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Camminava per le strade di Firenze con passo lieve, quasi timido. Ma dietro quel volto gentile si nascondeva una forza r...
13/01/2026

Camminava per le strade di Firenze con passo lieve, quasi timido. Ma dietro quel volto gentile si nascondeva una forza rara: la forza della compassione che diventa azione.

Negli anni ’50, Firenze era ancora segnata dalle ferite della guerra. C’erano fabbriche che chiudevano, sfratti quotidiani, quartieri di miseria lungo l’Arno. Famiglie intere vivevano in baracche. La città era splendida ma sanguinante.

Poi arrivò lui.

Giorgio La Pira, professore di diritto e uomo di fede profonda. Quando divenne sindaco, nel 1951, non si limitò a parlare di giustizia. La mise in pratica.

Diceva:
«La città è una famiglia. E nessuno dev’essere lasciato fuori casa».

Non era uno slogan. Era un progetto di vita.

Fece riaprire fabbriche in crisi, come il Pignone, convincendo lo Stato e gli imprenditori a salvare i posti di lavoro. Andava di persona tra gli operai. Non li chiamava “dipendenti”, ma fratelli.

Aprì mense, dormitori, case popolari dove prima c’erano solo macerie. Lottò contro gli sfratti. E quando i soldi del Comune finivano, bussava alle porte dei ministeri, dei vescovi, perfino agli ambasciatori stranieri.

Credeva in una politica che servisse, non che comandasse. In cui la ca**tà fosse la sorella della giustizia. In cui si potesse parlare di pace e di pane nello stesso respiro.

Nel 1955 organizzò a Firenze i «Colloqui per la pace», riunendo rappresentanti di paesi nemici. Li fece sedere a un tavolo, mentre il mondo costruiva muri. Lui cercava ponti.

E così trasformò Firenze in un simbolo di dialogo, fraternità e dignità.

Morì nel 1977, in povertà, come aveva vissuto. Non lasciò eredità materiali, ma qualcosa di più grande: il rispetto degli avversari, la gratitudine dei poveri.

Nel 1986 la Chiesa avviò il processo di beatificazione per le sue virtù eroiche.

Di lui restano parole che oggi suonano come preghiere laiche:

«La città è la casa di tutti. Se anche uno solo è senza pane o senza tetto, la città non è più città».

E ancora oggi, a Firenze, c’è chi lascia un fiore sulla porta del suo vecchio studio.

Perché ci sono uomini che non governano.
Custodiscono.

Da allora è cominciato il declino del PD e dell'Italia.Renzi è stato rivoltato come un calzino ma nulla è stato trovato ...
19/12/2025

Da allora è cominciato il declino del PD e dell'Italia.
Renzi è stato rivoltato come un calzino ma nulla è stato trovato a suo carico.
Lui e la sua famiglia sono usciti indenni da tutte le accuse e le calunnie

/////////////////

Quel giorno, tutti facemmo errori …
Fu un giorno che cambiò la storia di questo paese.
La riforma costituzionale Renzi- Boschi, aveva brillantemente superato le votazioni in parlamento.
I contenuti della riforma a referendum indetto, furono ampiamente spiegati, in ogni luogo del nostro paese.

Era una riforma che non stravolgeva già l’indomani nei punti che andava ad aggiornare, anche perché era una visione a medio lungo termine.

Ad un certo punto, a parte le opposizioni e da quelle ti aspetti ostacoli quando sei al governo, fu lo stesso partito del premier, il Pd a rivoltarsi contro il suo PdC e segretario Matteo Renzi.

Un po’ affascinati dalle piazze 5S, allora a guida Grillo.

Ma la ragione più importante era un’area ancora potente, forte, ancorata a vecchi dogmi ancora eredi del PCI , che anche se in lenta decadenza, gli stessi che contestarono le scelte di Berlinguer sul compromesso storico, checché ne dicano oggi, da allora cominciarono ad isolarlo, anche se ancora politicamente non visibile e/o percepito dai più.

Quel potere mal digeriva il successo di Renzi, nonostante il suo 41% alle europee, nonostante segretario per ben due volte eletto con quasi il 70% .

Misero indegnamente avanti a tutto, la paura di perdere potere, poltrone .

Non lo fecero certo per il bene del paese, da allora certamente il Pd non arrivo’ mai più alle percentuali che ben abbiamo raggiunto in quel periodo.

