23/06/2023
Nell'intervista a Bertinotti fatta dal Corriere della Sera ci sono tutti i limiti di quello che, nel sentire comune e nel (si, è qualunquista anche Bertinotti, anche se si vende come intellettuale) imperante, viene considerato (o definito) come sinistra.
Senza voler partire da riferimenti storico-filosofici, in cui potrei perdermi, ma in maniera semplice, dovrebbe significare un'azione continua, tesa a modificare la realtà degli individui con l'obiettivo di aumentare le possibilità e le che ognuno, in una realtà complessa come è la società, può avere o sfruttare; con la consapevolezza che ogni persona umana ha una sua capacità e delle condizioni di partenza differenti. L'altro significato, dovrebbe essere quello di ridurre le differenze che rendono diverse le da cogliere.
Mi si potrà obiettare che, questa definizione che ho dato, non sta scritta da nessuna parte. È vero, ma cosa sta scritto in riferimento alla sinistra? Tralasciando la sinistra storica, sta scritto che esistevano due sinistre (divise in miriadi di correnti e declinazioni), una e una .
La prima, la rivoluzionaria, ovunque ha prosperato ha versato sangue, nel percorso per prosperare e, nel prosieguo della sua esistenza, per continuare ad esistere, ma non è servito, è quasi sempre crollata.
Soprattutto nei confronti degli oppositori politici o semplicemente nei confronti di chi la pensava diversamente, ha significato morti ammazzati, povertà per la popolazione e tutta la ricchezza dello stato a disposizione dei leader politici suddivisa diversamente a seconda del potere posseduto.
Nessuna , al contrario, tutti sudditi al servizio della con a disposizione qualche briciola.
La seconda, spesso (o quasi sempre) con la collaborazione delle forze e cattoliche, di cui esistono marcati esempi a partire dalla fine della seconda guerra mondiale in , ha consentito, a chi era nato in condizioni svantaggiate, di migliorare la propria esistenza.
Lo ha fatto meglio in nord Europa, lo ha fatto peggio nell'Europa del sud, ma lo ha fatto. Tant'è che non sarebbe così f***e o non fondato, definire il secondo novecento nel vecchio continente, il mezzo secolo . Il mezzo secolo, cioè, in cui la ha realizzato se stessa attraverso le riforme. Ma come lo ha fatto? Facendo esattamente il contrario di quanto sostenuto dai rivoluzionari e partendo da presupposti totalmente diversi da quelli che, Bertinotti, usa per parlare e/o identificare la sinistra.
parla di socialismo come fede, altri lo definiscono un'ideologia. Declinazioni, cioè, di socialismo che ovunque hanno dominato, hanno causato tragedie.
Aggiunge che la sinistra è morta e che Elly Schlein è una (e nell'intervista demonizza il concetto di "liberale") perché in un contesto in cui ci sono guerre, disuguaglianze e emergenze ecologiche, non servono liberal o riformisti, ma un nuovo .
Praticamente, completamente alienato dalla realtà del mondo in cui vive (l'occidente), anziché spingere la sinistra a un'azione che riprenda la capacità del secondo novecento, di ridurre le disuguaglianze in un contesto nuovo (la globalizzazione), contesta la globalizzazione tout court che ha fatto uscire milioni di persone dalla fame (al di fuori dell'occidente) e rispolvera l'anticapitalismo che, ove ha regnato, ha lasciato fame e miseria.
E, in base a queste mie personali considerazioni che ci sono, a mio avviso, i limiti del a partire almeno dal 2018.
Un Partito Democratico che si è sforzato di "cercare un nuovo modello di sviluppo", solfa ripetuta a pappagallo dalla maggior parte dei post comunisti e che non significa niente per un partito politico che dovrebbe occuparsi dell'oggi e di costruire un mondo più giusto. Mondo più giusto che ha una sola chiave, la redistribuzione della ricchezza che si può fare esclusivamente "tosando il mercato", no abbattendolo in nome di un anticapitalismo che significa andare a sb****re contro un muro ad alta velocità. E, redistribuire la ricchezza, tosando il mercato, non è in contrasto con una maggiore attenzione all'ambiente. Concetto questo applicabile anche alla globalizzazione che, in parole povere, è un mercato globale la cui ricchezza sfugge al controllo degli stati o meglio, si redistribuisce tra stati (che spesso sono regimi) incapaci di redistribuirla al loro interno alla maniera socialdemocratica (semplificazione eccessiva?). Globalizzazione che, però, ha migliorato, in quegli stati, la condizione generale delle masse.
Il vero dramma è che il , che dovrebbe essere quel grande riformista che il nostro Paese non ha mai avuto, per fare la guerra scatenata dalla cosiddetta ditta, a Matteo Renzi ha assunto una posizione traballante su qualsiasi tema (si veda per esempio la giustizia), posizione che porta a non avere idee chiare e che (purtroppo) stanno sulla scia delle considerazioni di Bertinotti, ma con l'aggravante che ci stanno senza successo, perché nonostante gli sforzi a voler stare simpatici a quell'insieme della sinistra "arcobaleno", alla fine non sembra che si riscuota la simpatia di Bertinotti e di quelli come lui.