03/08/2023
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Abbiamo aspettato ad esprimerci sull'ultimo consiglio comunale perché attendevamo la pronta risposta del gruppo di maggioranza alle, non poche, polemiche mosse dal fronte dell'opposizione nel merito dell'ultima seduta consiliare e del famigerato P.U.E.
Le risposte sono arrivate ma non si sono dimostrate all'altezza della parola POLITICA. I post Facebook ormai hanno rimpiazzato (da entrambi i fronti del consiglio comunale) il confronto in aula, con sedute che diventano sempre più un affare per pochi intimi; con convocazioni in orari improponibili e il rifiuto ostinato alla trasmissione streaming. Sedute che più che tali andrebbero definite delle faide, dal momento che manca qualsivoglia tentativo di confronto, e si preferisce lo scontro totale.
Su Facebook però il livello non migliora, e difronte appunti mossi sulle criticità del P.U.E si risponde non sul tema ma contestando eventuali "armonie" dei gruppi d'opposizione.
Ecco sul P.U.E. un punto andrebbe chiarito:
Ottimo incentivare l'insediamento di nuovi soggetti commerciali, ma farlo scontando oneri comunali da destinare ad una rotonda, ci sembra uno spreco fuori da ogni logica. Ancor più incomprensibile se lo sforzo erariale viene sostenuto per un tipo di attività commerciale (un supermercato) che già ha trovato ampio sviluppo sul territorio e non apporta nulla di innovativo.
Detto questo va chiarito però che mai sosterremo tesi come: "I grandi centri distruggono le piccole imprese". Questi tesi é fuori da ogni nostro pensiero economico. La grande impresa va implementata e inserita in un contesto il più concorrenziale possibile. Solo con un sistema che si evolve dalle pmi verso le Grandi aziende possiamo pensare di progredire economicamente, essendo i grandi gruppi i soli promotori di progressi industriali, che migliorano le condizioni di mercato e favoriscono la concorrenza, utile al consumatore finale.
E proprio sulla scorta di questa considerazione che riteniamo ancora più deludente il tono trionfalistico dell'assessorato allo sviluppo economico. Si perché, il piano presentato ( in tutta fretta) oggi non racchiude nessuna fattispecie concreta per il commercio (fatta salva la clausola che si impegna in attività di promozione delle imprese) e peggio ancora si impegna in un, propagandistico slogan rivolto ai nostri commercianti: Un contributo UNA TANTUM per far fronte alla presenza dei soggetti di media grandezza.
Uno slogan, triste quanto inutile che alimenta una retorica fuori da ogni logica economica. Un contributo del genere quale supporto dovrebbe dare? Perché dai medi centri bisogna difendersi? Quale impatto potrebbe invece avere sui conti pubblici? Quali criteri valuteranno la necessità di ricevere tale contributo?.
A tutta questa serie di domande avremmo preferito ricevere risposta in aula...