Cominciarono cattiverie infinite,sostenute dai 5S, e da una certa stampa compiacente che trovò argomenti su argomenti per svilire Renzi, il referendum, il suo operato, nonostante in quei mille giorni fece cose per il paese, reali, visibili fin da subito, che non si videro più.

Eravamo cresciuti con quel Pd, con quella sinistra, avevamo creduto in quella sinistra, dal pci e in tutte le sue formule successive finì al Pd, mai ci sfioro’ il pensiero, nonostante alti e bassi della sua storia, non è che era perfetto e fece i suoi errori, che avrebbero alzato un muro di fuoco amico, fino a distruggere le cose migliori.

L'ossessione di perdere potere, poltrone, protagonismo, sviluppo’ rancore, invidia.

UNO DEGLI ERRORI PIÙ GROSSI DEL GOVERNO RENZI FU CERCARE DI FARE CHIAREZZA SUL PATRIMONIO DEL PARTITO.
Si sa che il premier, il segretario, in un partito sono di passaggio, il patrimonio invece segue sempre il partito, in tutte le sue declinazioni, questo non avvenne. Dopo la svolta del Lingotto , chi deteneva il controllo del patrimonio, non aveva e non ha a tutt’oggi intenzione di passare il testimone.
Bonifazi, allora tesoriere del Pd , su mandato di Renzi si rivolse al tribunale e con vittoria, per invitare ad ottemperare a quel passaggio legalmente dovuto, questo l’ombra grigia che da sempre si aggira in quella sinistra e che gestisce quel patrimonio,con la moglie e Sposetti, non lo perdono’ mai e arrivo’ a lanciare quel bruttissimo anatema verso Renzi, che ancora c’è !
Dopo la bocciatura del referendum Renzi in una drammatica conferenza ammise la sconfitta e si dimise da ogni carica politica, altro errore, altri prima di lui persero passaggi importanti ma non si dimisero, come ad esempio un tal D’Alema.
Mentre eravamo tutti sconcertati, delusi, dispiaciuti, in tanti non trovarono di meglio che criticare il maglione che indossava Agnese , pessimo segnale di una certa Italia molto superficiale e ignara che in realtà fu un disastro, non per Renzi , anche, ma per il paese intero, indimenticabile, l’immagine dei colleghi di partito, Speranza, Bersani, così , giusto per non far nomi, che brindavano alla sconfitta.
Tanti italiani cominciarono a seguire l’onda della piazza, gli urlatori, la massa informe, anteponendo l’apparenza alla sostanza,

E COMINCIÒ UNA LUNGA E ANCORA ATTUALE DESERTIFICAZIONE DEL SENSO REALE DELLE COSE.

Bella la festa , noiosa la consapevolezza del valore della politica e di un progetto serio.

NON AVEVAMO CAPITO, NON AVEVAMO AFFERRATO COME QUEL RAGAZZO CAPACE, INTUITIVO, IN GRADO DI PERCEPIRE IL FUTURO, FOSSE FASTIDIOSO PER CHI NON VOLEVA CHE NIENTE CAMBIASSE.

Una valanga denigratoria addosso a Matteo Renzi, e tutto cominciò con criticare e deridere un maglione della signora Agnese, in uno dei momenti più drammatici della storia del Pd .
Dissero che era colpa dell’ego del premier, che aveva personalizzato il referendum costituzionale, certo che si, era un capolavoro di politica moderna, intuitiva , che parlava di futuro, in quanto ad ego, se vogliamo, cominciamo a far nomi… e la fila diventa lunga.
Tuttavia nessuno di noi accettò che Renzi si fermasse così, e praticamente lo costringemmo a rialzarsi, a fare l’unica cosa che doveva fare, ricominciare.
E lui ricominciò , nonostante tutto, nonostante tutti.
Nove anni difficili, nove anni di attacchi continui, politici e giudiziari, e ha combattuto le sue battaglie nelle sedi opportune, tante le ha vinte, quelle giudiziarie tutte!
Tuttavia tanti finti amici, da lui hanno avuto tanto, per poi andarsene criticandolo sempre con astio e cattiveria, per poi fingersi santi con sopra la testa un’aureola di cartone riciclato.
Una stampa sempre pronta a dir male, con generosi suggerimenti di antichi amici.
Giornalisti che a dire il vero mi fanno pure tenta tristezza, se da nove anni girano sempre attorno allo stesso argomento, incapaci di un articolo proprio, sono l’esempio della povertà ,della leggerezza , della superficialità di un popolo troppo pigro, per pretendere un’informazione più ricca nei contenuti, più reale, più vicina al paese vero, mentre Matteo Renzi continua ad avere ragione sulle sue intuizioni, che nemmeno sono tanto lontane, anche se questi nove anni li abbiamo sofferti giorno per giorno e senza sconti.
E il sorriso, l’intelligenza, l’incapacità di offendere l’avversario, rimane un tratto distintivo di un leader che tutti hanno riconosciuto e riconoscono, tranne gli italiani.
Ma si sa, la verità non è particolarmente amata, e Renzi non parla mai di lustrini e cotillon, balocchi e profumi, parla del paese reale, dei problemi, dei guai per tutto ciò che resta irrisolto e prima poi ci si dovrà fare i conti .
Allora sbagliammo tutti,perché incapaci di prevedere e pensare a tanta cattiveria.
Ma siamo ancora qui, convinti, tenaci, certi che il meglio deve ancora venire… prima o poi, meglio prima, visti i tempi che corrono, anche quell’Italia dormiente finirà per svegliarsi. Il migliore non dobbiamo cercarlo, lo abbiamo già! Maria Amadesi

