Compagno è il Mondo - Chianti Fiorentino

Compagno è il Mondo - Chianti Fiorentino "Compagno è il Mondo" è una associazione politico culturale presente a livello nazionale.

Articolo Uno è un partito politico italiano di sinistra fondato il 25 febbraio 2017. Il partito sostiene la centralità del lavoro, i nuovi diritti, la piena uguaglianza, l'integrazione europea, la laicità, la giustizia sociale, la non-violenza e la salvaguardia dell’ambiente.

27/02/2026

Hanno paura.
Il No al referendum sulla giustizia m***a in tutti i sondaggi e vigliaccamente si preparano a far saltare il banco.
E quindi depositano una legge truffa per provare a vincere a tavolino le prossime elezioni.
Scritta e pensata da loro, senza nessun coinvolgimento delle opposizioni.

1. Aboliscono i collegi uninominali, che erano uno strumento per avvicinare l’eletto all’elettore. E lo fanno soprattutto perché in tutte le simulazioni al centrosud ci sarebbe stato un evidente cappotto del campo progressista sulla destra.

2. Lasciano le liste bloccate: una garanzia soprattutto per la Lega. Niente altri casi Vannacci e soprattutto uno stop chiaro ad altre leadership possibili. Continuerà a comandare Salvini anche nella prossima legislatura.

3. Introducono un premio di maggioranza esorbitante che può arrivare fino al 60 per cento dei seggi. Non è governabilità ma dittatura della maggioranza.

4. Se nessuna delle coalizioni supera il 40 per cento si va al ballottaggio. E chi vince prende tutto.

5. L’effetto pratico è che la maggioranza si elegge da sola il Capo dello Stato, i giudici della Corte Costituzionale, i membri laici del CSM e le altre nomine principali che spettano al Parlamento. Tutte le figure di garanzia saranno sottoposte nei fatti all’esecutivo.

6. Il leader della coalizione viene indicato all’atto del deposito del programma. Si delinea un premierato surrettizio che indebolisce le prerogative del Presidente della Repubblica. Un golpe bianco, senza dover modificare la Costituzione.

A un anno dalle elezioni le regole del gioco non si dovrebbero cambiare mai.
E se si decide di farlo, andrebbero quantomeno scritte insieme.
Chi in passato ha fatto le stesse scelte ha perso le elezioni.
Per quel che mi riguarda ho sempre contrastato questa impostazione, perché delineava la fine del regime parlamentare e metteva il Governo sopra l’autonomia camere.
Resto affezionato alle parole di Piero Calamandrei, padre costituente: quando si parla di riforme costituzionali e di legge elettorale, quando in gioco ci sono le regole condivise della democrazia, i banchi del governo dovrebbero essere vuoti.
Anche questa volta la destra ha mostrato il suo volto peggiore: vogliono restare attaccati al potere e impedire, per via legislativa, un’alternativa possibile.
Noi abbiamo il dovere di rispondere uniti a questo colpo di mano.
E continuare a parlare delle cose che interessano ai cittadini: i salari, il costo della vita, il lavoro stabile, un fisco equo, la sanità e la scuola pubblica.
Quelle di cui Meloni non si occupa.
Per lei il problema non è mai stato governare, ma comandare.
A pochi giorni dal Referendum la destra ha oggettivamente paura.
E chi ha paura diventa pericoloso.

23/12/2025

Ci hanno provato.
Eccome se ci hanno provato. Un colpo di spugna in piena regola sui diritti.
Aver inserito nella manovra di bilancio l’emendamento Pogliese, senatore di Fratelli d’Italia è stata una vigliaccata fatta ai danni dei lavoratori più poveri e indifesi.
Una sanatoria mascherata per le imprese che hanno pagato per anni i lavoratori con retribuzioni da fame a cui i giudici hanno chiesto di sanare gli arretrati dovuti.
Cosa che grazie a questo intervento non sarebbe stato più possibile.
Glielo abbiamo impedito con tutte le nostre forzee alla fine l’emendamento è stato stralciato al
Senato, anche per diretto intervento del
Presidente Mattarella.
Ma sicuramente lo ripresenteranno in qualche altro provvedimento.
Perché sono prepotenti.
Mentre le opposizioni continuano a chiedere il salario minimo, loro trasformano lo sfruttamento in una cosa normale.

