09/09/2026
*Sicurezza: un bene comune, non un terreno di scontro*
La sicurezza è tornata al centro del dibattito pubblico. È un tema concreto, che riguarda la vita quotidiana delle persone e che non può essere trasformato in una gara politica a chi urla più forte.
Quando un commerciante teme una nuova spaccata, quando un'auto viene danneggiata per pochi spiccioli, quando una persona evita una piazza o un parco la sera, non siamo di fronte soltanto a una questione di percezione. C'è un problema reale che la politica deve affrontare.
Ma senza semplificazioni.
Dire che servono più pattuglie è necessario, ma non sufficiente. Pensare che bastino politiche sociali, educative e di inclusione sarebbe altrettanto riduttivo.
*La sicurezza richiede entrambe le cose: presenza e prevenzione.*
A San Donato Milanese lo dimostrano anche i fatti recenti. La città e il quadrante di confine con Milano e Rogoredo sono stati interessati da importanti operazioni interforze. Nel giugno scorso un'operazione coordinata dalla Prefettura ha coinvolto 312 operatori e portato al controllo di 1.446 persone, con arresti e denunce.
Numerosi esercizi commerciali e cittadini di San Donato Milanese hanno dovuto fare i conti con furti, spaccate, danneggiamenti e atti vandalici, comprese auto danneggiate o private di componenti destinati al mercato illegale dei ricambi.
Sono episodi diversi, ma con una conseguenza comune: il diritto dei cittadini a vivere San Donato Milanese con tranquillità.
*Per questo il Movimento 5 Stelle di San Donato Milanese propone un progetto concreto di sicurezza urbana.*
1. Più presidio dove serve.
Un coordinamento stabile tra Amministrazione comunale, Polizia Locale, Prefettura e Forze dell'ordine, concentrando la presenza nelle aree e nelle fasce orarie realmente più critiche, anche nelle zone di confine con Milano e nei collegamenti con M3 e Rogoredo.
2. Videosorveglianza efficace, non semplicemente più telecamere.
Individuare i punti realmente necessari, garantire manutenzione e collegamenti con le strutture di controllo e verificare nel tempo l'efficacia degli impianti. Le telecamere possono aiutare, ma non sostituiscono la presenza delle persone.
3. Una città progettata contro il degrado.
Illuminazione adeguata, spazi pubblici curati, parchi e percorsi pedonali più sicuri, eliminazione delle aree nascoste, piazze vive e sostegno al commercio di vicinato sono anche strumenti di prevenzione.
A tutto questo deve affiancarsi una quarta azione: prevenire il disagio prima che diventi marginalità e criminalità.
Investire sui giovani, sostenere sport, cultura e associazionismo, rafforzare i servizi sociali e creare occasioni di partecipazione significa intervenire sulle cause, non soltanto sulle conseguenze.
Non è buonismo. È prevenzione.
La sicurezza non può essere una politica dell'emergenza, da rispolverare dopo ogni episodio di cronaca. Deve essere un progetto permanente, con obiettivi chiari e risultati verificabili.
La politica non deve alimentare la paura, ma nemmeno fingere che il problema non esista.
Deve riconoscerlo e affrontarlo.
Più presenza dove serve. Più prevenzione dove è possibile. Più collaborazione tra istituzioni. Più attenzione alle persone e ai quartieri.
Per il Movimento 5 Stelle di San Donato Milanese, questa è la strada per trasformare la sicurezza da terreno di scontro a bene comune.