04/06/2025

Matteo Renzi
Quello che sta succedendo in Parlamento è assurdo. In nome della sicurezza stanno dando ai servizi segreti la possibilità di organizzare colpi di Stato e associazioni terroristiche. Meloni e Mantovano hanno perso il senso del limite.

FALLIMENTO TOTALEIl Governo Meloni ha proposto:Abolizione dei “forestierismi”, i Taxi gratuiti per le discoteche, il dec...
23/03/2025

FALLIMENTO TOTALE

Il Governo Meloni ha proposto:

Abolizione dei “forestierismi”, i Taxi gratuiti per le discoteche, il decreto sulla cannabis, il decreto Albania, il decreto sulla carne coltivata, l'Autonomia differenziata. Tutto bocciato dai giudici o sparito dalle agende, per fortuna.

Hanno fatto il decreto sui Rave, il decreto globoterracqueo di Cutro e non hanno fatto mezzo arresto.
Anzi, uno, Al Masri, criminale internazionale, assassino e stupratore, ma lo hanno riaccompagnato in Libia con volo di stato.

Giustizia, hanno bloccato le intercettazioni, hanno aggiunto l’obbligo di notifica prima del fermo (un trafficante è fuggito grazie a questo), hanno depenalizzato l’abuso d’ufficio, vogliono dare i voti ai giudici, vietare la separazione delle carriere per controllare l’accusa e, notizia di oggi, Nordio vuole vietare ai giudici di esprimere pareri contro il governo, pena sanzioni disciplinari e vogliono lo scudo penale per le forze dell’ordine.

Le accise sono ancora lì, tutte le tasse sono aumentate così come il carovita, dí contro gli stipendi sono uguali o minori.

Hanno tolto le multe ai Novax.

La Rai ha il minimo storico di ascolti.

Un chiodo blocca l’Italia, i trasporti sono al collasso.

Hanno aumentato le disuguaglianze (Istat).

Stanno “minando intenzionalmente la democrazia in Europa in quasi ogni aspetto” (Civil Liberties Union for Europe).

Pil, hanno promesso una crescita dell’uno e mezzo, le stime la danno allo 0,7. Il più basso d’Europa.

Sanità, entro il 2027 scenderà allo 5,9% del Pil, il minimo storico.
Hanno tagliato i fondi alle Rsa, ridotto del 70% i fondi per le vittime della violenza di genere, hanno tagliato la scuola, le pensioni, la ricerca.

Detassano le ostriche mentre si ingozzano di esse alla bouvette.
La pressione fiscale è salita, e il Presidento crede che sia merito dell’aumento del lavoro che, nei fatti, non c’è.

Poi, a raffica:

- Scende l’export, cala la produzione e aumenta la cassa integrazione.
- Record storico di italiani in povertà assoluta e in povertà relativa.
- Le pensioni sono “aumentate” di 1,8€ al mese.
- Politiche per i giovani non pervenute.
- La luce aumenterà del 19%, il gas del 14%, la Tari del 3%, l’acqua del 3%, prestazioni sanitarie del 3%
- I pedaggi, i mutui, il canone, costi bancari, trasporti, tariffe degli artigiani, prodotti per la casa, mense e libri scolastici, ristorazione e comunicazioni aumentano dal 2 fino al 4%.
- La sicurezza non è diminuita.
- Le prigioni esplodono e c’è un suicidio al giorno.
- Gli sbarchi, che dicono essere diminuiti, sono in linea con gli altri anni, tranne il primo anno di governo Meloni dove erano aumentati del 300%. Per forza che quest’anno sono diminuiti.
- Abbiamo a bilancio 15 miliardi per un ponte che non c’è e un miliardo per due canili in Albania.
- L’evasione fiscale ha ripreso a crescere dopo anni di flessione.
Il Ddl Sicurezza “non rispetta gli standard europei in materia di diritti umani”.
- L’autonomia differenziata è stata bocciata.
- Il “piano Mattei” contro l’immigrazione non esiste.
- I centri in Albania sono contro le leggi internazionali.
- La legge sui “paesi sicuri” il cosiddetto decreto flussi, è stato bocciato.
- La libertà di stampa è peggiorata, abbiamo perso due posizioni.
- L’analfabetismo funzionale è ai massimi storici.
- Abbiamo più di un morto sul lavoro al giorno.
- Il dissenso è messo a tacere a manganellate e dalla Digos.
- Alla stampa, quella poca rimasta, stanno per mettere il bavaglio.
- Hanno il record di arrestati, indagati ed inquisiti. E non si dimette nessuno.
- I costi del governo e dei vari ministeri sono i più alti di sempre.
- Spiano giornalisti e attivisti e gli tolgono il software
- Abbaiano in televisionele amicizie internazionali, da Trump ad Orban alla LePen a Milei, lasciamo perdere.
- Infine, le conferenze stampa e le interviste (vere) al Presidento sono vicine allo zero assoluto, ma questo governo ha il record di sempre di indagati e arrestati.

FALLIMENTO TOTALE, AHINOI !!

12/03/2025

E siamo a tre. Prima costruiscono il centro in Albania e poi fanno le leggi per farlo funzionare, ma sbattono tutte le volte contro la loro incapacità. Prima hanno provato con la lista sui Paesi sicuri. Poi con il decreto sulle Corti d’appello. Ora si cambia di nuovo con i return hub. Un decreto per ogni fallimento del governo. Tutto per far funzionare un progetto costoso e fallimentare, la Caporetto del governo sulle politiche migratorie, quelle che avevano portato Giorgia Meloni a vincere le elezioni in nome del mai visto “blocco navale”.
La Premier inizia a sb****re la testa contro il muro il 21 ottobre del 2024, appena tre giorni dopo il primo viaggio flop della nave Libra.

Appena 12 migranti arrivarono a Gjader e furono subito liberati dai giudici della sezione immigrazione del tribunale civile di Roma. Davanti a quell’insuccesso il governo riprende la rincorsa ed ecco un’altra genialità: un decreto elevato a norma primaria che escludeva Camerun, Colombia e Nigeria dalla lista dei Paesi sicuri con il quale l’esecutivo pensava di aver risolto il problema. Neanche per idea, altra capocciata. Infatti l’11 il tribunale civile di Roma ha deciso di non firmare il trattenimento di ben 7 migranti trasferiti sulla Libra, disapplicando il decreto del governo Meloni per l’impossibilità di applicare la procedura accelerata di frontiera.

Ecco che i geni tornano al lavoro: sottraggono la competenza alle sezioni immigrazione dei tribunali civili, considerate toghe rosse per trasferirla alle corti d’Appello, ritenute più affidabili.
Un altro buco nell’acqua. Il 31 gennaio pure la corte d’Appello di Roma sospende il giudizio di convalida del trattenimento di 43 cittadini stranieri condotti nei centri albanesi, rimettendo ancora una volta gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Ora pensano di tornare alla carica con l’ennesimo decreto, questa volta per trasformare i centri albanesi in Cpr.
Hanno costruito delle mega strutture e in 150 giorni vi hanno transitato la bellezza di 62 migranti in tutto.

Un fallimento su tutta la linea, il segno dell’approssimazione di un governo che dovrebbe solo sbaraccare tutto, chiedere scusa e ritornare i soldi sperperati agli italiani. Non lo faranno, torneranno alla carica tutte le volte, tutte le volte sbatteranno e tutte le volte individueranno un nemico immaginario su cui scaricare le responsabilità.

15/02/2025

LE BUGIE COLOSSALI
La cosa che fa impressione è la menzogna continua e sistematica. Se fino a qualche anno fa comunque cercavano di tenere un minimo di contegno e decoro professionale, oggi è guerra aperta. Bugie colossali, quasi infantili da quanto sono grandi, dette in maniera continua, martellante.

