27/05/2023
Venite al raduno Tutti giu' in Lessinia ! Manca poco!
Troverete la Grotta di Monte Capriolo - Roverè Mille aperta dal 2 al 4 giugno!
Info: [email protected] 3470404211 La formazione in cui si apre e sviluppa la grotta è un calcare mesozoico chiamato Calcare Oolitico di S. S. C.A.I.
Via General Cantore, 12
Roverè Veronese
37028
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La Grotta di Monte Capriolo si apre ai piedi di una scarpata alta pochi metri, sul versante meridionale di un piccolo dosso arrotondato (M. Capriolo m.1059), situato nella zona intermedia dei Lessini centroccidentali, più o meno dove il paesaggio di questi passa da un dolce altopiano ad un ventaglio di vallate e dorsali che degradano verso la pianura. Le rocce affioranti sono prevalentemente di natura sedimentaria e carbonatica ed abbondanti e diffusi sono i fenomeni carsici, basti pensare che nel solo Comune di Roverè Veronese, nel cui territorio si apre la grotta, sono conosciute ben 43 grotte. La formazione in cui si apre e sviluppa la grotta è un calcare mesozoico chiamato Calcare Oolitico di S. Vigilio, la cui origine risale al Giurassico medio (190-175 MA). La prima esplorazione della grotta risale al 1957 ad opera del GES Falchi di Verona, tuttavia da allora le scoperte non si sono arrestate, infatti un nuovo ramo che ha più che raddoppiato lo sviluppo della grotta fu scoperto da speleologi del G. S. C.A.I. di Verona nel 1985 (Ceradini 2002) e recentemente nuove fruttuose esplorazioni sono state condotte dall’U. S. Veronese. Nel 1972 la grotta fu dotata di un impianto di illuminazione e attrezzata per le visite turistiche e didattiche. Ulteriori lavori di miglioramento, soprattutto nel campo della sicurezza, furono computi nel 1999 e nel 2010 e attualmente è l’unica grotta turistica del veronese, mentre nel Veneto è affiancata solo dalla Grotta Parolini di Valstagna (Vi). La gestione è curata, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Roverè, dalla Commissione Speleologica Veronese, un organismo che coordina tutte le Associazioni speleologiche cittadine e che, in maniera del tutto volontaristica, garantisce l’apertura al pubblico durante tutti i weekend estivi e su prenotazione durante il resto dell’anno. Si tratta quindi di uno dei pochissimi casi di grotta turistica “autogestita” da speleologi che svolgono con competenza la funzione di guida nei confronti degli oltre 2000 visitatori e delle numerose scolaresche che ogni anno si recano a visitare questo importante sito naturalistico. E’ facile intuire l’importanza didattica e culturale di questa cavità che, sola, costituisce una finestra che rende accessibile a tutti un mondo sotterraneo e semisconosciuto che è di solito, per sua natura, accessibile solo ad una ristretta elite di speleologi. La Grotta di Monte Capriolo inoltre è stata ed è tuttora oggetto di campagne di studio e ricerca scientifica nei vari ambiti biologico, geologico e di tutela ambientale. Tra gli altri vi si sono svolti studi meteoclimatologici (Chignola 1995, 2007), sulle concentrazioni di radon (Trotti, Zorzin 2000), sulla fauna cavernicola (Caoduro, Osella, Ruffo 1984). Infine ricordiamo che nella Grotta di Monte Capriolo è presente un’abbondante fauna cavernicola rappresentata da oltre 15 specie diverse (Caoduro, Zorzin 2000) tra cui ragni, opilionidi, pseudoscorpioni, cavallette e millepiedi perfettamente specializzati ed adattati all’ambiente sotterraneo. La grotta, che presenta un dislivello di circa 50 metri e uno sviluppo complessivo di quasi 300, inizia con un pozzo di 7 metri (ingresso naturale) che immette in un piccolo ambiente circolare. Sul lato nord alcuni cunicoli si esauriscono dopo pochi metri, mentre sul lato sud si apre un’ampia sala in discesa lunga una decina di metri che costituisce la prima parte del percorso turistico. Sulla parete Est un pozzo di circa 12 metri dà inizio al Ramo dei “Tre Amis” che, attraverso una serie di passaggi alquanto angusti intervallati da piccole sale variamente concrezionate, conduce alla base di un pozzo che è stato risalito per 40 metri fino quasi a sbucare alla superficie. Progredendo verso sud, lungo il percorso attrezzato, si supera un passaggio basso e, dopo aver risalito per tre metri una scala metallica, si sbuca nella sala principale della grotta. E’ questo un vasto ambiente lungo oltre 30 metri e largo la metà ornato di una grande varietà e abbondanza di speleotemi, cioè di concrezioni calcaree, delle più varie forme, dimensioni e colori. Stalattiti, stalagmiti, drappi e colate tappezzano letteralmente pareti e volta creando un effetto scenografico alquanto spettacolare. Il percorso si articola in un saliscendi sul pavimento detritico della cavità e permette di osservare da vicino, tra le altre cose, anche alcuni terrari che ospitano esemplari di fauna cavernicola e una vasca che contiene un esemplare di Proteus anguinus, un anfibio cieco che un tempo era creduto la forma embrionale dei draghi, originario della Slovenia e che ben si è acclimatato a questa grotta dei Monti Lessini. All’estremità est del salone, attraverso un pozzetto di 8 metri si raggiunge un nuovo ramo che si sviluppa ad un livello inferiore e per ora è accessibile ai soli speleologi. Complessivamente il percorso turistico dura circa mezz’ora.