzazione e formazione rivolte alla cittadinanza sulle discriminazioni e sui pregiudizi cristallizzati dagli stereotipi di genere, diffondendo buone prassi e lavorando in un'ottica di rete.
Sempre in un'ottica di rete, si attuano percorsi di inclusione lavorativa e di valorizzazione professionale per accompagnare la donna verso l'autonomia economica, e si progettano attività di socializzazione quali occasioni di conoscenza e scambio relazionale per la costruzione di reti tra donne.