Pieve di Santa Maria di Vespiolla

Pieve di Santa Maria di Vespiolla Questa pagina intende promuovere la conoscenza di questo antica ca****la risalente all'anno 1000, impreziosita da maginifici affreschi medioevali.

Questa pagina intende promuovere la conoscenza di questa antica ca****la del territorio di Baldissero Canavese risalente all'anno 1000, impreziosita da magnifici affreschi attribuiti alla scuola di Giacomino di Ivrea e datati alla metà del XV secolo.

Numerosi e graditi ospiti nei prati intorno a Vespiolla
11/04/2026

Numerosi e graditi ospiti nei prati intorno a Vespiolla

Numerosi e graditi ospiti nei prati di Vespiolla in questi giorni
11/04/2026

Numerosi e graditi ospiti nei prati di Vespiolla in questi giorni

Un saluto a tutti!L'associazione Corsac "STORIA  ARCHEOLOGIA e AMBIENTE del CANAVESE" di Cuorgnè propone per il 5 maggio...
03/05/2023

Un saluto a tutti!

L'associazione Corsac "STORIA ARCHEOLOGIA e AMBIENTE del CANAVESE" di Cuorgnè propone per il 5 maggio 2023, alle ore 21, presso la ex chiesa SS. Trinità di Cuorgnè, in via Milite Ignoto, un incontro dedicato al saggio intitolato "Iconografia delle antiche chiese e cappelle del Canavese". Interverranno il sacerdote Don Francesco Mosetto, l'autore del testo, e la professoressa Valentina Gili Bordet.

Una speciale occasione per approfondire la conoscenza del messaggio teologico rappresentato negli affreschi medievali conservatisi nelle cappelle del nostro territorio canavesano.

A venerdì!

Pagina Corsac http://www.corsac.org/attv.html

Tra le Meraviglie d'Italia del programma di Radio Rai 3 sono state inserite la Precettoria di S. Antonio di Ranverso  e ...
05/11/2021

Tra le Meraviglie d'Italia del programma di Radio Rai 3 sono state inserite la Precettoria di S. Antonio di Ranverso e la Pieve di San Lorenzo a Settimo Vittone, presentate entrambe dal prof. Carlo Tosco dell'Università di Torino(puntate del 10 e del 30 ottobre).

Uno stretto legame unisce Vespiolla a San Lorenzo, perché entrambi gli edifici erano antiche pievi della diocesi di Ivrea. Uno più sottile lega invece Vespiolla a Sant'Antonio, perché anche qui come a Baldissero si conserva uno tra i più antichi ritratti del Beato Bernardo di Baden, opera di Defendente Ferrari e datato al 1531, una quarantina d'anni dopo il ritratto di Vespiolla.

Ecco i link per scaricare e ascoltare il podcast.

Sant'Antonio di Ranverso - Buttigliera Alta

https://www.raiplayradio.it/audio/2021/10/LE-MERAVIGLIE---In-cammino-per-lItalia-0da17271-e5a9-4c6d-9a07-bbe10cf21cdc.html

San Lorenzo - Settimo Vittone

https://www.raiplayradio.it/audio/2021/10/LE-MERAVIGLIE---In-cammino-per-lItalia-017fdbe2-45af-47a9-92fd-3b2294675d9a.html

La Pieve di San Lorenzo è un raro esempio di grande fascino di architettura medioevale. Luogo simbolico che teneva insieme intere comunità e porta comunicante tra l'inizio e la fine, la nascita e la morte, il battesimo e la sepoltura. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario...

24/07/2021

..."Mira, mira: ecco il barone
per cui là giù si vicita Galizia"
Dante, Paradiso, XXV vv.17-18

Tra i Dodici Apostoli di Vespiolla ben conservato è il ritratto di San Giacomo Maggiore.
Lo sconosciuto Maestro di Vespiolla ha conferito al viso di questo santo i tratti di un uomo poco incline agli agi e alle comodità. La barba è folta, la capigliatura non curata è a stento contenuta dal copricapo. Possiamo aggiungere che il nostro pittore se lo immaginava come un uomo dal carattere socievole e pronto al dialogo. L’indole aperta e comunicativa si rivela nel sorriso rassicurante e nell'amichevole saluto accennato dal dito che discosta il cappello dalla fronte mentre l’altra mano trattiene il bastone. Così troviamo sia il bastone sia il cappello a cui probabilmente era appesa una conchiglia che non si vede più, inghiottita dalle lacune dell'affresco; sono i tre elementi distintivi di San Giacomo Maggiore, il santo dei pellegrini. Il viaggio oltremare a Gerusalemme compiuto dai palmieri che dalla Terra Santa riportavano la palma, quello diretto alla Città Eterna dai Romei lungo la Via Francigena( Ass."La Via Francigena di Sigerico " di Ivrea (TO)) o proprio il cammino di Santiago di Compostella, dove la tradizione vuole che siano state ritrovate le spoglie del nostro santo, erano pratiche fondamentali del Cristianesimo medievale, a cui si sottoponevano per devozione e testimonianza di fede religiosi e laici di ogni estrazione. Ed il ricordo di queste antiche usanze si è conservato in vari modi.
In primo luogo gli affreschi che decorano gli edifici medievali e le opere dei pittori del tempo costituiscono una testimonianza fondamentale e immediata. Inoltre, si possono leggere i resoconti degli antichi viaggiatori che riportano le tappe e le distanze percorse, come quello del vescovo Sigerico di Canterbury del 990.
Grazie alle carte degli archivi veniamo a sapere che, a causa del flusso continuo dei viaggiatori, città e campagne si dotavano di strutture atte all'accoglienza materiale e spirituale dei viandanti. Ad Ivrea nel XIV secolo operavano ben dieci ospedali e tra questi i cosiddetti xenodochii, espressamente dedicati ai pellegrini. Lungo le vie di comunicazione principali, le cosiddette stratae o viae publicae, sorgevano complessi religiosi molto importanti come la Pieve di San Lorenzo (Octava Paesaggi Di Storia) a Settimo Vittone che era sita presso una mansio, una stazione di posta di origine romana. Altre erano costruite su vie di minore importanza, ma anch’esse risultano dedicate alle cure dei viandanti e dei pellegrini, come la chiesa di Santo Stefano del Priorato a Candia Canavese(Amici chiesa di Santo Stefano di Candia). Difficile è ovviamente ricostruire con precisione il reticolo di strade percorse dai viaggiatori del tempo. Molto incerte ma di sicuro suggestive sono le tracce che si possono cogliere nei nomi dei luoghi. Uno tra tutti il monte Ramiasca, situato tra Baldissero, Torre Canavese e San Giovanni dei Boschi. Lo studioso Giandomenico Serra (Locana 1885 – Napoli 1958), nel saggio del 1927 dedicato alle vie romane e romee nel territorio canavesano, collega il nome Ramiasca all’aggettivo rameriasca che assegnato a via le avrebbe conferito il significato di "via che va, si congiunge alla romea", ovvero una strada battuta dai pellegrini diretti a Roma.
Questi viaggiatori percorrevano cammini e sentieri il cui tracciato è in parte sconosciuto, sostavano presso ospizi e cenobi e tra una tappa e l'altra si fermavano presso le piccole chiese di campagna. Il loro transito è continuato per secoli imprimendosi nel nome dei luoghi, come se questo gravoso incedere avesse inciso la geografia del territorio e avesse assegnato un nome evocativo a strade, monti e località. Al passaggio secolare di moltitudini di pellegrini uniamo il segno lasciato da uno di loro che con un graffito registrava il proprio nome sulle pareti di un edificio per ricordare il suo ingresso in una chiesa. Come gli affreschi, le cronache e i documenti del tempo, così anche questi segni sono giunti fino a noi.
Quando verrete a visitare la Ca****la di Vespiolla, raggiungerete l’abside e, sulla destra, troverete il sorriso di San Giacomo. Dopo aver oltrepassato l’arco santo e osservato lo sguardo dei XII Apostoli, vi troverete davanti il viso bonario di San Pietro, munito di cospicue chiavi. Sotto il risvolto del mantello rosso, sulla tonaca nera, troverete inciso il classico motto del viandante "HIC FUIT EGO" o “HIC FUIT ESO” (qui sono stato io o qui è stato Eso) ed una probabilissima ma incerta datazione, MCCCCLXIII (1463) o MCCCCLXVIII (1468) oppure MCCCCLVIII (1458).
Il segno di un visitatore in una piccola ma antica chiesa di campagna, non lontana da un monte nei pressi di una strada romea sono i piccoli e grandi richiami di un passato ormai remoto, ma che vogliamo proporvi nel giorno dedicato a San Giacomo, il santo dei pellegrini.

La mappa è tratta da https://www.openstreetmap.org/ =15/45.4039/7.7476&layers=C

Cavaglià Giorgio, Contributi sulla Romanità nel territorio di Eporedia, Caluso 1998
Perotti Antonella, La via francigena in Canavese, Santhià 1998
Serra Gian Domenico, Le Vie Romane e romee del Canavese, in Scritti sul Canavese, Cuorgnè 1993
Vignono Ilo, I dieci ospedali di Ivrea, Ivrea 1964

Cari amici, perché non trascorrere una domenica speciale aderendo alla tradizionale iniziativa del PASF? Vi aspettiamo i...
18/06/2021

Cari amici,
perché non trascorrere una domenica speciale aderendo alla tradizionale iniziativa del PASF? Vi aspettiamo il 27 giugno secondo i consueti orari (10-12.30 e 14-18) a Vespiolla e in tutte le splendide località di Percorsi di Arte Storia Fede.

A presto!

21/12/2019

Siete mai stati attratti dai cavalieri in armatura, siete mai stati affascinati dalle storie di Re Artù e dei suoi celebri cavalieri o dalle imprese dei paladini di Carlo Magno? Allora forse questo piccolo video potrebbe piacervi!

28/09/2019

provincia / percorsi dal 29

San Bartolomeo era uno dei Dodici Apostoli. Secondo la tradizione, dopo la resurrezione di Gesù, andò a predicare in Ori...
22/09/2019

San Bartolomeo era uno dei Dodici Apostoli. Secondo la tradizione, dopo la resurrezione di Gesù, andò a predicare in Oriente,dall'Asia Minore all'India. Morì in Armenia, scorticato vivo. Nella Ca****la di Vespiolla, l'Apostolo
ha l'aspetto di un giovane barbuto, dai capelli ricci e, come nella Chiesa di San Pietro Vecchio a Favria, mostra, accanto al libro, il coltello.
Il coltello e la pelle, appoggiata al corpo, richiamavano il martirio del Santo così da renderlo facilmente riconoscibile.

Alcune rappresentazioni di San Bartolomeo

1) San Bartolomeno, Baldissero Canavese, Ca****la di Vespiolla, seconda metà del XV
2) San Bartolomeo, Favria, San Piero Vecchio, 1432
3) San Bartolomeo scuoiato, opera del pittore senese Matteo di Giovanni, 1480, conservato al Museo delle Arti di Budapest
4) San Bartolomeo, dettaglio del Giudizio Universale di Michelangelo nella Ca****la Sistina di Roma, 1536-1541

17/06/2019

16/06/2019
Foto di gruppo con i visitatori del Grand Tour 2019

Indirizzo

Strada Provinciale Di Campo
San Benigno Canavese
10080

Sito Web

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