29/11/2024

Il Governo, con l’ottavo decreto in tema di Migranti. presenta ancora slogan, ancora propaganda, ancora un passo lontano dal solco costituzionale della nostra Repubblica.
L’intervento, appassionato e commovente di Gianni Cuperlo a ricordare la dignità dei Migranti.

"... Noi pensiamo che questo decreto sia parte della ferocia ideologica che anima da tempo il capo della Lega e Vice Presidente del Consiglio nel governo del nostro Paese. Ma voi, colleghi di Noi Moderati, di Forza Italia, voi che siete moderati, sinceri liberali, come fate a votare una porcata del genere?..
(Gianni Cuperlo)
- - - - - -

INTERVENTO INTEGRALE:
«Grazie, Presidente. Siamo all'ottavo decreto - è stato detto -, in materia di migranti, otto decreti in due anni, più una ventina di provvedimenti di altro segno. Significa almeno due cose: la prima è che vivete nell'ossessione di un fenomeno epocale che piegate a un allarme repressivo, sperando di aumentare i voti nelle urne, e la seconda è che voi navigate a vista, inseguendo l'umore del tempo e umiliando la Costituzione. Lo avete fatto con il decreto punitivo sulle ONG, poi vi siete accaniti sui minori, sommando sofferenza, solitudine, disagio. Lo fate oggi con questo testo che, al netto di alcune minime aperture positive, aggiunge un di più di arbitrio giuridico e di disumanità.

Voi, da anni, moltiplicate gli slogan, senza indicare mai una soluzione, mentre corpi innocenti continuano a morire, come a Cutro, a pochi metri dalle nostre coste, con un'inchiesta aperta, che denuncia le vostre responsabilità. Quasi cento morti solamente in quella tragedia, con le bare allineate nella palestra, alcune erano di colore bianco, perché misuravano meno di un metro di lunghezza. Neppure lì, davanti a quelle bare, siete andati a chinare la testa. Avete preferito una passerella nei TG, con volo di andata e ritorno e rapida seduta del Governo sui banchi del consiglio comunale. Slogan, voi utilizzate solamente degli slogan, rivestiti puntualmente da decreti. Elias Canetti spiegava che, nelle lingue celtiche, slogan significava inno di battaglia dei morti, tradotto per noi: una politica di slogan è quella che incita allo scontro, aizza gli animi, ma senza una visione e senza una morale.

In questo provvedimento stabilite l'obbligo del migrante a collaborare nell'accertamento della sua identità - giusto, giusto: è prima di tutto nel suo interesse - ma subito dopo decretate la licenza di ispezionare ogni dispositivo elettronico in suo possesso, anche se minorenne, e di farlo con la sola decisione del questore, senza autorizzazione giudiziaria, così violando l'articolo 13 della Costituzione.

Non prevedete alcun incremento delle quote per un flusso regolato di lavoratori stranieri. Solamente Confindustria registra un bisogno di 100.000 nuovi ingressi, e la vostra risposta sono 10.000 persone in via sperimentale per l'assistenza ai disabili e agli anziani; sui settori vitali dell'agricoltura e del turismo il nulla.

In compenso, non volete regolarizzare quanti sono già qui e, senza un tempo adatto a cercare un nuovo impiego, vanno ad ingrossare l'esercito degli irregolari; escludete i patronati già abilitati a inviare le richieste di ingresso, il che rallenterà i tempi, ostacolando il ricorso a flussi regolari (per capirsi, quelli da cui dipende la sopravvivenza del nostro welfare, dalla sanità alle pensioni).

Tutto questo lo avete gestito mescolando improvvisazione e superficialità fino a ieri pomeriggio, quando un monito dal Colle più alto vi ha fatto capire che un vostro emendamento ad un altro emendamento che aveva emendato il testo iniziale era sbagliato. Ma voi avete i numeri, siete la maggioranza, cosa vi importa di regole e di procedure?

Sull'elenco dei cosiddetti Paesi sicuri avete preso un decreto incardinato al Senato e, nottetempo, lo avete trasformato in un emendamento a questo decreto. Avete fatto come quei tizi alla fermata della metro coi barattoli che cambiano di posizione per truffare i poveretti che ci cascano: signori, qua c'è un decreto, qua un emendamento, decreto, emendamento. Dov'è il decreto? Dov'è l'emendamento? Ma noi non siamo alla fermata della metro, noi siamo il Parlamento della Repubblica italiana (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), tanto più che un elenco di Paesi sicuri era stato aggiornato a maggio non da noi, ma dal Ministro Tajani, ed era la stessa lista usata dal tribunale di Roma per non convalidare il fermo dei 12 migranti deportati in Albania, giudizio avallato dalla sentenza della Corte di giustizia europea del 4 ottobre, dove si è fissato il principio per cui un Paese è sicuro solo se lo è in ogni sua parte.