06/11/2025
05/11/2025

Mai trarre lezioni generali da un singolo voto, da una singola elezione.
Ce lo hanno insegnato da bambini.
Perché ciascuna partita fa storia a sé e - come si vede - le ampie e bellissime vittorie di due governatrici democratiche in Virginia e New Jersey non portano lo stesso segno politico di New York.
Eppure il successo di un leader dichiaratamente socialista democratico, musulmano, immigrato nella Grande Mela all’età di cinque anni non può non colpire l’immaginario e aprire una riflessione.
Nel cuore della capitale finanziaria della potenza militare ed economica più importante del mondo vince un punto di vista radicalmente alternativo.
Il socialismo era una parola tabù fino a qualche tempo fa: chiunque la pronunciasse o era considerato un matto o un potenziale nemico della patria.
E invece di fronte all’esplosione di diseguaglianze intollerabili, in un paese dominato da pochi oligarchi che dettano legge e si fanno le leggi per sè, è tornato incredibilmente di nuovo attuale.
Non è una fiammata estemporanea quella del socialismo democratico: è una ricerca che è cresciuta negli anni, che ha alimentato il dibattito e la mobilitazione delle idee nelle riviste culturali, nelle università, nei sindacati di tutta l’America.
Le priorità di Zhoran erano molto semplici: il blocco degli affitti troppo cari che espellono milioni di persone dai centri urbani e negano il diritto alla casa, i salari troppo bassi che impediscono di sopravvivere a chi lavora a fronte di un ristretto circolo di persone che accumulano fortune miliardarie facendo speculazione, la salvaguardia dei beni pubblici fondamentali a partire dal freno ai processi di privatizzazione selvaggia di tutti i servizi municipali, politiche per la convivenza tra uomini e donne che vengono da mondi lontani e continuano a cercare un tetto dove ripararsi e un’occasione per riscattarsi.
Questa è stata la campagna elettorale di Zohran Mamdani, il cui nome gli avversari facevano fatica a pronunciare, storpiandolo ogni volta che potevano.
Un razzismo malcelato che puntava persino a negare l’identità e la nazionalità di un uomo di 34 anni la cui unica colpa era essere figlio di un ugandese e di una indiana e di essere nato a Kampala.
Ha vinto nonostante Trump e Musk abbiano negli ultimi giorni portato avanti una forsennata e martellante opera di demonizzazione, agitando il pericolo “comunista” e facendo addirittura appello agli ebrei di New York accusando Zhoran, per il solo motivo di aver difeso i palestinesi di Gaza, di essere antisemita.
Un socialista a New York evidentemente è un incubo troppo grande per chi pensa che arricchirsi in maniera illimitata sia un “diritto naturale” e che quelli che non hanno mai contato niente devono continuare a non avere nè voce nè potere.
E, invece, chiunque continui a pensare che la storia è finita viene puntualmente smentito.
La storia non è finita e questa destra che vuole seppellire tutti gli istituti della democrazia in nome del potere e del danaro non è imbattibile.
A New York come in Italia e in tutto il mondo.

01/11/2025

Ieri sera, a diMartedì, hanno chiesto a Francesca Albanese di commentare i nuovi bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza.

E ancora una volta, la relatrice ONU per i Territori palestinesi ha detto le cose come stanno:

“Lo dico senza sosta dal 14 ottobre 2023: Israele non vuole interlocutori palestinesi di alcun tipo e questo è il punto.

Non ho creduto neanche per un momento che si sarebbe arrivati a un vero cessate il fuoco, tantomeno a un accordo di pace, visti quali erano i presupposti ed è per questo che insisto.

