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Hannah Arendt e l'assenza di pensiero.La vita della mente.Pensare, volere, giudicare.Rosalia PelusoOggi su Radio Radical...
01/05/2023

Hannah Arendt e l'assenza di pensiero.
La vita della mente.
Pensare, volere, giudicare.
Rosalia Peluso
Oggi su Radio Radicale.

NOTE SU HANNAH ARENDT (1906-1975)

L’ESPERIENZA E IL PENSIERO VERSUS L’IDEOLOGIA
L'UMANITÀ COME PLURALITÀ DI ESSERI UNICI.

1. Lo sforzo del pensiero aperto alla realtà è quello di comprendere gli eventi. Arendt: “Per me si tratta essenzialmente di questo: io devo esercitare il pensiero nello sforzo di afferrare, comprendere. Mi sento a casa propria (Heimatgefühl) quando comprendo e mi accorgo che anche gli altri afferrano nello stesso senso in cui io ho compreso.”

2. Per Arendt, è incontrovertibile che l’uomo non si è fatto da sé; che dal pensiero non si può dedurre la realtà, che può essere solo accettata o rifiutata.. Occorre distinguere tra percepire (che “qualcosa c’è”) ed immaginare; l’idealismo annulla questa differenza. La realtà non si costruisce o dissolve nei processi di pensiero.

3. Alla percezione, che è il primo grado della conoscenza, si accompagna la “credenza” (la πίστις di Platone) che le cose esistano. Arendt parla di fede percettiva, che anche gli animali possiedono. Per l’uomo è impossibile rigettare l’attestazione dei sensi e affidarsi soltanto alla ragione. Ne consegue che ad è estraneo il problema cartesiano del “ponte”, dell’aggancio con le cose, della “dimostrazione per via di pensiero” dell’esistenza delle stesse …

4. Il pensiero filosofico deve prendere le mosse dal "common sense", dalla “esperienza fattuale di vita" (“faktische Lebenserfahrung”, “Lebensfaktizität”), dalla realtà esperita e condivisa con gli altri. Una certezza carica di meraviglia, fondata sull'evidenza dell'esserci delle cose e degli altri - un punto di partenza “classico”, alternativo rispetto a quello dominante nelle prospettive filosofiche moderne, da Cartesio in poi.

5. La moderna scuola cartesiana del dubbio e del sospetto ha sostituito quella antica dello stupore che ammira (θαυμάζειν) e della fiducia (πίστις) nel senso comune; per Arendt, al contrario “solo perché abbiamo il senso comune, cioè solo perché gli uomini, non un uomo solo, abitano la terra, possiamo fidarci dell’esperienza immediata dei nostri sensi". La pluralità umana è originaria, è uguaglianza e distinzione. Nell’uomo, l’alteritas (un trascendentale medievale) diventa unicità, l’umanità è una paradossale pluralità di esseri unici che si esprimono nel discorso e nell’azione.

6. Non esiste in questo mondo nulla e nessuno il cui essere stesso non presupponga uno spettatore. In altre parole, nulla di ciò che è, nella misura in cui appare, esiste al singolare: tutto ciò che è, è fatto per essere percepito da qualcuno. Non l’Uomo, ma uomini abitano questo pianeta. La modalità delle cose viventi implica che non esiste soggetto che non sia insieme un oggetto e appaia come tale a qualcun altro, garante della sua realtà “oggettiva”.

7. Per Arendt il pensare autentico conserva e prolunga lo stupore dell’evento, il "miracolo dell'essere", mentre l’ideologia parte da una premessa assolutizzata (la lotta di classe; la purezza etnica; lo straniero come nemico, ecc.), e la sviluppa logicamente, ne fa un “sillogismo”, un “teorema” e un “sistema”, sacrificando le evidenze contrarie, l’esperienza comune, da ultimo le persone stesse, divenute “superflue” (il terminale del Lager). L’uomo che perde il legame costitutivo con la realtà testimoniata dai sensi diviene un individuo estraniato, facile preda dell’ideologia, che costruisce un mondo fittizio e coerente, non più disturbato dalla fattualità, dalla pluralità, non scalfito dagli “eventi”.

8. L’ideologia apre la strada al totalitarismo, alla “damnatio memoriae” (“cancel culture”). Prima ancora che un determinato contenuto, l’ideologia è, letteralmente, la “logica di un’idea”, una forma mentale, deduttivistica e sistematica. Il pensiero ideologico prescinde dalla storia e da ogni esperienza, si emancipa dalla realtà percepita con i cinque sensi … Il totalitarismo del Novecento non è riducibile a fenomeni precedenti; ciò che lo caratterizza, secondo la Arendt, è il "supersenso" ideologico (la lotta di classe, il primato dello stato sull'individuo, la purezza della razza, il politically correct, ecc.), che genera il disprezzo per il “dato" e costruisce un "teorema" - lo "sviluppo logico dell'idea" - che ha il Lager come esito necessario. Per il filosofo Roger Scruton l’ideologia non rappresenta una forma di pensiero, bensì il suo contrario, è qualcosa che lo rende impossibile, bloccando i canali con cui la verità arriva al pensiero.

9. Ciò che distingue il filosofo “non è il possesso di una verità speciale, inaccessibile alla moltitudine, ma il fatto che è sempre pronto a esporsi al pathos della meraviglia, e ad evitare il dogmatismo dei puri e semplici possessori di opinioni”. Per Arendt i responsabili stessi della politica devono assumere come oggetto del θαυμάζειν “la pluralità degli uomini, dalla quale sorge, nella sua grandezza e nella sua miseria, l’intera sfera degli affari umani”.

