M5S San Donato Milanese

M5S San Donato Milanese Gruppo MoVimento 5 Stelle San Donato Milanese

09/09/2026

*Sicurezza: un bene comune, non un terreno di scontro*

La sicurezza è tornata al centro del dibattito pubblico. È un tema concreto, che riguarda la vita quotidiana delle persone e che non può essere trasformato in una gara politica a chi urla più forte.

Quando un commerciante teme una nuova spaccata, quando un'auto viene danneggiata per pochi spiccioli, quando una persona evita una piazza o un parco la sera, non siamo di fronte soltanto a una questione di percezione. C'è un problema reale che la politica deve affrontare.

Ma senza semplificazioni.

Dire che servono più pattuglie è necessario, ma non sufficiente. Pensare che bastino politiche sociali, educative e di inclusione sarebbe altrettanto riduttivo.

*La sicurezza richiede entrambe le cose: presenza e prevenzione.*

A San Donato Milanese lo dimostrano anche i fatti recenti. La città e il quadrante di confine con Milano e Rogoredo sono stati interessati da importanti operazioni interforze. Nel giugno scorso un'operazione coordinata dalla Prefettura ha coinvolto 312 operatori e portato al controllo di 1.446 persone, con arresti e denunce.

Numerosi esercizi commerciali e cittadini di San Donato Milanese hanno dovuto fare i conti con furti, spaccate, danneggiamenti e atti vandalici, comprese auto danneggiate o private di componenti destinati al mercato illegale dei ricambi.
Sono episodi diversi, ma con una conseguenza comune: il diritto dei cittadini a vivere San Donato Milanese con tranquillità.

*Per questo il Movimento 5 Stelle di San Donato Milanese propone un progetto concreto di sicurezza urbana.*

1. Più presidio dove serve.
Un coordinamento stabile tra Amministrazione comunale, Polizia Locale, Prefettura e Forze dell'ordine, concentrando la presenza nelle aree e nelle fasce orarie realmente più critiche, anche nelle zone di confine con Milano e nei collegamenti con M3 e Rogoredo.

2. Videosorveglianza efficace, non semplicemente più telecamere.
Individuare i punti realmente necessari, garantire manutenzione e collegamenti con le strutture di controllo e verificare nel tempo l'efficacia degli impianti. Le telecamere possono aiutare, ma non sostituiscono la presenza delle persone.

3. Una città progettata contro il degrado.
Illuminazione adeguata, spazi pubblici curati, parchi e percorsi pedonali più sicuri, eliminazione delle aree nascoste, piazze vive e sostegno al commercio di vicinato sono anche strumenti di prevenzione.

A tutto questo deve affiancarsi una quarta azione: prevenire il disagio prima che diventi marginalità e criminalità.

Investire sui giovani, sostenere sport, cultura e associazionismo, rafforzare i servizi sociali e creare occasioni di partecipazione significa intervenire sulle cause, non soltanto sulle conseguenze.

Non è buonismo. È prevenzione.

La sicurezza non può essere una politica dell'emergenza, da rispolverare dopo ogni episodio di cronaca. Deve essere un progetto permanente, con obiettivi chiari e risultati verificabili.

La politica non deve alimentare la paura, ma nemmeno fingere che il problema non esista.

Deve riconoscerlo e affrontarlo.

Più presenza dove serve. Più prevenzione dove è possibile. Più collaborazione tra istituzioni. Più attenzione alle persone e ai quartieri.

Per il Movimento 5 Stelle di San Donato Milanese, questa è la strada per trasformare la sicurezza da terreno di scontro a bene comune.

𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋' 𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐋𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈 𝐂𝐋𝐈𝐍𝐈𝐂𝐎-𝐀𝐒𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐋𝐈 𝐃𝐄𝐈 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐈 𝐎𝐒𝐏𝐄𝐃𝐀𝐋𝐈 𝐃𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀'! Esprimiamo forte preoccupa...
13/05/2026

𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋' 𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐋𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈 𝐂𝐋𝐈𝐍𝐈𝐂𝐎-𝐀𝐒𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐋𝐈 𝐃𝐄𝐈 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐈 𝐎𝐒𝐏𝐄𝐃𝐀𝐋𝐈 𝐃𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀'!

Esprimiamo forte preoccupazione e netta contrarietà rispetto alla decisione di esternalizzare i servizi clinico-assistenziali di due ospedali pubblici per una durata di 96 mesi, per un costo complessivo a carico del pubblico pari a 67 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai soldi - sempre pubblici - con cui sono state finanziate le opere strutturali (i “muri”) di tali strutture.

Una scelta di tale portata rappresenta un passo grave verso la progressiva privatizzazione del servizio sanitario, con il rischio concreto di compromettere la qualità delle cure, l’universalità dell’accesso e la tutela dei diritti dei pazienti. Destinare una cifra così rilevante a soggetti privati solleva interrogativi sulla reale convenienza economica dell’operazione e sull’utilizzo efficiente delle risorse pubbliche.

Preoccupa inoltre l’impatto che questa decisione avrà sul personale sanitario e socioassistenziale, che potrebbe subire un peggioramento delle condizioni di lavoro, una riduzione delle tutele contrattuali e una perdita di stabilità occupazionale.

L’esternalizzazione per un periodo così lungo vincola il futuro della sanità pubblica, limitando la possibilità di intervento e di correzione da parte delle istituzioni e dei cittadini. Si tratta di una scelta che rischia di indebolire strutturalmente il sistema pubblico, anziché rafforzarlo e renderlo più efficiente.

Chiediamo pertanto:
- 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞;
- 𝐥’𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢, 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐥𝐢;
- 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨, 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.

La salute è un diritto fondamentale e deve restare al centro di politiche pubbliche responsabili, orientate al benessere collettivo.

28/04/2026

Dalla stampa si apprende che nelle intercettazioni dell’inchiesta Hydra un referente del clan Senese a Milano, parlava in alcune intercettazioni di presunte cene e frequentazioni con l’Assessore alla Sicurezza Romano La Russa.

Chi ha posizioni di governo in tutte le istituzioni deve sempre assicurare la massima trasparenza, serietà e integrità. Chiediamo che l’Assessore venga in Aula quanto prima e chiarisca subito la sua posizione in modo chiaro e completo davanti all’Aula del Consiglio Regionale.

Nicola Di Marco - Capogruppo M5S Regione Lombardia

Minacce mafiose.Dire “fate quello che vi diciamo o vi cancelliamo dalla storia in una notte” è una minaccia mafiosa, pro...
07/04/2026

Minacce mafiose.
Dire “fate quello che vi diciamo o vi cancelliamo dalla storia in una notte” è una minaccia mafiosa, pronunciata da un criminale pronto a tutto pur di difendere il proprio ego.
Per “eliminare in una notte” uno Stato e la sua storia serve una sola cosa: la bomba atomica. Un pensiero che non dovrebbe nemmeno sfiorare la mente di chi governa perché significa morte e distruzione assoluta.
E invece non solo lo pensano, lo dicono apertamente e vengono pure ascoltati e tollerati come se fosse normale, come se rientrasse nel dialogo ordinario tra Stati.
Passerete alla storia per quello che siete, insieme a tutti i complici che vi hanno lasciato le mani libere: criminali senza scrupoli che giocano sulla pelle di milioni di persone e che hanno trascinato l'umanità nel baratro.

Minacce mafiose.

Dire “fate quello che vi diciamo o vi cancelliamo dalla storia in una notte” è una minaccia mafiosa, pronunciata da un criminale pronto a tutto pur di difendere il proprio ego.
Per “eliminare in una notte” uno Stato e la sua storia serve una sola cosa: la bomba atomica. Un pensiero che non dovrebbe nemmeno sfiorare la mente di chi governa perché significa morte e distruzione assoluta.
E invece non solo lo pensano, lo dicono apertamente e vengono pure ascoltati e tollerati come se fosse normale, come se rientrasse nel dialogo ordinario tra Stati.

Passerete alla storia per quello che siete, insieme a tutti i complici che vi hanno lasciato le mani libere: criminali senza scrupoli che giocano sulla pelle di milioni di persone e che hanno trascinato l'umanità nel baratro.

"𝐒𝐎𝐕𝐑𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀' 𝐄𝐍𝐄𝐑𝐆𝐄𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐒𝐕𝐄𝐍𝐃𝐔𝐓𝐀, 𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐎𝐋𝐃𝐈 𝐀𝐈 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈. 𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐈𝐙𝐙𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋'𝐄𝐍𝐈"𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥' 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐦𝐞𝐫...
03/04/2026

"𝐒𝐎𝐕𝐑𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀' 𝐄𝐍𝐄𝐑𝐆𝐄𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐒𝐕𝐄𝐍𝐃𝐔𝐓𝐀, 𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐎𝐋𝐃𝐈 𝐀𝐈 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈. 𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐈𝐙𝐙𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋'𝐄𝐍𝐈"
𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥' 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐦𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢.

Allora, noi siamo consapevoli che non è con un ordine del giorno che si affronta un tema del genere, ma quantomeno dovrebbe servire per aprire una discussione politica su quello che noi riteniamo un tema fondamentale.

Perché vedete, noi possiamo parlare di transizione ecologica, di transizione energetica, di tecnologie applicate alla transizione ecologica; se sono meglio alcune tecnologie o altre.

Ma poi chi governa di fatto la transizione ecologica, la transizione energetica, i costi dell’energia e quello che noi paghiamo e spendiamo in bollette sono fondi privati americani, fondi privati stranieri, che ormai sono arrivati a gestire il 70% di Eni, la cui partecipazione pubblica è ormai solamente al 30%.

Bene, se non si va a incidere su questo, anche 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗘𝗻𝗶, che riparlino di riprendere in mano veramente la nostra politica energetica, perché la nostra politica energetica la fanno i fondi privati, signori… e solamente nel quinquennio 2021-2026 Eni ha fatto profitti per 55 miliardi.

Allora questi profitti di 55 miliardi da cosa derivano? E soprattutto, alle spalle di chi sono stati fatti?

Hanno approfittato chiaramente della crisi energetica, del prezzo che si fa alla borsa di Amsterdam e delle speculazioni sul costo dell’energia e sulle bollette.

Non è che è stato fatto un piano industriale con chissà quali investimenti sulla transizione ecologica.

Questi 55 miliardi sono stati fatti sulle spalle delle imprese e delle famiglie italiane.

E allora io dico: perché devo regalare miliardi di profitti ai fondi di speculazione stranieri?

Perché fondi come KKR, che ora è entrato massicciamente in TIM e in Enilive, sono uno di quei fondi che nelle tante vertenze che abbiamo nei nostri territori… apriamo tavoli nelle prefetture e non si sa neanche più con chi lottare, perché non esiste più l’imprenditore: esiste un fondo finanziario che ha sede a Londra o New York, che arriva, compra una fabbrica decotta, mette due soldi, licenzia tutti, saluta e se ne va.

Quindi a questi fondi noi stiamo continuando a regalare l’Italia.

E allora, se forse non è chiaro, il fondo principale è BlackRock, il cui CEO Larry Fink la presidente Meloni incontrò dopo il G7 in Puglia.

Lei fa un G7 e chi vede bene di incontrare? Larry Fink, il manager più importante di questi fondi, il manager di BlackRock.

E cosa dice? “Io non ostacolerò chi vuole investire in Italia”.

Bene, BlackRock è presente in Mediobanca, Mediaset, Enel, Eni, Hera, Terna, Stellantis, Snam, Fincantieri, Leonardo, Unicredit, Intesa, RAI Way, BPM, MPS, Generali, Telecom… e potrei andare avanti ancora a lungo.

Allora, quando si parla di sovranità, quando si parla di fare delle politiche economiche, i decreti bollette che danno qualcosa sono solamente dei palliativi, perché se non si controlla il ma**co della politica energetica saranno solamente soldi a perdere continui.

E allora non utilizzate il nome di Mattei per fare dei piani che, oltretutto, non si sa neanche dove siano andati a finire.

Quando utilizzate i nomi di questi grandi italiani, per favore cercate di non insultarli quando svendete la sovranità.

Proprio persone come Mattei hanno fatto della sovranità una missione di vita, della sovranità energetica, con l’intuizione che controllare l’energia come Stato significava poter fare una politica economica, una politica industriale e anche una politica sociale.

Perché adesso in mano a cosa siamo?

Siamo in mano a qualcuno che, insieme al suo amico Netanyahu, decide di bombardare l’Iran e di mandare in crisi sostanzialmente tutto il mondo.

E noi pensiamo che i fondi americani aiutino le famiglie e le imprese?

