PCI - Partito Comunista Italiano

PCI - Partito Comunista Italiano Pagina Ufficiale del Partito Comunista Italiano.

Il Partito Comunista Italiano è l’organizzazione politica d’avanguardia
della classe operaia e di tutte le lavoratrici e lavoratori che, nella realtà del
Paese, lottano per l’indipendenza e la libertà, per l’edificazione della
democrazia, per l’eliminazione dello sfruttamento, per la libertà e la
valorizzazione della personalità umana, per la pace tra i popoli: per il
socialismo.

𝟮 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢, 𝟴𝟬𝗘𝗦𝗜𝗠𝗢 𝗔𝗡𝗡𝗜𝗩𝗘𝗥𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗔𝗦𝗖𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔, 𝗨𝗡𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗜𝗠𝗣𝗢𝗥𝗧𝗔𝗡𝗭𝗔Il 2 giugno 1946, dal...
02/06/2026

𝟮 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢, 𝟴𝟬𝗘𝗦𝗜𝗠𝗢 𝗔𝗡𝗡𝗜𝗩𝗘𝗥𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗔𝗦𝗖𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔, 𝗨𝗡𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗜𝗠𝗣𝗢𝗥𝗧𝗔𝗡𝗭𝗔

Il 2 giugno 1946, dalle macerie della guerra, della dittatura fascista e dell’occupazione nazista, milioni di italiani e italiane scelsero la strada della democrazia, della pace e della sovranità popolare, aprendo una nuova stagione nella storia del Paese: la nascita della Repubblica.

In quella giornata storica, il ruolo del Partito Comunista Italiano fu decisivo. I comunisti italiani, protagonisti della Resistenza antifascista insieme alle altre forze democratiche e popolari, contribuirono in maniera fondamentale alla liberazione del Paese e alla costruzione delle basi politiche, sociali e morali della nuova Italia repubblicana. Il PCI fu forza centrale nella difesa dei lavoratori, nella conquista dei diritti sociali, nella scrittura della Costituzione e nell’affermazione dei principi di uguaglianza, giustizia sociale e partecipazione democratica che ancora oggi rappresentano il cuore della nostra Repubblica.

L’anniversario della Repubblica coincide inoltre con un’altra conquista storica: gli 80 anni del voto alle donne. Per la prima volta nella storia italiana, milioni di donne parteciparono pienamente alla vita politica del Paese, esercitando il diritto di voto e contribuendo direttamente alla scelta tra monarchia e Repubblica. Fu una svolta democratica epocale, frutto delle lotte delle donne antifasciste, delle lavoratrici, delle partigiane e dei movimenti popolari che si batterono per l’emancipazione e la piena uguaglianza.

Le donne comuniste ebbero un ruolo determinante in questa battaglia di civiltà. Dalle fabbriche alle campagne, dalle organizzazioni clandestine alla Resistenza armata, esse contribuirono alla liberazione nazionale e alla conquista dei diritti politici e sociali. Ricordare oggi quell’anniversario significa riaffermare l’impegno per una società libera da discriminazioni, sfruttamento e disuguaglianze.

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il compito e l’obiettivo del PCI resta quello di difendere e attuare pienamente la Costituzione nata dalla Resistenza, contrastando ogni tentativo di revisionismo storico, autoritarismo e impoverimento della democrazia. La memoria delle lotte antifasciste e delle conquiste sociali del movimento operaio deve continuare a vivere nelle battaglie per il lavoro, la pace, i diritti e la dignità delle persone.

Viva la Repubblica antifascista!

Viva la Costituzione!

Viva la partecipazione democratica delle donne!

