Popolo della Famiglia vuole essere un contenitore capace di raccogliere i consensi degli italianiche voglio difendere la famiglia. Il nostro è un movimento che parte dal basso, è dato dalla partecipazione popolare. Per noi la famiglia non è soltanto il cuore della politica, “La famiglia rappresenta il prisma attraverso cui considerare tutti i problemi sociali, attraverso cui passano tutte le quest
ioni politiche” come disse San Giovanni Paolo II il 31 gennaio del 1998. Quindi non è un problema tra tanti, ma è il cuore di tutti i problemi. Il Popolo della Famiglia vive dentro uno spazio nuovo, ha una posizione identitaria la cui radice è chiara ed evidente. Il nostro è un popolo diffuso, siamo tanti, sarà un esercito di sconosciuti che diverranno conosciuti. Non c’è la percezione nel Palazzo di quello che è il radicamento di questo popolo.
“il totalitarismo del pensiero unico decide cosa esiste e cosa no, di che cosa si può parlare e di che cosa è proibito, pena la pubblica gogna”. Noi vogliamo attuare una politica che denunci questo totalitarismo culturale. La politica di oggi non appartiene al popolo, porta avanti messaggi che sono distanti dalla tradizione italiana e dalla nostra civiltà. Chi voterà questo partito? Solo i cattolici? Speriamo tutti gli italiani. Ci poniamo come valore il rispetto dei principi non negoziabili. Questo movimento coinvolgerà anche chi è distante dalla Chiesa, Non è una questione confessionale: la famiglia non è un’invenzione del cristianesimo, anche gli atei comprendono che c’è in atto un attacco fortissimo nei confronti della famiglia. La famiglia non è un concetto cristiano, Cicerone già la chiamava “prima societas”, perché non è un’invenzione dell’uomo ma una struttura che la natura ha dato all’uomo e non si può manipolare o manomettere a piacimento. Cosa vorreste dire a chi ha perso fiducia nella politica? Oggi la politica è antifamilista, non fa nulla rispetto alle 14milioni di famiglie ma si preoccupa esclusivamente delle 7513 famiglie omosessuali. L’orizzonte culturale della politica italiana è l’individualismo esasperato, un concetto di libertà visto come assenza assoluta di legami. Sembra che l’unico valore riconosciuto dalla società sia la libertà individuale che porta alla solitudine agghiacciante imposta dal potere.