Vi abbiamo chiesto di togliere dalla lista dei Paesi sicuri Nazioni che palesemente non lo sono; ve lo abbiamo chiesto lo stesso giorno in cui, a due chilometri da quest'Aula, in linea d'aria, nel tribunale di Roma, un ex detenuto nelle carceri egiziane ha dichiarato questo. Vi prego colleghi, vi prego Governo, ascoltate almeno queste parole: Giulio Regeni l'avevo visto mentre usciva dalla palazzina del carcere. Era ammanettato con le mani indietro, con gli occhi bendati. Non portava tracce di sangue, ma di seguito l'avevo rivisto uscendo dall'interrogatorio, sfinito dalla tortura, tra due carcerieri, portato a spalla per essere accompagnata alle celle.

Ve le abbiamo lette in Commissione queste frasi per dirvi la follia di giudicare l'Egitto un Paese sicuro. Collega Ziello, ma chi se ne importa di 24 milioni di turisti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra)! C'è un ragazzo italiano di 27 anni che è stato sequestrato, torturato e ucciso in quel Paese che voi chiamate sicuro!

Ma non vi bastava tutto questo. Avete stabilito che per il ricongiungimento familiare serve che un membro della famiglia abbia una permanenza continuativa nel nostro Paese di almeno due anni, non più uno solamente. Posticipare quel ricongiungimento può voler dire la condanna a morte degli ultimi tra gli ultimi, di chi cerca solo di salvarsi da una guerra, dalla fame, dagli stupri. Ma cosa conta questo per voi? Slogan, vivete di slogan, come sul centro in Albania, un miliardo buttato via. Avete parlato di un modello studiato dall'Europa - studiato dall'Europa - ma la verità, colleghi, è che l'Europa, purtroppo, ride di un'operazione tanto assurda, con una nave che sbarca 12 migranti e se li riporta indietro, e ne sbarca altri 8 e si riporta pure quelli.

Ieri dai banchi del Governo, Sottosegretaria Ferro, lei ci ha detto che il costo reale della nave Libra è stato un'inezia al confronto di operazioni assai celebrate - l'ha detto lei - come Mare Nostrum. Ma, signori del Governo, c'è una differenza: quei costi servivano a salvare gente che annegava, non a mostrare i muscoli a pochi disperati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra).

Infine, con l'ultimo colpo di mano, vi siete occupati dei giudici disobbedienti, perché obbedienti solo alle leggi e al primato della giurisprudenza europea su quella domestica. Avete trasferito le competenze delle sezioni specializzate dei tribunali alle corti d'appello, salvo che quei giudici delle sezioni specializzate la materia la conoscono, l'hanno studiata per anni.

Collega Ziello, la giudice Silvia Albano è una donna impegnata nella vita civile di questo Paese, un giudice bravissimo che ha applicato la legge, non ha esercitato il senso dell'appartenenza ad una parte (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), ed è una giudice, collega Ziello, che oggi vive scortata per le minacce che ha subito, e forse in quest'Aula, che è il Parlamento della Repubblica, non va additata come un modello negativo, se avete il minimo senso dello Stato! Passare la pratica alle corti d'appello senza risorse e personale attrezzato significa intasare quegli uffici, con ripercussioni pesanti sullo snellimento delle procedure e i tempi dei processi.

Per mesi, colleghi, noi vi abbiamo chiesto la ratio di tutto questo, ma non c'è stata risposta, perché una risposta non c'è, o se c'è rimane molto ben nascosta dentro di voi.

Vedete colleghi, noi pensiamo che questo decreto - nessuno si offenda, lo pensiamo davvero - sia parte della ferocia ideologica che anima da tempo il capo della Lega e Vice Presidente del Consiglio nel Governo del nostro Paese, e in alcuni momenti ci è parso di cogliere l'imbarazzo nei lavori della Commissione del campo più moderato dentro il centrodestra, perché, vedete, lo dico con grande rispetto in quanto non deve essere semplice - io credo - per donne e uomini che dicono di avere a cuore la dignità di ogni essere umano, il valore della famiglia e il primato della vita, alzare la mano e licenziare norme che quell'insieme di principi e di valori letteralmente calpestano.