PARTITO COMUNISTA ITALIANO

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗔 𝗠𝗢𝗦𝗖𝗔 𝗔𝗟 𝟯° 𝗙𝗢𝗥𝗨𝗠 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗦𝗠𝗢Si è tenuto a Mosca, dal 24 al 26 maggio, il 3° Forum Intern...
29/05/2026

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗔 𝗠𝗢𝗦𝗖𝗔 𝗔𝗟 𝟯° 𝗙𝗢𝗥𝗨𝗠 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗦𝗠𝗢

Si è tenuto a Mosca, dal 24 al 26 maggio, il 3° Forum Internazionale contro il Fascismo. "La lotta contro il terrorismo internazionale, le arbitrarietà e le aggressioni. Per la pace e la sicurezza" è stata la parola d'ordine di questo importante appuntamento, organizzato dal Partito Comunista della Federazione Russa.

Erano presenti più di cento delegazioni provenienti da tutto il mondo. Il Partito Comunista Italiano è stato rappresentato da Sandro Scardigli, del Dipartimento Esteri.

A margine (ma non per importanza) del Forum, si è tenuta il 23 maggio la Conferenza Internazionale su "Fidel Castro, Ernesto 'Che' Guevara e Hugo Chavez". Gli interventi sono stati molti, approfonditi ed appassionati. Esponenti del PCFR e di comitati russi di solidarietà con Cuba e Venezuela, oltre a rappresentanti dei due paesi latinoamericani, hanno preso la parola, assieme ad un nutrito gruppo di altri intervenuti. È stata ribadita da tutti la solidarietà militante con Cuba socialista sotto minaccia di un'aggressione armata USA e con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela. È stata sottolineata l'importanza di estendere in tutti i paesi una rete di comitati per la liberazione del legittimo Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro, e della compagna Cilia Flores.

L'organizzazione del Forum, perfetta sotto ogni punto di vista e nella quale la gioventù comunista ha avuto un ruolo fondamentale, ha fatto toccare con mano a tutti i presenti la forza e il radicamento sociale e politico del PCFR, il cui Segretario Generale, Gennadij Ziuganov, è stato costantemente e attivamente presente in tutte le giornate del Forum.

Il Forum si è concluso con l'approvazione dell'appello "Per lo sviluppo e la giustizia nel mondo senza fascismo, terrorismo e guerre".

Qui sotto pubblichiamo l'intervento letto dal compagno Sandro Scardigli a nome del PCI.

SANDRO SCARDIGLI (PARTITO COMUNISTA ITALIANO)

L'imperialismo definisce «terroristi» i movimenti di liberazione nazionale e sociale e gli Stati che cercano di difendere la propria indipendenza dai dettami degli Stati Uniti e dei loro alleati più stretti.

Allo stesso tempo, paesi come gli USA e Israele ricorrono sempre più al vero terrorismo: inteso come minaccia e aggressione armata contro popoli e governi, una politica di genocidio pianificato e l’assassinio selettivo di politici, attivisti, giornalisti, intellettuali e persino personale sanitario.

Questo è ciò che vediamo perpetrato quotidianamente contro il popolo palestinese, non solo a Gaza con l'obiettivo del suo sterminio, ma anche in Cisgiordania, dove i coloni sionisti, animati da un fanatismo religioso simile a quello dei talebani o di altri gruppi terroristici islamici fondamentalisti, rendono la vita sempre più insostenibile per i palestinesi (con il sostegno manifesto delle forze di sicurezza israeliane). E il governo di estrema destra di Tel Aviv costruisce sempre più insediamenti con l'obiettivo di rendere impossibile la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano.

La realizzazione del progetto di un Grande Israele, che comprenda tutta la Palestina, il sud del Libano e parte della Siria, è l’obiettivo dichiarato non solo dei ministri più fascisti, ma del governo israeliano nel suo insieme, che ritiene che questo sia il momento opportuno per una guerra regionale generalizzata al fine di raggiungerlo.

L'attacco israeliano, il fermo di decine di imbarcazioni e centinaia di attivisti della Global Sumud Flotilla al largo delle coste di Creta, e il trattamento brutale e umiliante perpetrato dalle forze di sicurezza israeliane contro i membri della flottiglia, che sono stati sottoposti a umiliazioni, torture e persino violenze sessuali, costituiscono un nuovo e più grave atto di pirateria.

Ancora una volta è stato dimostrato che Israele può violare palesemente il diritto internazionale senza subire alcuna conseguenza.

Chiediamo al governo italiano e agli altri governi di adottare tutte le misure possibili non solo per proteggere i membri della Flottiglia, ma anche per condannare Israele in tutte le sedi internazionali, a cominciare dall’Unione Europea.

Riaffermiamo con fermezza la necessità di rompere ogni legame, non solo militare, ma anche economico, tecnico e scientifico, con lo Stato di Israele, di riconoscere lo Stato di Palestina e di ripristinare il ruolo dell’ONU attraverso l’attuazione di tutte le sue risoluzioni per porre fine all’occupazione israeliana dei territori palestinesi e istituire uno Stato palestinese indipendente.

Inoltre, devono essere rispettate le decisioni della Corte penale internazionale, compreso l’arresto del primo ministro israeliano Netanyahu.

Il Partito Comunista Italiano condanna con forza l’aggressione imperialista condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale.

Trump e Netanyahu, nel loro delirio di onnipotenza, rischiano di scatenare una spirale che, combinata con gli altri fronti di guerra e con quelli che potrebbero sorgere, rischia di portare a una guerra mondiale e a una catastrofe nucleare.

L'accusa formale contro il compagno Raúl Castro da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rappresenta un ulteriore passo verso l'aggressione militare diretta degli USA contro Cuba.

Il pretesto per questo atto, per il quale gli Stati Uniti non hanno né legittimità né giurisdizione, è l'abbattimento di due velivoli appartenenti a un'organizzazione terroristica cubano-americana nel 1996 nello spazio aereo cubano, avvenuta nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e del principio di sovranità. Ciò è successo dopo numerose provocazioni simili da parte dell’organizzazione terroristica e dopo che Cuba aveva ripetutamente avvertito le autorità statunitensi che i voli partivano dal loro territorio, senza ottenere alcuna risposta.

La verità è che la Repubblica di Cuba e il suo popolo hanno il diritto di difendere il loro paese e la Rivoluzione da qualsiasi aggressione militare esterna.

Il susseguirsi di accuse e provocazioni da parte di Trump e Rubio è accompagnato da un blocco economico sempre più severo, diretto contro operatori e Stati che cercano di commerciare ed esportare petrolio a Cuba con ritorsioni economiche e dazi commerciali.

Il Partito Comunista Italiano ribadisce e sottolinea la sua profonda stima e ammirazione per il compagno Raúl Castro Ruz, pilastro della lotta contro Batista, della guerriglia che ha portato al trionfo rivoluzionario del 1° gennaio 1959, della costruzione del socialismo a Cuba e della sua difesa contro l’imperialismo.

Chi ha a cuore il diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio destino deve comprendere che la battaglia che il popolo e il governo rivoluzionario di Cuba stanno combattendo per riaffermare il diritto alla vita e difendere la Rivoluzione riguarda anche tutti gli altri popoli, indipendentemente dalla loro ideologia politica: gli Stati Uniti vogliono cancellare il diritto internazionale stabilito dalla sconfitta del nazismo e instaurare un nuovo “diritto”, ovvero il diritto degli Stati Uniti di appropriarsi delle risorse di ogni nazione e di sottometterne le politiche.

Auspichiamo un accordo di pace che ponga fine a qualsiasi tentativo di includere l'Ucraina nella NATO.

La guerra, iniziata nel 2014 con il massacro perpetrato dai fascisti banderisti nella Casa dei Sindacati di Odessa, è in realtà un conflitto scatenato e guidato dalla NATO e dagli Stati Uniti.

Il Partito Comunista Italiano sostiene la creazione di un'Europa democratica e antifascista, che si estenda dall'Atlantico agli Urali.

