29/04/2023
«Ridurre l'orario a parità di salario significa condividere i benefici del lavoro e spalmarne gli effetti negativi tra il maggior numero di persone possibile. Significa redistribuire il lavoro che c'è tra tutti i cittadini attivi».
, oggi, confrontandosi sul suo "Quattro giorni: manifesto per la riduzione della settimana lavorativa».
All'Urban digital center di la riflessione si è svolta con le sindacaliste (segretaria generale FILCTEM-CGIL), (segretaria territoriale CISL di Padova e Rovigo), (responsabile provinciale UIL per il commercio), il deputato e coordinatore nazionale di Articolo Uno Arturo Scotto , il giornalista .
Un'iniziativa di Articolo Uno Polesine.
«La mia è una posizione di parte che prende spunto da una visione precisa delle cose. Riguarda i bisogni di una parte della nostra società e l'obiettivo è provare a trasformare questa società tutta.
Oggi è possibile, io penso che lo sia, distribuire i benefici del progresso tecnologico per il benessere di tutti quanti perchè non se ne appropri solo una piccola parte, quella che oggi detiene i mezzi di produzione».
«Poi è ovvio che questo è un discorso generale e gli effetti sono diversi a seconda degli ambiti: si faceva prima qui l'esempio di settori come il commercio e il turismo.
Io parlo della settimana lavorativa di 4 giorni perché è un metodo efficace per comunicare l'idea della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
Non è che significa per forza che tutti quanti possono lavorare 4 giorni. Ma già oggi non tutti lavorano 5 giorni, 8 ore, un sacco di mestieri si fanno con articolazioni di orario differenti».
«Ridurre l'orario di lavoro a parità di salario vuol dire intervenire su tutti quanti, articolando l'orario a seconda delle necessità di quello specifico settore.
Distribuire il lavoro credo sia una misura di buon senso».
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