12/02/2026
Ogni 10 febbraio, vengono ricordati tutti gli italiani, istriani, fiumani, dalmati, zaratini perseguitati e uccisi lungo il confine orientale dai partigiani comunisti slavi del Maresciallo Josep Broz detto Tito.
La strategia del Partito Comunista Jugoslavo in questo contesto, era quella di eliminare i propri oppositori politici nella regione Carsica e Giuliana, oltre che negli stati balcanici come Slovenia, Croazia, Albania e anche nelle regioni meridionali dell’Austria, al fine di spianare la strada per la costituzione della nuova Jugoslavia comunista.
Per fare ciò, i partigiani slavi ma soprattutto la polizia politica segreta titina, l’OZNA, ricorsero ad una violenza sfrenata ma calcolata e preventivata, fatta di sparizioni ed esecuzioni di massa.
Per quanto concerne la Venezia-Giulia e il caso italiano, a più riprese tra il 1943 e il 1945 vennero utilizzate le foibe per far sparire i corpi delle persone assassinate.
Quando parliamo di foibe però, è necessario innanzitutto capire cosa siano a livello speleologico: Sono delle insenature carsiche che possono raggiungere centinaia di metri di profondità.
Dunque, gli oppositori politici titini venivano fatti precipitare in queste insenature, utilizzate come inghiottitoi per cadaveri.
Occorre però ora fare ordine e stabilire un ordinamento cronologico: in Istria, le foibe vennero utilizzate per la prima volta dai partigiani slavi nel settembre del 1943, subito dopo l’armistizio di Cassibile e lo sbandamento completo del Regio Esercito Italiano. Esso infatti, dal 1941 con l’invasione della Jugoslavia era stato impegnato in una estenuante controguerriglia contro le formazioni partigiane locali, le quali puntavano ad infiltrarsi nel territorio italiano. Quando poi, privi di ordini, i nostri soldati abbandonarono l’Istria, quest’ultima venne occupata quasi interamente dalle forze dell’Esercito di Liberazione popolare, iniziarono le prime sparizioni nel nulla, l’Istria divenne una zona grigia.
Vennero colpite in primis tutte quelle figure che rappresentavano la classe dirigente e di potere italiana nella zona.
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