Gli Stati confinanti con la Russia, a cominciare dall'Ucraina, dovrebbero denuclearizzarsi e diventare neutrali, formando così un ponte tra la Russia e l'Europa.

È fondamentale sradicare il fascismo e il “banderismo” in questi paesi, così come ogni forma di nazionalismo autoritario e sciovinista.

PCI - Dipartimento Esteri

𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜Per un fronte democratico e del lavoro, largo e popolare. Una firma per difendere i diritti. Una fi...
22/05/2026

𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜

Per un fronte democratico e del lavoro, largo e popolare. Una firma per difendere i diritti. Una firma per accendere le lotte.

Il Partito Comunista Italiano sostiene convintamente la proposta di legge di iniziativa popolare “I diritti non si appaltano” promossa dalla CGIL.

I punti contenuti nel testo presentato sono assolutamente condivisibili. Questioni di merito su cui già da tempo il PCI sta promuovendo iniziativa e azione politica con l’obbiettivo di dare corpo ad un progetto di reale cambiamento di sistema.

Cogliamo l'occasione per confermare la necessità di costruire un fronte tra tutte le organizzazioni politiche, sociali, sindacali e le associazioni che vogliono contrastare il declino democratico del nostro Paese riaffermando la centralità di un nuovo modello di sviluppo che ponga a proprio riferimento il rifiuto dello sfruttamento, della precarietà, della mancanza di sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori.

Per queste ragioni, considerando come la proposta di legge di iniziativa popolare “I diritti non si appaltano” sia uno strumento importante per riaffermare i principi e i valori costituzionali, facciamo appello a tutte e a tutti, affinché firmino e sostengano la sottoscrizione di tale proposta anche in maniera digitale, di cui al link:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500000

Partito Comunista Italiano
Dipartimento Nazionale Lavoro

𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗦𝗢𝗚𝗟𝗜𝗔Quello che negli scorsi giorni è accaduto nel Mar Mediterraneo a carico dei componenti della Globa...
22/05/2026

𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗦𝗢𝗚𝗟𝗜𝗔

Quello che negli scorsi giorni è accaduto nel Mar Mediterraneo a carico dei componenti della Global Samud Flotilla è molto più di un “incidente” esecrabile messo in atto dal governo israeliano, plasticamente tradotto con violenta tracotanza dal suo Ministro della Sicurezza Nazionale (!) Ben Gvir.

Quello che è accaduto, è una campana a morto non solo del diritto internazionale, ma del diritto in sé (peraltro da molti mesi calpestato e ferocemente sdrucito) che avrebbe dovuto rappresentare e sorreggere - quale comune diga politica, giuridica e di principio -, le ragioni di una condivisa coscienza democratica.

Così non è stato. Di fronte alle intimidazioni e violenze subite dai partecipanti, alle umiliazioni intenzionalmente perpetrate, alle minacce e agli atti di sfida al mondo lanciati dai governanti israeliani con la prepotenza tipica di chi da anni si nutre del convincimento di una sostanziale impunità politica e invulnerabilità militare, la risposta è stata sinora balbettante e inadeguata limitandosi a scaramucce tra cancellerie, a rimproveri formali, ad avvertimenti che non hanno - al momento - fermato una sola pallottola contro il Popolo Palestinese, né un solo colpo di bastone contro i civili, o sbarrato d’un passo una brutale occupazione di case e terre su cui da secoli i palestinesi hanno vissuto, lavorato, fatto figli, costruito famiglie.

Oggi ci stupiamo del duro trattamento riservato agli attivisti che tentano di portare pane, medicinali, coperte a Gaza. Un trattamento che ha procurato una ferita alla dignità con l’aggravante della derisione che rinvia all’atteggiamento del conquistatore che s’intende non solo forte ma anche in via legittima investito dalla missione (terribile e tragica!) del dover difendere “una terra promessa da Dio” e per questo stesso motivo, assolto da ogni nefandezza.

