pro POlesine

pro POlesine Comunicazione di qualità sul POlesine: dove Po e Adige incontrano il mare ADRIAtico

Comunicazione di qualità sul POlesine (provincia di Rovigo) è l'area dove Po e Adige incontrano il mare, riconosciuta MAB UNESCO, tra Venezia, Ravenna e Ferrara (patrimoni UNESCO). L'intero nord Italia, tramite i suoi fiumi passa per il POlesine e sfocia nell'ADRIAtico.

Sulla via delle Valli di RosolinaBarche abbandonate, logorate dal tempo, dalle intemperie, dalle maree e dagli uomini.Fo...
01/02/2026

Sulla via delle Valli di Rosolina
Barche abbandonate, logorate dal tempo, dalle intemperie, dalle maree e dagli uomini.

Foto di Nivella Paronetto

Storia: il Polesine al gelo(Dal web e dal post di Stefano Rebuzzi)Quasi un secolo fa il giaccio si prese tutto il bacino...
31/01/2026

Storia: il Polesine al gelo
(Dal web e dal post di Stefano Rebuzzi)

Quasi un secolo fa il giaccio si prese tutto il bacino del Po. Si passò dai -6,8° di Dicembre ai -23,5° di Febbraio. Il ghiaccio dilagò. Dapprima si aggrappò ai piloni dei ponti poi si espanse verso le rive, infine coprì tutto l’alveo. Il Grande Fiume gelò da Morano Po in Val Scrivia, fino a raggiungere l’intero tratto delle provincie di Ferrara e Rovigo ove lo spessore del ghiaccio superava i trenta centimetri. Il massimo della congelamento si verificò fra il 16 e il 18 febbraio, il fiume si poteva attraversare con carri a traino animale per un tratto di cinquantaquattro chilometri senza nessun rischio. Il disgelo del fiume ebbe inizio fra il 20 e il 22 febbraio. La crosta si fratturò formando enormi lastroni di ghiaccio, piccoli iceberg lunghi fino a cento metri per una larghezza che in certi casi raggiungeva i cinquanta. Trasportati dalla corrente urtavano contro le rive travolgendo pontili e imbarcaderi. Fra Ostiglia e Pontelagoscuro i lastroni urtandosi si accavallavano formando vere e proprie dighe.

Buon viaggio Pino Schiesari 🙏🏻Che la terra ti sia lieve.Grazie per tutto il tempo che hai dedicato a questa pagina e ai ...
24/01/2026

Buon viaggio Pino Schiesari 🙏🏻
Che la terra ti sia lieve.
Grazie per tutto il tempo che hai dedicato a questa pagina e ai gruppi collegati.
Condoglianze alla famiglia.

HENRI CARTIER-BRESSON e l’ItaliaRovigo, Palazzo Roverella28 Settembre 2024 – 26 gennaio 2025Dal 28 settembre al 26 genna...
02/08/2024

HENRI CARTIER-BRESSON e l’Italia
Rovigo, Palazzo Roverella
28 Settembre 2024 – 26 gennaio 2025

Dal 28 settembre al 26 gennaio, a Palazzo Roverella di Rovigo viene proposta la più importante mostra monografica italiana su Henri Cartier-Bresson, incentrata sul lungo rapporto tra il maestro francese e il nostro paese.

La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è realizzata in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi e la Fondazione CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, con la curatela di Clément Chéroux, e Walter Guadagnini, direttori delle rispettive Fondazioni.

Per la prima volta viene documentato in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito “l’occhio del secolo” e l’Italia. Attraverso circa 200 fotografie e numerosi documenti – giornali, riviste, volumi, lettere -, la mostra ripercorre le tappe di un rapporto iniziato prestissimo, già negli anni Trenta, e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.

Scandita cronologicamente, la mostra inizia con il primo viaggio italiano avvenuto all’inizio degli anni Trenta da un giovanissimo Cartier-Bresson (nato nel 1908), che aveva appena abbandonato definitivamente la pittura per la fotografia, in compagnia dell’amico André Pieyre de Mandiargues, giovane poeta e scrittore, e della sua compagna, la pittrice Leonor Fini. Da questo viaggio di piacere, il fotografo scatta alcune delle sue immagini più famose, tutte presenti nella sezione di apertura della mostra.

Il secondo viaggio, non meno significativo, avviene all’inizio degli anni Cinquanta e tocca l’Abruzzo e la Lucania, allora terre di grande interesse culturale, sociologico e per l’appunto fotografico, emblema di quel Sud in cui si affrontavano tradizione e modernità, povertà e cambiamenti sociali. Figura centrale nella costruzione dell’immagine del Sud e in particolare di queste regioni è lo scrittore e pittore Carlo Levi, riferimento fondamentale per i tanti fotografi, italiani e stranieri, che si muovono tra Matera e i paesi del territorio, tra cui Scanno nei pressi di L’Aquila, divenuta celebre proprio grazie agli scatti di Cartier-Bresson e più tardi di Giacomelli. Particolarmente interessanti, anche dal punto di vista storico, sono le immagini della distribuzione delle terre, un momento cruciale nella storia recente del Paese.