L’abbiamo visto con la tassa sugli extra profitti: quando il governo Draghi provò a farla, cosa è successo? Che sostanzialmente non si poteva trarre più di tanto, perché il controllo non ce l’abbiamo più noi, non ce l’hanno più i cittadini italiani.

Quindi, se vogliamo parlare di politica, di energia e di transizione ecologica, affrontiamo questi argomenti con le giuste prospettive.

Altrimenti parliamo di come verniciare una casa ed evitiamo di affrontare il problema delle fondamenta.

Grazie.

𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐔𝐍 𝐒𝐈𝐆𝐍𝐎𝐑𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐔𝐍 𝐏𝐈𝐑𝐀𝐓𝐀Che Giuseppe Conte sia stato sempre un signore della politica non lo scopro mica io. M...
03/04/2026

𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐔𝐍 𝐒𝐈𝐆𝐍𝐎𝐑𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐔𝐍 𝐏𝐈𝐑𝐀𝐓𝐀
Che Giuseppe Conte sia stato sempre un signore della politica non lo scopro mica io. Ma la risposta al vergognoso editoriale del direttore di Libero, notissima carta igienica venduta nei migliori supermercati a prezzi stellari, è da manuale. Leggete.

𝐺𝑒𝑛𝑡𝑖𝑙𝑒 𝐷𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒,
ℎ𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑢𝑜 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑎𝑙𝑙' 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑜 𝑎𝑣𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑠𝑖𝑔. 𝑃𝑎𝑜𝑙𝑜 𝑍𝑎𝑚𝑝𝑜𝑙𝑙𝑖. 𝑀𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑎𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑠𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑢𝑠𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑜𝑓𝑓𝑒𝑛𝑠𝑖𝑣𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑢𝑠𝑒 𝑒 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑛𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑙'𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑎𝑣𝑢𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑎 𝑎𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎. 𝐸' 𝑎𝑣𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑖𝑠𝑎 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑖𝑔. 𝑍𝑎𝑚𝑝𝑜𝑙𝑙𝑖, 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 ℎ𝑎 𝑒𝑠𝑖𝑏𝑖𝑡𝑜 𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑖 "𝑆𝑝𝑒𝑐𝑖𝑎𝑙 𝐸𝑛𝑣𝑜𝑦 𝑜𝑓 𝑡ℎ𝑒 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡 𝑇𝑟𝑢𝑚𝑝 𝑓𝑜𝑟 𝐺𝑙𝑜𝑏𝑎𝑙 𝑃𝑎𝑟𝑡𝑛𝑒𝑟𝑠ℎ𝑖𝑝𝑠". 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑙𝑒𝑎𝑑𝑒𝑟 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑜𝑝𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 ℎ𝑜 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙'𝑖𝑛𝑣𝑖𝑡𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑟𝑡𝑎 ℎ𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑣𝑣𝑒𝑛𝑖𝑠𝑠𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜, 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑟𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎.

𝐴𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑢𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑡𝑎. 𝑀𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑙'ℎ𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑙'𝑎𝑣𝑟𝑒𝑖 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑡𝑜. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑚𝑒𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙' 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜 𝑠𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑡𝑎 ℎ𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑝𝑟𝑎𝑧𝑧𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.
𝑆𝑒 𝑙𝑜 𝑎𝑣𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑢𝑖 𝑠𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑙𝑒𝑖 𝑠𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑎𝑟𝑚𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑜𝑐𝑐ℎ𝑒𝑧𝑧𝑒.

𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙 𝑠𝑖𝑔. 𝑍𝑎𝑚𝑝𝑜𝑙𝑙𝑖 ℎ𝑜 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑀5𝑆 𝑖𝑛 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑎. 𝑄𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒. 𝐴𝑛𝑧𝑖. 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎: 𝐻𝑂 𝐼𝑁𝐶𝐴𝑅𝐼𝐶𝐴𝑇𝑂 𝐼𝐿 𝑆𝐼𝐺 𝑍𝐴𝑀𝑃𝑂𝐿𝐿𝐼 𝐷𝐼 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠. 𝑇𝑟𝑢𝑚𝑝 𝑑𝑎 𝑃𝐴𝑅𝑇𝐸 𝑀𝐼𝐴 𝐶𝐻𝐸 𝐶𝑂𝑁𝑆𝐼𝐷𝐸𝑅𝑂 𝑄𝑈𝐸𝑆𝑇𝐼 𝐴𝑇𝑇𝐴𝐶𝐶𝐻𝐼 𝐴𝐿𝐿' 𝐼𝑅𝐴𝑁 𝐶𝑂𝑀𝑃𝐿𝐸𝑇𝐴𝑀𝐸𝑁𝑇𝐸 𝐶𝑂𝑁𝑇𝑅𝐴𝑅𝐼 𝐴𝐿 𝐷𝐼𝑅𝐼𝑇𝑇𝑂 𝐼𝑁𝑇𝐸𝑅𝑁𝐴𝑍𝐼𝑂𝑁𝐴𝐿𝐸. 𝑃𝐸𝑅 𝐶𝑈𝐼 𝑉𝐴𝑁𝑁𝑂 𝐹𝐸𝑅𝑀𝐴𝑀𝐸𝑁𝑇𝐸 𝐶𝑂𝑁𝐷𝐴𝑁𝑁𝐴𝑇𝐼 𝐸 𝑃𝐸𝑅 𝑄𝑈𝐴𝑁𝑇𝑂 𝑆𝑇𝐴 𝐼𝑁 𝑀𝐸 𝑁𝑂𝑁 𝑃𝑂𝑇𝑅𝐴𝑁𝑁𝑂 𝑀𝐴𝐼 𝐴𝑉𝐸𝑅𝐸 𝐼𝐿 𝑆𝑂𝑆𝑇𝐸𝐺𝑁𝑂 𝐷𝐸𝐿𝐿'𝐼𝑇𝐴𝐿𝐼𝐴. 𝐻𝑜 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑜̀ 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑏𝑜𝑚𝑏𝑎𝑟𝑑𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑎𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑠𝑖𝑎𝑠𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑙𝑜𝑔𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑎𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑖𝑙𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑖. 𝑆𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑙𝑒 𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑔𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑙𝑖 ℎ𝑜 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑖𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑣𝑎𝑑𝑎 𝑖𝑚𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒̀ 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑡𝑜 𝑓𝑎𝑙𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑐'𝑒 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑜 𝑜𝑏𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑜.

𝐻𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑖𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑓𝑜𝑙𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑈𝑛𝑖𝑡𝑖 𝑠𝑖 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑛𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑐𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑔𝑜𝑣𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑁𝑒𝑡𝑎𝑛𝑦𝑎ℎ𝑢 𝑒 ℎ𝑜 𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑇𝑟𝑢𝑚𝑝 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑑𝑎 𝑟𝑖𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟𝑎̀ 𝑎𝑑 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑒 𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑢𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑠𝑖𝑎𝑠𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒.

𝐿𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑖𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖? 𝑆𝑒 𝑙𝑒𝑖 𝑒 𝑖 𝑡𝑟𝑜𝑚𝑏𝑒𝑡𝑡𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑒𝑖, 𝑎𝑛𝑧𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑛𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑀𝑒𝑙𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑠𝑝𝑟𝑜𝑙𝑜𝑞𝑢𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑡𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑢𝑛𝑡𝑎 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙' 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎, 𝑎𝑣𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑎𝑣𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑐ℎ𝑖𝑒𝑛𝑎 𝑑𝑟𝑖𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑀𝑒𝑙𝑜𝑛𝑖, 𝑑𝑎𝑙 𝑔𝑒𝑛𝑜𝑐𝑖𝑑𝑖𝑜 𝑎 𝐺𝑎𝑧𝑎 𝑎𝑙𝑙'𝑎𝑡𝑡𝑎𝑐𝑐𝑜 𝑎𝑙 𝑉𝑒𝑛𝑒𝑧𝑢𝑒𝑙𝑎, 𝑎𝑙𝑙' 𝐼𝑟𝑎𝑛, 𝑎𝑙𝑙'𝑎𝑐𝑞𝑢𝑖𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑢𝑖 𝑑𝑎𝑧𝑖, 𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑠𝑠𝑎̀, 𝑖𝑙 𝑔𝑜𝑣𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑡𝑎𝑣𝑜𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖 (𝐺7, 𝐺20. 𝑈𝑒) 𝑎𝑣𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑝𝑜𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑎 𝑏𝑒𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒𝑟𝑜 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑇𝑟𝑢𝑚𝑝 𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑒𝑟𝑟𝑜𝑟𝑖.