Messianismo religioso, nazionalismo e suprematismo s’intrecciano nel sionismo di cui la destra israeliana è oggi principale interprete, apparentemente senza controcanto politico all’altezza. Sì. Dobbiamo indignarci a gran voce senza arretramenti, ma non stupirci.

Questo, lo lasciamo alle anime belle o a quelle del tutto consapevoli e colpevoli che di giorno fanno finta di stracciarsi le vesti, piangono per la popolazione palestinese annientata, firmano vibranti petizioni; e di notte vendono armi ad Israele e vi fanno -a partire dal nostro Paese- affari d’ogni tipo; considerando dato relativo, minore quando non trascurabile, il fatto che a capo di quel Governo vi sia un uomo politico dichiarato criminale di guerra.

Per un esercito che è stato chiamato a sparare al bersaglio sui bambini che tentavano di prendere un tozzo di pane, a bombardare ospedali, a uccidere giornalisti e civili, a distruggere con le ruspe da anni case e villaggi, a lasciar marcire nell’inedia, nella malattia e sotto l’acqua i campi profughi dei disperati, a occupare il Libano e la Cisgiordania (con buona pace del contingente italiano e dell’Onu che subiscono attacchi e stanno a guardare sancendo, per l’appunto, il fallimento della politica e del diritto); fermare e malmenare democratici disarmati che dal mare cercano di portare un aiuto concreto, è poco più d’un rabbuffo, quasi un’esercitazione da ricreazione per le giovani leve.

Al risveglio ancora troppo flebile delle coscienze (onore alla Samud Flotilla e a chi ogni giorno combatte e ovunque resiste!) e alla nostra indignazione, si accompagna intanto la notte dei tempi che anche in Europa s’incupisce e cresce, nutrita da debolezze, sottovalutazioni, silenzi, connivenze geopolitiche e miserie di casa, dettate da opportunismo e interessi che non vanno disturbati.

È necessario che il mondo fermi Israele e affronti il suo scudo e mentore politico, gli Stati Uniti d’America. Punto. Il fatto è che quelle ruspe, le pallottole, le violenze e lo scempio d’umanità sono già oltre la nostra soglia di casa.

Sono qui.

Non vederlo, è già acconsentire alla tragedia.

Fermiamoli!
Nessuno taccia.
Nessuno si volti dall’altra parte.

Patrizio Andreoli
Comitato Centrale PCI

𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗠𝗔𝗟𝗔𝗧𝗜: 𝗜𝗟 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗧𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗠𝗔𝗡𝗧𝗘𝗟𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗡𝗜, 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜, 𝗘 𝗠𝗔𝗟𝗔𝗧𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗨𝗧...
21/05/2026

𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗠𝗔𝗟𝗔𝗧𝗜: 𝗜𝗟 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗧𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗠𝗔𝗡𝗧𝗘𝗟𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗡𝗜, 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜, 𝗘 𝗠𝗔𝗟𝗔𝗧𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗨𝗧𝗢𝗦𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜

Non sulla pelle dei malati: il governo tenta di smantellare il diritto alla cura per anziani, disabili, e malati non autosufficienti

Il Governo Meloni, con il sostegno della Lega e della maggioranza di destra, ha tentato un colpo gravissimo contro i diritti dei più fragili: anziani non autosufficienti, malati di Alzheimer, persone con gravissime disabilità, cittadini ricoverati nelle RSA o assistiti a domicilio.

In Commissione Sanità del Senato è stato infatti approvato un emendamento al DDL 1241 che modifica l’articolo 30 della Legge 730 del 1983, restringendo drasticamente ciò che il Fondo Sanitario Nazionale deve garantire ai cittadini.

La norma oggi stabilisce un principio fondamentale: il Servizio Sanitario Nazionale copre non solo le prestazioni strettamente mediche, ma anche quelle socio-assistenziali strettamente connesse alla cura. Significa assistenza integrata: igiene personale, mobilizzazione, aiuto nell’alimentazione, supporto continuativo per pazienti non autosufficienti.