Io immagino che, per disciplina, lo farete anche tra pochi minuti, transitando sotto la Presidenza - quel corridoio lì -, per pronunciare il vostro “sì” a questo ennesimo strappo delle tradizioni più alte e nobili del nostro Paese. Ma qui si entra in un campo privato, persino intimo, com'è la coscienza di ciascuna e ciascuno di noi, perché poi vedete, la lotta politica è fatta di molte cose: il consenso, il potere, i rapporti di forza. Ma la coscienza, quella è fatta di coerenza tra ciò che si è, ciò che si dice e quello che si fa.

Vedete, se io penso - e chiudo Presidente - ad un Sottosegretario di questo Governo che dice di provare un'intima gioia quando lo Stato di diritto viene ferito dietro il vetro oscurato di una volante della polizia, non mi stupisce che queste norme trovino sostegno nei banchi di rimpetto ai nostri, tanto meno può stupire il sostegno di una forza, la Lega, che nel nome traviato della sicurezza, offende la dignità di donne e uomini, colpevoli solamente della loro povertà e della loro paura.

Ma voi - i pochi che sono in quest'Aula e quelli che ascolteranno e, forse, leggeranno queste parole - colleghi di Noi Moderati, di Forza Italia, voi che siete sinceri liberali, come fate a votare? Userò la vecchia metafora di un Ministro leghista: ma voi come fate a votare una porcata del genere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)?

Spiegava l'anziano Vittorio Foa - e chiudo davvero, Presidente - ai ragazzi del liceo di Formia: i valori non si insegnano, i valori si vivono. Io penso avesse ragione. E allora, nell'annunciare il voto contrario del nostro gruppo, torna alla mente la risposta di Benjamin Franklin a una signora che, 250 anni fa, gli chiese: ma quindi, professore, che forma di Governo avremo? E lui di rimando: una democrazia, signora, sempre se saprete difenderla.»

BUON 2024 !!«Il 2023 che ci stiamo lasciando alle spalle è stato un anno difficile, ricco di turbolenze, guerre, dolori....
31/12/2023

BUON 2024 !!

«Il 2023 che ci stiamo lasciando alle spalle è stato un anno difficile, ricco di turbolenze, guerre, dolori. Ma voltando pagina è bello ricordare anche i tanti momenti di bellezza che abbiamo vissuto e che nessuno potrà mai portarci via. Uno dei simboli di questo 2023 è stato per me superare un obiettivo personale che mi ero dato e che da tempo non riuscivo a centrare. Dopo dieci anni ho finalmente finito di nuovo una Maratona e l’ho fatto stando sotto le 4 ore. Che per un atleta non è granché come tempo ma per uno come me è un risultato fantastico. Per raggiungerlo mi sono allenato, ho perso quasi dieci chili, ho lottato contro i fantasmi della mente che ti assalgono durante le gare lunghe. E ce l’ho fatta. Tanti altri piccoli grandi traguardi attendono ciascuno di noi: vi auguro di raggiungerli con il sorriso, la fatica, la tenacia, l’intelligenza. Superare i propri limiti, in qualsiasi campo, è il segno che siamo vivi, che abbiamo voglia di rischiare, di lottare, di sognare. Sognate alla grande allora per il vostro 2024, credeteci anche quando nessuno intorno a voi ci crede, superate la fatica e accettate il sudore come compagno di strada.
Vi posto allora come ultima immagine dell’anno quella della mia maratona. La maratona del 2024 saranno le europee ma lì dobbiamo fare più del 4 (%, non ore). E lo faremo con l’entusiasmo di chi non si arrende mai. Buon anno ❤️»

Matteo Renzi

Matteo Renzi - DISCORSO SULL'EUROPA DA MAASTRICHT - 20.11.2023“Maastricht per la nostra generazione è il luogo costituti...
24/11/2023

Matteo Renzi - DISCORSO SULL'EUROPA DA MAASTRICHT - 20.11.2023

“Maastricht per la nostra generazione è il luogo costitutivo dell’identità Europea”. Si apre così il discorso di Matteo Renzi sull’Europa di domani. In un video registrato lo scorso 9 novembre e trasmesso oggi sui suoi canali, il leader di Italia Viva ha inizialmente ricordato le principali tappe di fondazione della Comunità per poi lanciare la sua visione sul futuro dell’Unione: “Essere qui è il tentativo di riflettere sull’Europa di domani in un giorno – come il 9 novembre – in cui la caduta del muro di Berlino ha simboleggiato il trionfo della libertà contro l’oppressione e della democrazia contro la dittatura”.

