14/12/2018
Rendiamo pubblico l’articolo edito sul quotidiano cartaceo “La Repubblica - Napoli” del 13 dicembre 2018 a pagina 3.
Troviamo vergognoso che un dirigente politico italiano (indipendentemente dal suo partito di appartenenza) abbia pronunciato in modo spregiudicato parole del genere. La dei ha avuto, come tutti i fenomeni storici, le sue luci ed ombre, ma adesso BASTA. E’ da irresponsabili generalizzare sul pilastro che sostiene la storia della nostra Repubblica Democratica, quel pilastro di storia cementato dai Partigiani e da tutti quegli esseri umani che hanno sacrificato la propria esistenza, per restituirci il Paese dove oggi tutti possono definirsi uomini liberi, anche chi spreca parole deplorevoli verso coloro a cui dovrebbe essere grato per tale “libertà”.
Non può esistere Libertà senza il Dovere di esercitarla con Responsabilità, nel rispetto della dignità umana e della storia in cui quella libertà trova origine.
Anpi Salerno
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LA REPUBBLICA - NAPOLI - 13 dicembre 2018
di Alessandro Vaccaro
Accade nella scuola elementare “De Amicis” di Chiaia, che per le feste ha in programma uno spettacolo dedicato alla nascita della Costituzione. Scoppia così una bufera sui social network, a pochi giorni dal caso dei pastori che ritraevano Hi**er e Mussolini a San Gregorio Armeno. La dirigente scolastica Adelia Pelosi risponde alle polemiche firmando una lettera con 120 docenti: «“Bella ciao” è un canto di libertà, amore e coraggio». Indignato il presidente dell’Anpi, Antonio Amoretti, che si rivolge al papà della bimba: «Parole vergognose, dovrebbe scusarsi: i partigiani sono morti per la nostra libertà». Tutto è iniziato con due post su Facebook di Paolo Santanelli, neurologo e dirigente della Lega che “ha sorpreso” la figlia a canticchiare in casa il celebre inno partigiano, e ha criticato duramente la scelta della scuola: “Ho appreso con mia somma meraviglia che questa canzone farà parte della recita di Natale. Non vorrei che questa decisione altro non sia che una scelta ad hoc fatta per non turbare la sensibilità delle famiglie di religione musulmana, che hanno i loro figli in quella stessa scuola. Sia però ben chiaro – continua il neurologo - che non consentirò in alcun modo a mia figlia minorenne di cantare una canzone che evoca uno dei momenti più bui della storia d’Italia, scritta da vigliacchi senza patria e senza divisa, che sparavano alle spalle ai veri soldati italiani”. Il messaggio fa il giro della rete, scatenando l’ira degli utenti. Santanelli, quindi, corregge il tiro per evitare quelle che definisce “strumentalizzazioni”, e scrive: “Giù le mani dai bambini e fuori la politica dalla scuola”. Poi aggiunge: “Pur essendo dirigente della Lega, l’intento dell’iniziativa è solo proteggere i bambini dalla violenza di quegli adulti che per scopi ideologici cercano di sfruttare la loro purezza”. Insomma, tutelarli da “un indottrinamento politico”. Il neurologo si firma “un padre deluso dalla scuola” ed elenca una serie di punti: “Desidero che a Natale mia figlia canti la natività di Gesù Bambino e non intoni una canzone di guerra che richiama morte, odio e violenza. Che i dirigenti e gli insegnanti, se proprio vogliono fare politica, si occupassero allora di migliorare mense, bagni e strutture”. Sorpresa la dirigente scolastica, Adelia Pelosi: «Il polverone si è alzato in modo inaspettato, smentisco che la scelta del tema sia legata a motivi religiosi. Siamo una comunità educante e vorremmo che il nostro ruolo fosse rispettato. Se dovessimo abbassarci a strumentalizzare anche la Costituzione avremmo chiuso, non ci prestiamo». L’obiettivo «è la formazione del cittadino - aggiunge la dirigente – il nostro percorso si basa su libertà, rispetto e democrazia. Tra i canti della recita, c’è anche l’inno nazionale. Non è la prima volta che scegliamo un tema diverso per una recita di Natale». Nella lettera si legge: “La manifestazione di Natale è l’occasione per raccontare alle famiglie il percorso che svolgiamo a scuola”. «“Bella ciao” è un inno a libertà, giustizia e pace – si infiamma il partigiano Amoretti - ha valicato i confini nazionali. Oggi abbiamo democrazia e Costituzione grazie alle lotte che hanno generato quel canto, e grazie a quel periodo storico di riscatto dopo 20 anni di nazifascismo. Ringrazio la preside e gli insegnanti che fanno cantare “Bella ciao” alle nuove generazioni. La religione e l’Islam non c’entrano. Sono preoccupato da questo clima di barbarie, la Costituzione va applicata».