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pro POlesine Comunicazione di qualità sul POlesine: dove Po e Adige incontrano il mare ADRIAtico

Comunicazione di qualità sul POlesine (provincia di Rovigo) è l'area dove Po e Adige incontrano il mare, riconosciuta MAB UNESCO, tra Venezia, Ravenna e Ferrara (patrimoni UNESCO). L'intero nord Italia, tramite i suoi fiumi passa per il POlesine e sfocia nell'ADRIAtico.

Storia del Canalbianco
04/09/2026

Storia del Canalbianco

MAN RAY. Il maestro del SurrealismoRovigo, Palazzo Roverella13 novembre 2026 - 31 gennaio 2027L’autunno di Palazzo Rover...
03/09/2026

MAN RAY. Il maestro del Surrealismo
Rovigo, Palazzo Roverella
13 novembre 2026 - 31 gennaio 2027
L’autunno di Palazzo Roverella rinnova la sua tradizionale e attesa vocazione per la grande fotografia proseguendo nel solco delle grandi rassegne dedicate ai maestri internazionali. Dal prossimo 13 novembre al 31 gennaio 2027, gli spazi espositivi rodigini ospiteranno una straordinaria monografica focalizzata su Man Ray.
Con Man Ray. Il maestro del Surrealismo prende infatti avvio il nuovo biennio espositivo 2027-2028 presentato da Fondazione Cariparo nelle scorse settimane. La grande monografica dedicata al maestro americano non rappresenta soltanto uno degli eventi più attesi della prossima stagione culturale, ma inaugura un programma che conferma l'ambizione del Roverella di consolidare ulteriormente il proprio ruolo nel panorama espositivo nazionale ed europeo.
Dopo aver annunciato un percorso che comprenderà grandi mostre d'arte, fotografia e storia, con partnership di prestigio internazionale, la Fondazione apre dunque il nuovo ciclo con uno dei fotografi più influenti e innovativi dell'intero Novecento.
L'appuntamento conferma il ruolo di primo piano del Roverella nella valorizzazione dei grandi protagonisti storici della fotografia mondiale, proponendo un evento espositivo di assoluto rilievo nazionale ed europeo.
L'esposizione celebra l'universo anticonvenzionale di un autore cardine del Novecento, capace di tracciare percorsi visivi inediti che ancora oggi offrono spunti preziosi al linguaggio visivo contemporaneo. Curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, la mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e la produzione di Silvana Editoriale.
La vera forza e la novità del progetto risiedono nel carattere scientifico e nella caratura delle partnership internazionali coinvolte, che rendono la tappa rodigina un evento di eccezionale rilievo nel panorama culturale nazionale ed europeo. Il percorso espositivo può vantare la sinergia diretta con istituzioni come il Man Ray Trust di New York e la Photothèque Man Ray di Parigi, garantendo così una selezione dai rigorosi standard conservativi e conoscitivi.
A ciò si affianca una curatela d'eccezione, affidata a due dei massimi specialisti dell'opera del maestro surrealista, la cui lunga esperienza garantisce un'interpretazione originale e aggiornata del suo lavoro.
Dal punto di vista della proposta espositiva, la rassegna si distingue per una qualità collezionistica raramente accessibile al grande pubblico. Il corpus esposto comprende infatti un consistente insieme di preziose stampe vintage, realizzate direttamente negli anni degli scatti o sotto il controllo diretto del maestro. Tra queste spicca, per eccezionalità e peso documentario, la preziosa selezione di stampe originali provenienti dal Musée Nicéphore Niépce di Chalon-sur-Saône, testimonianza diretta e insostituibile del lavoro di camera oscura che ha rivoluzionato la fotografia del XX secolo.
Sperimentatore poliedrico — pittore, regista e designer oltre che fotografo — Emmanuel Radnitsky sceglie lo pseudonimo Man Ray per unire l'elemento umano al raggio di luce, sviluppando la propria ricerca nell'ambito delle avanguardie d'oltreoceano e dell'ambiente surrealista parigino a fianco di Marcel Duchamp. La ricognizione biografica lascia tuttavia subito il posto al cuore propulsore dell'evento: l'impatto dirompente delle sue invenzioni visive, prime fra tutte le celebri rayografie realizzate senza obiettivo e le solarizzazioni messe a punto con Lee Miller, capaci di trasformare la materia fotografica in pura poesia visiva.
Attraverso una selezione di circa trecento opere tra fotografie originali, disegni, litografie, oggetti iconici e documenti storici, la mostra offre un'immersione completa nei nuclei fondamentali della creatività dell'artista. Il percorso guida il visitatore tra la riflessione sull'identità e l'ambiguità degli autoritratti, le celebri gallerie di volti dei grandi intellettuali dell'epoca e l'esplorazione incessante del corpo femminile, declinato sia nella purezza formale dei nudi sia negli innovativi scatti realizzati per l'alta moda. Un focus di particolare rilievo è riservato alle sperimentazioni tridimensionali e ai ready-made di matrice dadaista, unitamente alla proiezione integrale dei quattro cortometraggi d'avanguardia ideati dal maestro.
A completare la portata culturale e scientifica della mostra interviene il catalogo edito da Silvana Editoriale, curato dagli stessi Butzbach e Rocca e impreziosito dai contributi critici di Raffaella Perna, che integra e suggella un appuntamento destinato a segnare la stagione espositiva.

