11/09/2026
Le aree industriali sono una leva decisiva per lo sviluppo del Mezzogiorno. Dove c’è impresa ci sono lavoro, competenze, crescita e soprattutto maggiore tenuta sociale dei territori.
I dati ci dicono che i poli produttivi hanno generato benefici enormemente superiori alle criticità e hanno rappresentato, soprattutto nelle aree interne, un argine concreto allo spopolamento e alla fuga dei giovani.
Ne abbiamo parlato oggi ad Avellino, nel convegno promosso dal Consorzio Asi Avellino
Negli ultimi dieci anni la Regione Campania ha avuto il merito di riportare al centro le politiche per gli insediamenti produttivi, rafforzando i Consorzi ASI, investendo risorse e restituendo valore a strumenti che per troppo tempo erano stati marginalizzati. Anche la ZES ha dimostrato quanto semplificazione, rapidità amministrativa e incentivi possano incidere realmente sulla capacità di attrarre investimenti.
Ora, però, serve uno scatto ulteriore. Servono infrastrutture moderne, una logistica efficiente, politiche energetiche capaci di ridurre i costi per le imprese e una strategia industriale nazionale che non lasci il Mezzogiorno ai margini.
Le nostre aree produttive sono spesso ormai sature: è la dimostrazione che quel modello ha funzionato. Bisogna quindi ampliarlo, modernizzarlo e metterlo nelle condizioni di affrontare le nuove sfide della competitività globale.
Perché senza industria non c’è crescita stabile. E senza una politica industriale seria, il rischio è quello di perdere investimenti, lavoro e futuro.