01/03/2019
Via Disciplini 2. È dietro un portone in legno che tre decenni or sono si componevano le colonne della più dissacrante e audace rivista dell’estrema eresia di un’eresia. Autonomia operaia. Bestemmia imperdonabile per quei chierici ortodossi – custodi della fede folgorati su una strada per Santiago – che andavano predicando austerità, sacrifici e compromessi. Azzardo ed errore per chi, già dal 1967, reclamava un diverso ruolo del «politico», puntando alla «divisione» tra capitale e Stato, e all’identificazione della classe operaia con il potere a mezzo del Partito comunista italiano. Errore e azzardo anche per quelli che, sul volgere di Potere operaio, guarderanno con diffidenza – in nome della continuità d’organizzazione e di un’opzione centralistico-insurrezionalistica – alla scommessa sugli organismi operai autonomi. Più tardi, alla fine di tutto, il 7 aprile ’79, associazione sovversiva, banda armata, insurrezione contro i poteri dello Stato, per il procuratore della Repubblica, dottor Pietro Calogero.
La testata dice «Rosso». Cinque lettere che sembrano di vernice fresca.
«Rosso» dell’«estraneità operaia», delle lotte in fabbrica e poi della produzione che si rovescia sul territorio. «Rosso» delle occupazioni, delle autoriduzioni, dell’illegalità di massa. «Rosso» del «perché a Lenin non piaceva Frank Zappa». «Rosso» di Pat Garrett e Billy Kid. «Rosso» delle pellicole crepuscolari di Sam Peckinpah, nell’aurora del proletariato giovanile. «Rosso» della fabbrica diffusa e dell’operaio sociale. «Rosso» che sulle gradinate dello stadio Meazza, Milano, San Siro, intravede «guerriglieri» e non più «foche ammaestrate». «Rosso» di nuvole e chine, caustiche come vetriolo. «Rosso» delle foto in bianco e nero di Aldo Bonasia: niente distanza di sicurezza, prego, e sempre a un metro dal cordone più duro del corteo. «Rosso» del «Riceviamo e pubblichiamo». «Rosso» dell’Avete pagato caro. E anche del Non avete pagato tutto. Secondo Lea Melandri, «Rosso» giornale dentro la confusione». «Rosso» contro la metropoli, alla ricerca d’un altro Che fare? «Rosso» dimenticato, seppellito da quintali d’incartamenti giudiziari, cancellato da anni di galera e decenni d’esilio.
«Rosso» ritrovato…