“Oggi più che mai – continua Renzi – gli Stati Uniti d’Europa sono un obiettivo per noi ancora vero e valido per creare uno spazio di libertà. Occorre che l’Europa sia più veloce, non serve un’Europa in cui ci sia il diritto di veto, ma un’Europa più flessibile, in grado di allargarsi non solo geograficamente ma anche di cambiare profondamente le modalità e le regole del gioco”.

Nella riflessione sulla forma di governo e le sue regole Renzi avanza proposte concrete: “Occorre l’elezione diretta del presidente della commissione, che non rappresenta una deriva autoritaria, ma una svolta democratica importante; servono liste transnazionali, con soli 20 commissari che devono essere espressione non dei singoli paesi, ma delle scelte politiche e del risultato elettorale”. E ancora: “Un’Europa che arrivi all’esercito europeo e che superi la NATO, che abbia una politica europea che oggi non c’è”.

E in tema di riforme parla della necessità di “affrontare l’intelligenza artificiale non come minaccia ma come opportunità per far crescere il PIL”, di “investire sull’aerospazio e di “fare del climate change una battaglia da combattere non in modo ideologico ma pragmatico e concreto”, di “Un’Europa che sulla medicina e sulla innovazione tecnologica ad essa collegata costruisca una parte del proprio futuro”. “In tema di lavoro invece – continua Renzi – serve combattere la povertà ma non con i sussidi. Serve pagarlo meglio, ridurre la tassazione per le aziende”. L’ex premier tocca anche il tema della sanità: “È la prima forma di lotta alla povertà serve una sanità che sia uguale per tutti, una sanità dove puoi arrivare a farti un esame medico urgente nello stesso tempo, sia che tu sia ricco sia che tu sia povero”.

Centrale anche il tema dell’immigrazione: “Occorre che cambi totalmente. Va gestita con due principi fondamentali: la legalità e il lavoro. Noi abbiamo degli spazi per poter creare posti di lavoro le cui figure necessarie non sono coperte. Il tema non è creare dei centri di detenzione dei migranti, il tema è creare dei centri di formazione per i migranti”.

Un passaggio importante del suo discorso Renzi lo ha dedicato alla cultura: “È sul terrorismo che vale la pena spendere una parola nel raccontare questi trent’anni, perché c’è stato l’11 settembre del 2001, un anno che ha segnato la storia del pianeta. Ma il terrorismo ha colpito fortemente anche la nostra Europa, è partito dalle periferie, dalle banlieue perché lì è mancata la capacità di integrare e di integrarsi, perché è mancata non soltanto la sicurezza militare e della polizia: è mancato il controllo del territorio ma anche il controllo educativo”. E quindi: “Se l’Europa ha un senso è perché è l’Europa della cultura. Senza l’Europa della cultura non c’è futuro per noi. La cultura è l’elemento chiave anche per sconfiggere il terrorismo. Non esiste l’Unione Europea senza le proprie radici culturali”.

La conclusione è sull’Europa dei sognatori: “Credo – conferma Renzi – che quello che ci attende è un percorso molto complesso ma affascinante. Quando 30 anni fa i leader dei 12 paesi decisero di firmare il Trattato di Maastricht probabilmente non avrebbero mai immaginato quanta strada enorme l’Europa potesse compiere. Questa strada oggi non è più sufficiente. Noi non siamo l’Europa che ricorda le intuizioni dei padri, noi siamo l’Europa che vuole accarezzare i sogni dei figli. Per ogni Ulisse che innova, c’è un Telemaco che è chiamato a conservare e a rilanciare quell’eredità: quel Telemaco siamo noi o meglio sono i ragazzi della nuova generazione che tra 30 anni a Maastricht potranno raccontare come l’Unione Europea è tornata a giocare un ruolo tra Stati Uniti e Cina, come è diventata protagonista in Africa, come ha costruito la pace da Gerusalemme a Taiwan, come ha creato posti di lavoro con l’intelligenza artificiale, come è rimasta orgogliosa delle proprie radici culturali. Se saremo capaci di fare questo l’Europa avrà un futuro: noi abbiamo voglia di immaginare un domani dell’Europa che sia un domani di speranza e non soltanto di ricordi”.

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