23/03/2026
L’Italia ha parlato, e lo ha fatto senza indugi: ci sono principi che non si piegano ai personalismi, nemmeno quando il vento soffia forte.
Ci dicevano che era impossibile fermarli. Ci veniva ripetuto che eravamo in netta minoranza, che fermare questa de-riforma della giustizia sarebbe stato impossibile, che il Paese avrebbe seguito senza esitazioni un Governo forte dei suoi numeri e del consenso.
Ma quando in gioco ci sono valori non negoziabili come l’equilibrio dei poteri e l’autonomia della Magistratura, che sono le fondamenta di una giustizia davvero libera, non c’è maggioranza che tenga.
Il Paese ha alzato la voce e ha detto NO.
Un NO arrivato con una partecipazione ampia, tra le più significative degli ultimi anni. Non è solo un segnale politico, ma qualcosa di più: è la dimostrazione che la Costituzione resta un terreno comune, capace ancora di tenere insieme il Paese nei momenti che contano.
È in quello spirito che oggi possiamo riconoscerci. Ed è in quello spirito che, semplicemente, l’abbiamo difesa. Fino in fondo.
Grazie ai tanti militanti del nostro Partito che in questi mesi si sono spesi senza riserve, ai comitati per il No attivi in tutta la provincia, ai sindaci e agli amministratori del Pd che non hanno fatto mancare il loro sostegno. E grazie alla Cgil, all’Anpi, agli altri partiti di opposizione e alle associazioni del territorio che hanno scelto di collaborare per combattere, uniti.
Abbiamo dimostrato di potercela fare, di saper fare fronte comune.
Ora al lavoro per costruire l’alternativa.