06/02/2026
Sui fatti di Torino.
Come Giovani Comunisti di Salerno riteniamo sia necessario riflettere sulle pericolose strumentalizzazioni che sono state poste in atto riguardo agli scontri avvenuti a Torino dopo il corteo contro il governo e contro lo sgombero di Askatasuna. Riteniamo che non concentrarsi sui contenuti della manifestazione (composta da circa 40000 persone) e il bisogno che essi esprimevano di giustizia sociale e partecipazione democratica rientri nel grande progetto di tele - Meloni per la creazione fascista del nemico interno da aggiungere a quella dell’immigrato clandestino. Il servilismo , l’ipocrisia di quasi tutta la stampa italiana nonché dei partiti di destra e centrosinistra, compresi i membri più “a sinistra” del campo largo dimostra la necessità di iniziative dal basso proprio come quella di Torino , nonché la necessità di nuovi riferimenti politici per le classi popolari. La violenza poliziesca così come quella dei manifestanti (ben diversa per entità e pressoché difensiva e di reazione) rientra nella rottura del patto sociale tra stato e cittadini che il governo fascista della Meloni sta effettuando. Se gli spazi di democrazia fisici e politici continueranno a diminuire, se il popolo non avrà più voce in capitolo nella sua determinazione politica ed istituzionale allora esso non avrà altro modo che passare a violenza sempre maggiore per cercare di avere voce. Questo per colpa di un governo che usa le istituzioni come puro strumento parziale ed offensivo, non si confronta mai con i cittadini e manda avanti un’agenda golpista e fascista mascherata da riforme innocue sull’ordine pubblico e sulla giustizia. Come Giovani Comunisti di Salerno ci rifiutiamo di seguire qualsiasi narrazione che condanni il singolo cittadino ma assolva un intero sistema di ingiustizia e di violenza, il racconto di uno stato che punta il dito per non guardarsi allo specchio.
Per l'Askatasuna, contro la violenza (dello Stato).