L’emendamento voluto dalla maggioranza cambia invece una parola decisiva: introduce il termine “esclusivamente”, limitando la copertura pubblica alle sole attività di rilievo sanitario.

Tradotto in termini concreti: lo Stato rischia di lavarsene le mani su tutto ciò che rende una persona malata ancora trattata come un essere umano.
Per un malato di Alzheimer significa che l’assistenza quotidiana potrebbe ricadere economicamente sulle famiglie.
Per un tetraplegico assistito a domicilio significa pagare di tasca propria aiuti essenziali.
Per migliaia di anziani in RSA significa vedersi scaricare addosso rette insostenibili.
Ed è ancora più grave il fatto che il testo prevedeva anche una applicazione retroattiva ai procedimenti giudiziari in corso.

Una norma del genere non è una semplice modifica tecnica. È una scelta politica precisa: trasformare il diritto alla salute in un privilegio per chi può permetterselo.

Chi è ricco continuerà a curarsi.
Chi non ha soldi dovrà indebitarsi, vendere casa, impoverire i figli oppure rinunciare all’assistenza.
È il contrario dell’idea stessa di sanità pubblica nata con il Servizio Sanitario Nazionale.

Per anni la giurisprudenza italiana ha riconosciuto che, nei casi di gravissima non autosufficienza, le prestazioni assistenziali sono parte integrante della cura sanitaria. La Cassazione ha più volte stabilito che non si può separare artificialmente la terapia dall’assistenza necessaria a renderla possibile. Eppure il governo ha provato a riscrivere tutto, in silenzio, dentro un emendamento tecnico, senza alcun confronto pubblico con cittadini, associazioni, famiglie e operatori sanitari.

Successivamente, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche e giuridiche, l’emendamento risulta essere stato contestato e sostanzialmente accantonato nel percorso parlamentare.

Ma questo non tranquillizza affatto; resta un fatto politico enorme: ci hanno provato.
Hanno tentato di ridurre il perimetro della sanità pubblica colpendo chi non può difendersi: anziani fragili, disabili gravissimi, malati neurodegenerativi, famiglie già stremate economicamente e psicologicamente. E lo hanno fatto mentre ogni giorno si riempiono la bocca di “difesa della famiglia” e “centralità della persona”.

La verità è che una società si giudica da come tratta chi è più debole. E qui siamo davanti all’ennesimo segnale di uno Stato che arretra, scarica costi sui cittadini e trasforma la cura in un lusso.

Come PCI Sanità denunciamo con forza questa deriva.
Difendere la sanità pubblica significa difendere la dignità umana.

Significa affermare che nessun anziano deve essere lasciato sporco perché non ha denaro.
Che nessun malato deve essere abbandonato a letto perché la famiglia non può pagare. Che la non autosufficienza non può diventare una condanna economica.

Il diritto alla cura non si tocca! Chi governa dovrebbe vergognarsi anche solo di aver pensato una misura simile.

Franco Cirillo
Dipartimento Stato sociale PCI

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗔 𝗙𝗜𝗔𝗡𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗚𝗡𝗢 𝗥𝗔𝗨𝗟 𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗨𝗕𝗔𝗡𝗔L'incriminazione del compagno Raul Castro da parte del Dipar...
21/05/2026

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗔 𝗙𝗜𝗔𝗡𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗚𝗡𝗢 𝗥𝗔𝗨𝗟 𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗨𝗕𝗔𝗡𝗔

L'incriminazione del compagno Raul Castro da parte del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti rappresenta un ulteriore passo verso un'aggressione militare diretta degli USA nei confronti di Cuba.

Il pretesto di questo atto, per compiere il quale gli Stati Uniti non hanno né la legittimità né la giurisdizione, è l'abbattimento di due velivoli di un'organizzazione terroristica cubano-americana, avvenuto nel 1996 nello spazio aereo cubano, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e del principio di sovranità, dopo molte altre provocazioni dello stesso tipo compiute dall'organizzazione terroristica e dopo che Cuba, senza ricevere alcuna risposta, aveva più volte avvisato le autorità statunitensi che quei voli partivano dal loro territorio.