01/04/2026

Quale è la posizione in politica estera del Movimento5Stelle?
1) non si agisce al di fuori del diritto internazionale;
2) non si fanno affari con un genocida;
3) non si concedono basi per operazioni militari fuori dal diritto internazionale.

𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼𝗾𝘂𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹'𝗶𝗻𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝘂𝗺𝗽 𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗮𝗹𝗹'𝗜𝗿𝗮𝗻 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 ...
01/04/2026

𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼𝗾𝘂𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹'𝗶𝗻𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝘂𝗺𝗽 𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗮𝗹𝗹'𝗜𝗿𝗮𝗻 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗨𝘀𝗮/𝗜𝘀𝗿𝗮𝗲𝗹𝗲.

di Pagina Alessandro Orsini 01.04.2026

La bufera su Giuseppe Conte per il suo incontro con un amico di Trump conferma i miei studi sull'Italia come Stato satellite: la CIA ha un controllo capillare del territorio italiano e della sua vita politica. Siccome Conte ha condannato Israele e gli Stati Uniti per il bombardamento dell'Iran, la Casa Bianca interviene nella politica italiana per destabilizzarla in favore di Giorgia Meloni, che, invece, sostiene il bombardamento inviando i SAMP/T italiani agli Emirati Arabi Uniti.
La Casa Bianca è nella condizione di intimidire o minacciare qualunque politico italiano. Tuttavia, esiste una gradazione delle minacce. Nella prima fase, la fase preliminare, la Casa Bianca inizia con la distruzione dell'immagine pubblica del politico italiano che si oppone alle sue politiche di guerra. Se questo modo non funziona, la Casa Bianca ricorre a forme di intimidazione più pesanti. Le basi americane sono lo strumento principale con cui la Casa Bianca costringe i nostri governanti a vivere nella paura affinché tradiscano gli interessi nazionali dell'Italia. Ecco perché l'Italia dovrebbe chiudere le basi americane.
Giuseppe Conte, in merito all'incontro, ha scritto al direttore del Corriere della Sera: "Ho incaricato [l'amico di Trump] di riferire al presidente Trump da parte mia che considero questi attacchi all'Iran completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati e - per quanto sta in me - non potranno mai avere il sostegno dell'Italia. Ho detto che mi batterò perché le nostre basi non siano messe a disposizione non solo dei bombardieri americani di passaggio ma anche per qualsiasi attività logistica di sostegno a questi attacchi illegali".

Un deputato israeliano, commentando l’assassinio di un’intera famiglia palestinese in Cisgiordania da parte dell’esercit...
27/03/2026

Un deputato israeliano, commentando l’assassinio di un’intera famiglia palestinese in Cisgiordania da parte dell’esercito israeliano, ha dichiarato: «A Jenin non ci sono civili innocenti, a Jenin non ci sono bambini innocenti. Sostengo i soldati dell’esercito israeliano in ogni situazione, anche se il “danno collaterale” sono donne o bambini, non mi interessa».
Questo è ciò che pensano i nazisionisti israeliani e che neanche si preoccupano di nascondere, anzi lo dichiarano apertamente dai microfoni del parlamento perché sentono di non avere alcun freno morale e giuridico.
Il genocidio palestinese prosegue e la prova è nelle loro stesse parole.
Che schifo e che vergogna per chi continua a coprirli, rifornirli di armi e persino a invitarli in vacanza nelle nostre città per “riprendersi dallo stress”.
Siete disumani.

Un deputato israeliano, commentando l’assassinio di un’intera famiglia palestinese in Cisgiordania da parte dell’esercito israeliano, ha dichiarato: «A Jenin non ci sono civili innocenti, a Jenin non ci sono bambini innocenti. Sostengo i soldati dell’esercito israeliano in ogni situazione, anche se il “danno collaterale” sono donne o bambini, non mi interessa».

Questo è ciò che pensano i nazisionisti israeliani e che neanche si preoccupano di nascondere, anzi lo dichiarano apertamente dai microfoni del parlamento perché sentono di non avere alcun freno morale e giuridico.

Il genocidio palestinese prosegue e la prova è nelle loro stesse parole.
Che schifo e che vergogna per chi continua a coprirli, rifornirli di armi e persino a invitarli in vacanza nelle nostre città per “riprendersi dallo stress”.
Siete disumani.

Indirizzo

San Donato Milanese
20097

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