Sulla via delle Valli di RosolinaBarche abbandonate, logorate dal tempo, dalle intemperie, dalle maree e dagli uomini.Fo...
01/02/2026

Sulla via delle Valli di Rosolina
Barche abbandonate, logorate dal tempo, dalle intemperie, dalle maree e dagli uomini.

Foto di Nivella Paronetto

Storia: il Polesine al gelo(Dal web e dal post di Stefano Rebuzzi)Quasi un secolo fa il giaccio si prese tutto il bacino...
31/01/2026

Storia: il Polesine al gelo
(Dal web e dal post di Stefano Rebuzzi)

Quasi un secolo fa il giaccio si prese tutto il bacino del Po. Si passò dai -6,8° di Dicembre ai -23,5° di Febbraio. Il ghiaccio dilagò. Dapprima si aggrappò ai piloni dei ponti poi si espanse verso le rive, infine coprì tutto l’alveo. Il Grande Fiume gelò da Morano Po in Val Scrivia, fino a raggiungere l’intero tratto delle provincie di Ferrara e Rovigo ove lo spessore del ghiaccio superava i trenta centimetri. Il massimo della congelamento si verificò fra il 16 e il 18 febbraio, il fiume si poteva attraversare con carri a traino animale per un tratto di cinquantaquattro chilometri senza nessun rischio. Il disgelo del fiume ebbe inizio fra il 20 e il 22 febbraio. La crosta si fratturò formando enormi lastroni di ghiaccio, piccoli iceberg lunghi fino a cento metri per una larghezza che in certi casi raggiungeva i cinquanta. Trasportati dalla corrente urtavano contro le rive travolgendo pontili e imbarcaderi. Fra Ostiglia e Pontelagoscuro i lastroni urtandosi si accavallavano formando vere e proprie dighe.

Buon viaggio Pino Schiesari 🙏🏻Che la terra ti sia lieve.Grazie per tutto il tempo che hai dedicato a questa pagina e ai ...
24/01/2026

Buon viaggio Pino Schiesari 🙏🏻
Che la terra ti sia lieve.
Grazie per tutto il tempo che hai dedicato a questa pagina e ai gruppi collegati.
Condoglianze alla famiglia.

HENRI CARTIER-BRESSON e l’ItaliaRovigo, Palazzo Roverella28 Settembre 2024 – 26 gennaio 2025Dal 28 settembre al 26 genna...
02/08/2024

HENRI CARTIER-BRESSON e l’Italia
Rovigo, Palazzo Roverella
28 Settembre 2024 – 26 gennaio 2025

Dal 28 settembre al 26 gennaio, a Palazzo Roverella di Rovigo viene proposta la più importante mostra monografica italiana su Henri Cartier-Bresson, incentrata sul lungo rapporto tra il maestro francese e il nostro paese.

La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è realizzata in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi e la Fondazione CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, con la curatela di Clément Chéroux, e Walter Guadagnini, direttori delle rispettive Fondazioni.

Per la prima volta viene documentato in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito “l’occhio del secolo” e l’Italia. Attraverso circa 200 fotografie e numerosi documenti – giornali, riviste, volumi, lettere -, la mostra ripercorre le tappe di un rapporto iniziato prestissimo, già negli anni Trenta, e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.