Divenuto ormai una leggenda vivente della fotografia, Cartier-Bresson ritorna a più riprese in Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta realizzando servizi per le grandi riviste illustrate dell’epoca, tra cui “Holiday” e “Harper’s Bazaar”, dedicati soprattutto a Roma, Napoli, Venezia, le grandi città che suscitano l’interesse dei lettori stranieri, e a Ischia e alla Sardegna, tappe che permettono al fotografo di esercitare il suo sguardo sugli usi e i costumi del paese e dei suoi abitanti. In particolare, i diversi scatti realizzati a Roma restituiscono appieno il clima di quegli anni e la specificità di un paese non ancora omologato alla dominante cultura proveniente da oltreoceano. Alcune di queste immagini confluiscono non a caso in uno dei libri più noti del fotografo, “Les Européens” (1955), nel quale si racconta la nuova Europa che è ormai in pieno sviluppo dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

La mostra ha i suoi ultimi sviluppi e la sua chiusura con le immagini dei primi anni Settanta dedicate ancora a Matera, un vero e proprio ritorno sui luoghi frequentati vent’anni prima, in cui è facile leggere continuità e discontinuità del tempo, l’avanzare della modernità e la persistenza delle identità locali, e con quelle dedicate al mondo del lavoro industriale, tra Olivetti e Alfa Romeo, che spostano invece l’attenzione specificamente sulle nuove modalità di vita del periodo.

La mostra è composta di opere vintage provenienti dalla Fondation Cartier-Bresson, ed è accompagnata da testi esplicativi in ogni sala e da un catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, che riporta tutte le opere esposte, i saggi dei due curatori e di Carmela Biscaglia, quest’ultimo dedicato alle vicende e ai personaggi che hanno reso unico il rapporto di Cartier-Bresson con la Basilicata.

Probabilmente non conoscete Pika. Pika è una dei tanti programmi di intelligenza artificiale annunciati recentemente. Pi...
22/12/2023

Probabilmente non conoscete Pika. Pika è una dei tanti programmi di intelligenza artificiale annunciati recentemente. Pika è in grado di trasformare frasi, descrizioni in video.
Io sono rimasto impressionato dalla qualità della creazione istantanea di questo video basato sulla semplice frase:
nel delta del Po un'antica civiltà vive ...

Probabilmente non conoscete Pika. Pika è una dei tanti programmi di intelligenza artificiale annunciati recentemente. Pika è in grado di trasformare frasi, descrizioni in video.Recentemente sono stato ammesso nel ristretto gruppo che può sperimentarlo. La mia prima frase è stata:Nel delta del Po...

A Rovigo hanno asfaltato l'Adige
29/10/2023

A Rovigo hanno asfaltato l'Adige

22/09/2023
22/09/2023

Durante l'inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Tina Modotti a Rovigo Palazzo Roverella il tinissima quartet (Francesco Bearzatti) ha eseguito la suite for Tina Modotti al Teatro Sociale di Rovigo

24/07/2023

Ieri sera splendida serata finale in piazza a Rovigo di Voci Per la Libertà di Amnesty International - Italia.
I vincitori nella categoria Emergenti il gruppo bolognese Cenere

L’AUTOSTRADA D’ACQUA CHE ATTREVERSA TUTTO IL POLESINEProprio nell'acqua ha avuto inizio la vita sulla Terra: non sorpren...
26/05/2023

L’AUTOSTRADA D’ACQUA CHE ATTREVERSA TUTTO IL POLESINE
Proprio nell'acqua ha avuto inizio la vita sulla Terra: non sorprende quindi che tutti gli esseri viventi del pianeta ne abbiano bisogno. L'acqua è infatti molte cose: è una necessità vitale, una dimora, una risorsa locale e globale, una via di trasporto e un regolatore del clima.
Ma quando l’acqua è troppa crea disastri, come quelli di questi giorni in Emilia-Romagna. Purtroppo In Polesine è accaduto molte volte ed è per questo che è necessario gestire con grande attenzione e competenza fiumi e canali dove scorre. Tutto deve essere costantemente monitorato: clima, argini, vegetazione, natura geologica del terreno, condizioni della superficie di tutto il bacino imbrifero.
In questo post un mio video che riguarda una importante via di trasporto che da Mantova in Lombardia, attraversando territori della Provincia di Verona e dell’intera Provincia di Rovigo, il Polesine, è come una vera e propria autostrada d’acqua.

L’IDROVIA PADANA – AUTOSTRADA D’ACQUA DA MANTOVA AL MARE ATTRAVERSANDO TUTTO IL POLESINE L’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco, detta anche Fissero-Tartaro-C...

Indirizzo

Rovigo
45100

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