Il quadro normativo che utilizziamo ormai in tanti, anche la commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite su Israele, concludono tutti che si tratta di genocidio, che è quello che permette di capire che l'intento è quello di distruggere un popolo in quanto tale.

Perché? Per prendersi la terra.

Quindi si è visto finalmente, come sostenevamo in tanti da tanto, che gli ostaggi non c'entravano nulla e che bisogna fermare Israele. Questo è l'unico modo per fermare la carneficina.

Guardate, io vi sto parlando da Sudafrica. Il Sudafrica segregava la gente, poi la lasciava un po' scannarsi tra di loro e quando uscivano fuori si trovavano schiacciati dall'apartheid.

Israele mantiene nei confronti dei palestinesi un regime di apartheid, se non riusciamo a capire che questo è il quadro fattuale e legale di riferimento, non avremo mai nulla da offrire a questa gente e continueremo a parlargli addosso.

Il grosso problema che noi non vogliamo capire è che gli Stati Uniti non sono questo fedele alleato che continuiamo a credere. A meno che non vogliamo continuare a vivere da vassalli”.

22/10/2025

Ieri sera, a diMartedì, Pierluigi Bersani ha demolito in pochi minuti la favola della “Meloni diversa dagli altri”.

Gli hanno chiesto del suo vittimismo, di quel modo di fingersi attaccata per attaccare, di fare la vittima per colpire.

E lui ha detto le cose come stanno: Meloni non è Trump, certo. Ha solo un dosaggio diverso degli stessi ingredienti.

Un’analisi lucidissima (e inquietante) su dove ci stanno portando:

“È indiscutibile che nel mondo la nuova destra sta incrinando, deformando le democrazie liberali.

Dice: "Ma la Meloni non c'entra con questo, lei non è Trump, lei non è Orban".

No, la Meloni ha solo un dosaggio diverso degli stessi ingredienti.

Quell'ideologia lì, che è uguale dappertutto, cosa dice?

Primo: bisogna addensare attorno all'esecutivo il potere e farlo ve**re via dalla divisione dei poteri.

Secondo: quell'ideologia è contro la laicità dello Stato. Qui tu senti parlare di Dio a ogni passo: ci stiamo accorgendo, per esempio, che a noi,
se andiamo avanti così, ci toccherà morire non come dice la Corte Costituzionale, ma come dice il senatore Gasparri e compagnia?

Ci accorgiamo che anche da noi, come in questi altri paesi, c'è un rapporto ambiguo con la scienza? Negli Stati Uniti, hanno messo come Ministro un No-V*x. E qui ci siamo limitati a cercare di infilarli una commissione per i vaccini.

Un'altra caratteristica: tutti questi qui hanno inaugurato un nuovo modo di far governo. Noi, in 80 anni, in Italia, abbiamo mai visto un governo che cerca la rissa, che accende le micce?

Un governo è sempre stato quello che, diciamo, magari per finta o anche solo per retorica, ha sempre cercato almeno a parole di tenerlo assieme un paese, non di provocare, non di disprezzare l'opposizione.

Quando lei dice che questi cortei, questa sinistra è peggio dei terroristi, la dice grossa, no? Ma è praticamente una citazione di Vance, del vicepresidente degli Stati Uniti. Cioè, è questa la novità che non può non essere considerata. Non il vittimismo, scusate se lo dico così, chiagni e fotti alla napoletana. No, è un vittimismo che viene messo lì per aggredire e intimidire.

Gli osservatori che minimizzano quel che sta succedendo nel mondo devono sapere che in quelle ricette lì, anche se adesso noi abbiamo ingredienti in dosaggio light, il dosaggio può aumentare.

Trump pubblica video di feci sui manifestanti per umiliare? Quando Meloni dice “vogliono il weekend lungo”, c’è la volontà di umiliare gente che lascia lì una giornata di lavoro e di salario per andare in piazza perché è emozionata sul tema di Gaza”.

Indirizzo

Via Dei Fossi 32
San Casciano Val Di Pesa
50026

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