25/02/2026
Dopo la pausa natalizia ci siamo ritrovati alla fine di gennaio per parlare de “La biblioteca dei giusti consigli” di Sara Nisha Adams.
In generale sono piaciute le figure dei due personaggi principali che hanno coinvolto e ispirato tenerezza e partecipazione; i personaggi secondari, apparentemente marginali, sono in realtà collegati alla "lista di lettura", che funge da vero filo conduttore della storia. A questo proposito è stato notato come il titolo italiano risulti fuorviante rispetto all'originale ("La lista di lettura"), che sarebbe stato più rispondente alla costruzione del testo e avrebbe restituito al personaggio di Naima la sua centralità. Il romanzo è stato riconosciuto come un libro sui libri, sulla letteratura e sul valore della lettura. Diversi partecipanti hanno sottolineato il potere terapeutico dei libri, capaci di aiutare a evadere dalla realtà ma anche di offrire chiavi di lettura per comprendere le proprie emozioni. L'idea della biblioterapia e la rappresentazione dell'amicizia intergenerazionale sono state particolarmente apprezzate, così come il messaggio che "c'è sempre un libro o qualcuno che può aiutarci a trovare la strada". E’ stata riconosciuta la capacità dell’autrice di essere delicata nel descrivere dolori quali il lutto e l’abbandono e di suscitare nel lettore emozioni intense, dalla frustrazione alla rabbia, dalle risate alla speranza, alimentata da un lieto fine amaro ma capace di aprire al futuro.
L'ambientazione londinese e la presenza della comunità indiana proveniente dal Kenya sono stati ritenuti elementi distintivi che hanno arricchito la narrazione. Alcuni hanno trovato interessante l'immersione nella cultura, soprattutto culinaria, degli immigrati in Inghilterra, e il senso di comunità da questi ricreato in una terra lontana dalle loro origini.
Diversi sono stati anche i punti critici rilevati: un romanzo troppo lungo, con molte parti noiose peggiorate da un ritmo narrativo mediamente lento e dalla presenza di alcuni personaggi secondari ritenuti superflui e confusivi. Sono mancate, inoltre, alcune spiegazioni sulla cultura, soprattutto culinaria, della comunità indiana che hanno ulteriormente affaticato la lettura e che potevano essere facilmente risolte con note o glossario al fondo. E’ stato sottolineato, inoltre, come nel caso non si conoscessero i libri citati, diventava più difficile cogliere parallelismi e riferimenti alle vicende dei due protagonisti. In generale, anche chi ne ha apprezzato altri aspetti, ha ritenuto che la scrittura non fosse all’altezza dell’idea narrativa alla base dell’opera.
Il gruppo di lettura s ritroverà lunedì 23 febbraio alle 20.45 per parlare di Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk.