L'AUTONOMIA OPERAIA dai Quaderni Rossi ai No Global

L'AUTONOMIA OPERAIA dai Quaderni Rossi ai No Global E' storia, la storia di una genarazione che ha rappresentato un passaggio,un segnatempo che, nel nostro Paese ha cambiato le scadenze delle ore.(P.Moroni)

01/05/2020
08/12/2019

La puntata è dedicata al movimento del '77, un movimento spontaneo, nato principalmente all'interno della sinistra extraparlamentare, che osteggiava il sistema dei partiti e dei sindacati. Viene intervistato il filosofo, sociologo e politico Toni Negri, fondatore di Potere Operaio e leader di Auton...

10/09/2019

Alfonso Natella, Diogene di Salerno, momentaneamente esiliato a Paestum continua la sua attività di pensatore e artista Riceviamo da Oreste Mottola e pubblichiamo: In questo periodo “esiliato” a Paestum, Alfonso Natella, (sopra nella foto) è oggi pensatore politico e intagliatore, due attivi...

01/03/2019

Via Disciplini 2. È dietro un portone in legno che tre decenni or sono si componevano le colonne della più dissacrante e audace rivista dell’estrema eresia di un’eresia. Autonomia operaia. Bestemmia imperdonabile per quei chierici ortodossi – custodi della fede folgorati su una strada per Santiago – che andavano predicando austerità, sacrifici e compromessi. Azzardo ed errore per chi, già dal 1967, reclamava un diverso ruolo del «politico», puntando alla «divisione» tra capitale e Stato, e all’identificazione della classe operaia con il potere a mezzo del Partito comunista italiano. Errore e azzardo anche per quelli che, sul volgere di Potere operaio, guarderanno con diffidenza – in nome della continuità d’organizzazione e di un’opzione centralistico-insurrezionalistica – alla scommessa sugli organismi operai autonomi. Più tardi, alla fine di tutto, il 7 aprile ’79, associazione sovversiva, banda armata, insurrezione contro i poteri dello Stato, per il procuratore della Repubblica, dottor Pietro Calogero.
La testata dice «Rosso». Cinque lettere che sembrano di vernice fresca.
«Rosso» dell’«estraneità operaia», delle lotte in fabbrica e poi della produzione che si rovescia sul territorio. «Rosso» delle occupazioni, delle autoriduzioni, dell’illegalità di massa. «Rosso» del «perché a Lenin non piaceva Frank Zappa». «Rosso» di Pat Garrett e Billy Kid. «Rosso» delle pellicole crepuscolari di Sam Peckinpah, nell’aurora del proletariato giovanile. «Rosso» della fabbrica diffusa e dell’operaio sociale. «Rosso» che sulle gradinate dello stadio Meazza, Milano, San Siro, intravede «guerriglieri» e non più «foche ammaestrate». «Rosso» di nuvole e chine, caustiche come vetriolo. «Rosso» delle foto in bianco e nero di Aldo Bonasia: niente distanza di sicurezza, prego, e sempre a un metro dal cordone più duro del corteo. «Rosso» del «Riceviamo e pubblichiamo». «Rosso» dell’Avete pagato caro. E anche del Non avete pagato tutto. Secondo Lea Melandri, «Rosso» giornale dentro la confusione». «Rosso» contro la metropoli, alla ricerca d’un altro Che fare? «Rosso» dimenticato, seppellito da quintali d’incartamenti giudiziari, cancellato da anni di galera e decenni d’esilio.
«Rosso» ritrovato…

23/09/2018
17/09/2018

San Basilio, storie de Roma - Documentario sulla storia del quartiere e la Battaglia del settembre 1974 Dedicato a Fabrizio Ceruso Regia: collettivo San Basi...

28/08/2017

Dodo Brothers Ciao Mamma/Ciao Papà è stato realizzato a Bologna da Andrea Ruggeri e altri vaganti nella primavera del 1977.

Indirizzo

Piazza Della Libertà
Salerno
84100

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