27/05/2026
Commercialisti, redditi ancora divisi tra Nord e Sud: lo studio della Fondazione Nazionale fotografa una professione a più velocità
La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato il documento di ricerca “I redditi dei Commercialisti”, dedicato all’analisi territoriale dei redditi professionali dichiarati dai commercialisti italiani nel periodo compreso tra il 2007 e il 2023. Lo studio evidenzia come, nonostante alcuni segnali di graduale convergenza, permangano profonde differenze reddituali tra le diverse aree del Paese.
L’indagine utilizza strumenti statistici ed econometrici per esaminare l’evoluzione dei redditi medi provinciali, mettendo in relazione fattori territoriali, struttura economica locale e capacità di generare domanda di consulenza professionale. L’obiettivo non è soltanto descrittivo, ma anche interpretativo: comprendere se le disparità storiche tra territori stiano diminuendo oppure se il sistema professionale continui a muoversi secondo dinamiche strutturalmente differenziate.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda la persistente polarizzazione geografica. Le province del Nord Italia continuano a registrare livelli reddituali medi significativamente superiori rispetto a molte aree del Mezzogiorno, dove incidono fattori quali minore densità imprenditoriale, tessuto economico più fragile, ridotta dimensione media delle imprese clienti e maggiore pressione competitiva tra professionisti.
Secondo lo studio, tuttavia, il fenomeno non può essere letto esclusivamente in chiave territoriale. La ricerca individua infatti “cluster” professionali differenti, nei quali assumono rilievo elementi quali:
* specializzazione dello studio;
* dimensione organizzativa;
* presenza di strutture multidisciplinari;
* capacità di offrire servizi ad alto valore aggiunto;
* integrazione con attività consulenziali evolute.
In altri termini, emerge con chiarezza che il reddito professionale non dipende soltanto dalla collocazione geografica, ma anche dal modello organizzativo adottato e dalla capacità dello studio di evolversi verso attività consulenziali più complesse.
Lo studio evidenzia inoltre come gli anni successivi alla pandemia abbiano inciso in modo disomogeneo sulla professione. Alcuni territori hanno beneficiato della forte domanda collegata agli incentivi fiscali, alla crisi d’impresa, alla finanza agevolata e agli adempimenti straordinari, mentre altre realtà hanno mostrato maggiori difficoltà nel trasformare l’aumento degli obblighi burocratici in crescita reddituale stabile.
Particolarmente interessante è il riferimento alla progressiva trasformazione della figura del commercialista. La tradizionale attività contabile e dichiarativa tende infatti a perdere centralità economica rispetto ai servizi di consulenza strategica, controllo di gestione, sostenibilità, adeguati assetti, ristrutturazioni aziendali e supporto alla governance.
Il documento della Fondazione sembra quindi confermare una tendenza ormai evidente: il mercato professionale premia sempre più gli studi capaci di organizzarsi in forma strutturata, investire in tecnologia, specializzazione e consulenza avanzata, mentre risultano maggiormente esposti gli studi che rimangono ancorati a modelli operativi tradizionali.
Dal punto di vista ordinistico e istituzionale, la ricerca assume anche un valore politico-professionale. La fotografia reddituale della categoria rappresenta infatti un indicatore importante per comprendere:
* la sostenibilità economica degli studi;
* l’attrattività della professione per i giovani;
* le difficoltà legate al ricambio generazionale;
* il rischio di desertificazione professionale in alcune aree territoriali.
Lo studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti conferma, in definitiva, che la professione sta attraversando una fase di forte trasformazione: non esiste più un modello unico di commercialista, ma una pluralità di realtà professionali con livelli reddituali, organizzativi e strategici sempre più differenziati.
Per approfondire il documento completo: https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/1901