Scandita cronologicamente, la mostra inizia con il primo viaggio italiano avvenuto all’inizio degli anni Trenta da un giovanissimo Cartier-Bresson (nato nel 1908), che aveva appena abbandonato definitivamente la pittura per la fotografia, in compagnia dell’amico André Pieyre de Mandiargues, giovane poeta e scrittore, e della sua compagna, la pittrice Leonor Fini. Da questo viaggio di piacere, il fotografo scatta alcune delle sue immagini più famose, tutte presenti nella sezione di apertura della mostra.

Il secondo viaggio, non meno significativo, avviene all’inizio degli anni Cinquanta e tocca l’Abruzzo e la Lucania, allora terre di grande interesse culturale, sociologico e per l’appunto fotografico, emblema di quel Sud in cui si affrontavano tradizione e modernità, povertà e cambiamenti sociali. Figura centrale nella costruzione dell’immagine del Sud e in particolare di queste regioni è lo scrittore e pittore Carlo Levi, riferimento fondamentale per i tanti fotografi, italiani e stranieri, che si muovono tra Matera e i paesi del territorio, tra cui Scanno nei pressi di L’Aquila, divenuta celebre proprio grazie agli scatti di Cartier-Bresson e più tardi di Giacomelli. Particolarmente interessanti, anche dal punto di vista storico, sono le immagini della distribuzione delle terre, un momento cruciale nella storia recente del Paese.

Divenuto ormai una leggenda vivente della fotografia, Cartier-Bresson ritorna a più riprese in Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta realizzando servizi per le grandi riviste illustrate dell’epoca, tra cui “Holiday” e “Harper’s Bazaar”, dedicati soprattutto a Roma, Napoli, Venezia, le grandi città che suscitano l’interesse dei lettori stranieri, e a Ischia e alla Sardegna, tappe che permettono al fotografo di esercitare il suo sguardo sugli usi e i costumi del paese e dei suoi abitanti. In particolare, i diversi scatti realizzati a Roma restituiscono appieno il clima di quegli anni e la specificità di un paese non ancora omologato alla dominante cultura proveniente da oltreoceano. Alcune di queste immagini confluiscono non a caso in uno dei libri più noti del fotografo, “Les Européens” (1955), nel quale si racconta la nuova Europa che è ormai in pieno sviluppo dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

La mostra ha i suoi ultimi sviluppi e la sua chiusura con le immagini dei primi anni Settanta dedicate ancora a Matera, un vero e proprio ritorno sui luoghi frequentati vent’anni prima, in cui è facile leggere continuità e discontinuità del tempo, l’avanzare della modernità e la persistenza delle identità locali, e con quelle dedicate al mondo del lavoro industriale, tra Olivetti e Alfa Romeo, che spostano invece l’attenzione specificamente sulle nuove modalità di vita del periodo.

La mostra è composta di opere vintage provenienti dalla Fondation Cartier-Bresson, ed è accompagnata da testi esplicativi in ogni sala e da un catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, che riporta tutte le opere esposte, i saggi dei due curatori e di Carmela Biscaglia, quest’ultimo dedicato alle vicende e ai personaggi che hanno reso unico il rapporto di Cartier-Bresson con la Basilicata.

Probabilmente non conoscete Pika. Pika è una dei tanti programmi di intelligenza artificiale annunciati recentemente. Pi...
22/12/2023

Probabilmente non conoscete Pika. Pika è una dei tanti programmi di intelligenza artificiale annunciati recentemente. Pika è in grado di trasformare frasi, descrizioni in video.
Io sono rimasto impressionato dalla qualità della creazione istantanea di questo video basato sulla semplice frase:
nel delta del Po un'antica civiltà vive ...

Probabilmente non conoscete Pika. Pika è una dei tanti programmi di intelligenza artificiale annunciati recentemente. Pika è in grado di trasformare frasi, descrizioni in video.Recentemente sono stato ammesso nel ristretto gruppo che può sperimentarlo. La mia prima frase è stata:Nel delta del Po...

A Rovigo hanno asfaltato l'Adige
29/10/2023

A Rovigo hanno asfaltato l'Adige

22/09/2023
22/09/2023

Durante l'inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Tina Modotti a Rovigo Palazzo Roverella il tinissima quartet (Francesco Bearzatti) ha eseguito la suite for Tina Modotti al Teatro Sociale di Rovigo

Indirizzo

Rovigo
45100

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