10. Arendt rovescia la filosofia dell’esistenza del primo Heidegger, trasformandola da essere-per-morire a essere-per-nascere. E riprende da Aristotele l’idea della politica come “vita buona” fondando sulla sulla "natalità" come pluralità di esseri unici, condizione fondamentale sia del discorso sia dell’azione, e antidoto al totalitarismo; natalità vuol dire libertà, uso pubblico della parola, ma anche potere di dare inizio a qualcosa di nuovo.

11. DA “LA VITA DELLA MENTE”:

PENSARE (denken) è sempre “nachdenken”, “pensare in seguito (nach) a una cosa, ad esperienze personali", che comprende anche la cerchia degli affetti come spinta vitale (amor mundi, Eros der Freundschaft). È l’esperienza paradossale del dialogo interiore, del “due in uno”. “Non si può ricordare qualche cosa a cui non si è pensato e di cui non si è parlato con se stessi.” (H. Arendt)

VOLERE è cominciare, dare libero inizio a qualcosa nel mondo comune e condiviso, “raccolta di sempre nuovi e sorprendenti inizi”. Per Arendt “la speranza dell’inizio” è connessa ad ogni nascita, ad ogni bambino che viene al mondo (“le vere realtà della vita: amore alberi bambini musica”). Arendt ha sempre riconosciuto un particolare significato alle esperienze rivoluzionarie “in statu nascenti”, non ancora congelate negli apparati di potere.

GIUDICARE è un “pensare più largo”, superare la particolarità, “mettersi al posto di tutti gli altri esseri umani”, assumersi il rischio di prendere posizione, muovendosi nella direzione indicata dalla realtà a tutti comune. Se dico “piove” mi assumo la responsabilità di dire il vero o il falso - una posizione non ideologica o aprioristica. È al giudicare (κρίνειν) che propriamente spetta la valenza politica.

La fiamma sul ghiaccio, oggi su Rai Movie.Di Umberto Marino, ITA 2006
18/02/2023

La fiamma sul ghiaccio, oggi su Rai Movie.
Di Umberto Marino, ITA 2006

La fiamma sul ghiaccio - Un film di Umberto Marino. Drammatico, Italia, 2005. Un'opera che sbanda tra il reale e l'onirico in una giostra di raptus videoclippari che avvolgono lo spettatore.

Sigmund Freud, lettere d'amore. A Martha.
15/02/2023

Sigmund Freud, lettere d'amore. A Martha.

Freud conoció a Martha un día de abril de 1882. Ella era cinco años menor que él, de origen igualmente judío y oriunda de Hamburgo. Su padre era el rabino Isaac, considerado como el supremo monarca del espíritu del cerrado mundo judio. Ernest Jones -biógrafo empedernido de Freud- describe a Martha como una muchacha delicada, pálida, pequeña, pero de maneras graciosas: Martha Robert dice que era más bien insignificante. Sobre el aspecto físico de su amada, Freud da también su opinión en una de las cartas que le dirige: "Sé que no eres bella en el sentido en que lo entienden los pintores y escultores; si quieres que dé a las palabras su sentido estricto, me veo obligado a confesar que no eres ninguna belleza."
Pero Freud, a esta muchacha que no consideraba una belleza, le envia las primeras semanas del noviazgo, una rosa roja acompañada de una tarjeta con frases en latin, español, inglés, alemán, francés y que recogian citas, proverbios que lo habian fascinado durante su juventud. Freud tiene con ella un comportamiento inocentón, risueño, de enamorado primerizo.

"Viena, sábado, 20-6-1885. Por la tarde.

Princesa, mi princesita:

¡Oh, qué maravilloso va a ser todo!: ir allá con dinero. Estaremos juntos durante mucho tiempo. Y llevo un bonito regalo para ti. Después seguiré mi viaje a París y seré un gran erudito, y más tarde, al regresar a Viena, lo haré con un enorme halo y en seguida nos casaremos. Curaré todos los casos nerviosos incurables, y tú serás mi amuleto para conservar una salud perfecta; te besaré millares de veces hasta convertirte en una muchacha fuerte, alegre y feliz.... y "si no han mu**to, todavía viven hoy".

Tomado de Sigmund Freud, Cartas de amor (2019) Ed. Coyoacan.

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𝗙𝗿𝗲𝘂𝗱’𝘀 𝗕𝗼𝗻𝗲𝘀 - 𝗧𝗵𝗲 𝗚𝗮𝗺𝗲

Questa foto è stata scattata durante un lungo brainstorming sulla composizione del 𝘷𝘢𝘭𝘻𝘦𝘳 che si può ascoltare all’interno del Café Eckmann.
Sono sempre stato affascinato da questa forma musicale che trova costantemente il modo di stupirmi per la sua incredibile versatilità.
Ed è proprio questa sua malleabilità che mi ha spinto a osare e sperimentare, creando un valzer che potesse vestire un videogioco tanto originale come .
Come per gli altri brani che compongono l’intera colonna sonora, sono partito col tema dell’inconscio per poi lasciarmi ispirare da due grandi compositori creando un connubio tutto nuovo: 𝗝𝗼𝗵𝗮𝗻𝗻 𝗦𝘁𝗿𝗮𝘂𝘀𝘀 e 𝗝𝗼𝗲 𝗛𝗶𝘀𝗮𝗶𝘀𝗵𝗶.

Esce oggi “Freud's Bones - The game”, prima fatica videoludica di , videogioco di cui ho composto la colonna sonora.
Un enorme ringraziamento a 𝗙𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮 𝗜𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 per avermi dato la possibilità di immergermi in un’incredibile e onirica esperienza.
Un ringraziamento anche a chi mi è stato vicino in questa avventura sostenendomi e… sopportandomi.

Grazie a tutti! spero che il mio lavoro possa accompagnare al meglio questo progetto così ambizioso e complesso. 🙏🏼

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Salsomaggiore Terme
43039

Sito Web

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