16/06/2026
COMUNICATO STAMPA:
Il a è un atto politico. Il si farà, e noi saremo in piazza
Rifondazione Comunista della Federazione di Rovigo esprime la propria solidarietà militante al Pride 2026 e denuncia con forza il comportamento dell’amministrazione comunale, che a pochi giorni dalla manifestazione ha opposto un diniego a Piazza Matteotti.
Il “no” a Piazza Matteotti non è un incidente burocratico: è un atto politico, un tentativo maldestro di ostacolare una manifestazione che la stessa sindaca Cittadin ha definito una “provocazione ideologica”. La presunta “fragilità” della piazza è un pretesto che non regge alla prova dei fatti: negli anni, quello stesso spazio ha ospitato eventi con migliaia di persone, senza che nessuno sollevasse problemi di sicurezza o tutela del patrimonio. Quando conviene, la piazza è solida; quando si tratta di diritti, improvvisamente diventa fragile.
È inaccettabile che si neghi uno spazio dedicato a Giacomo Matteotti, martire assassinato dal fascismo, proprio a chi oggi lotta per libertà, dignità e autodeterminazione. È un paradosso doloroso e rivelatore: mentre si chiudono le porte al Pride, in quella stessa piazza si è visto svolgere di tutto.
Il diniego non solo aggira lo spirito dell’Articolo 21 della Costituzione, ma crea un precedente gravissimo: se oggi si esclude una manifestazione LGBTQIA+ con tecnicismi pretestuosi, chi sarà il prossimo? Quale altra voce scomoda verrà zittita domani?
Eppure, mentre l’amministrazione si chiude in un fortino di pregiudizi mascherati da burocrazia, la città reale dimostra di essere più avanti. Lo dimostrano anche diversi commercianti del centro, che hanno capito che non si può restare chiusi su se stessi: aprire al Pride significa aprire alla città, alle persone che la vivono, alla possibilità di una Rovigo più viva, accogliente e solidale. Chi lavora ogni giorno a contatto con la comunità sa bene che una città sicura è una città aperta, non una città sbarrata.
Mentre l’amministrazione erige muri, la società civile risponde con responsabilità e cura. Il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi del Veneto conferma che il Pride è riconosciuto come un gesto necessario per il benessere collettivo, in un territorio dove il disagio psicologico giovanile supera il 22%. Il Pride non è un eccesso: è una risposta politica e sociale all’isolamento, al rifiuto, alla discriminazione.
Rifondazione Comunista sarà in piazza il 20 giugno, al fianco di chi non accetta che Rovigo diventi una città vietata, chiusa, impaurita.
Invitiamo la cittadinanza a partecipare numerosa al Pride e sosteniamo la raccolta fondi su retedeldono.it, per dimostrare che un’altra Rovigo è possibile.
Rifondazione Comunista – Federazione di Rovigo