Per comprendere quanto pretestuosa e strumentale sia questa "incriminazione", basti pensare a cosa gli Stati Uniti avrebbero fatto se aerei del Governo Rivoluzionario di Cuba avessero sorvolato il loro spazio aereo reiteratamente e senza autorizzazione.

È di pochi giorni fa l'accusa dell'Amministrazione Trump a Cuba di aver ricevuto droni da Russia e Iran, armi che il governo dell'Isola vorrebbe secondo gli USA utilizzare contro la base militare statunitense di Guantanamo (territorio cubano occupato fin dal 1903 dalle forze armate nordamericane) e il territorio USA.

Quel che è certo è che la Repubblica di Cuba e il suo popolo hanno il diritto di difendere il loro Paese e la Rivoluzione da qualsiasi aggressione militare esterna.

La successione di accuse e provocazioni da parte di Trump e Rubio sono accompagnate da un assedio economico sempre più stringente, che colpisce con rappresaglie economiche e dazi commerciali gli operatori e gli Stati che intendono commerciare e inviare petrolio a Cuba.

Il Partito Comunista Italiano ribadisce e sottolinea la sua profonda stima e ammirazione al compagno Raul Castro Ruz, colonna portante della lotta contro Batista, della guerriglia che portò al trionfo rivoluzionario del 1° gennaio 1959, della costruzione del socialismo a Cuba e della sua difesa contro l'imperialismo.

Esprime la sua disponibilità a promuovere e partecipare alle iniziative che, in Italia, verranno organizzate in difesa della Rivoluzione cubana e contro ogni tentativo di aggressione armata nei suoi confronti.

Occorre che coloro i quali hanno a cuore il diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio destino comprendano che la battaglia che il popolo e il governo rivoluzionario di Cuba stanno combattendo per riaffermare il diritto alla vita e alla difesa della Rivoluzione riguardano anche tutti gli altri popoli, indipendentemente dalle ideologie politiche: gli USA vogliono cancellare il diritto internazionale sancito dalla sconfitta del nazifascismo e stabilire un nuovo "diritto" che sia quello statunitense ad impossessarsi delle risorse di ogni nazione e ad assoggettarne le politiche.

IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO

𝗣𝗥𝗘𝗖𝗔𝗥𝗜𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗘: 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗟'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔Con la sentenza del 13 maggio 2026 la Corte di Giustizia dell’...
17/05/2026

𝗣𝗥𝗘𝗖𝗔𝗥𝗜𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗘: 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗟'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔

Con la sentenza del 13 maggio 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato incompatibile con il Diritto Europeo il sistema italiano di utilizzo dei contratti a tempo determinato per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) delle scuole statali.

Sotto accusa è il sistema di reclutamento del personale ATA che produce precariato permanente. In sostanza, come più volte hanno denunciato il PCI e le organizzazioni sindacali, i rapporti di lavoro precari non sono utilizzati solo per coprire supplenze brevi, ma anche su posti vacanti permanenti o di lunga durata, che ogni anno sono decine di migliaia.

In particolare, i giudici europei hanno rilevato che:
• la normativa italiana non prevede né una durata massima dei rapporti a termine né un limite al numero di rinnovi dei contratti del personale ATA;
• il requisito dei due anni di servizio necessario per partecipare ai concorsi finisce per incentivare il ricorso reiterato ai contratti a tempo determinato anche per esigenze strutturali e permanenti;
• il sistema italiano non offre strumenti effettivi di prevenzione e contrasto dell’abuso nella reiterazione dei rapporti a termine del personale ATA.

Gravi sono le responsabilità del Governo Meloni e dei governi precedenti per i tagli sistematici al personale e per non aver programmato i concorsi e le assunzioni a tempo indeterminato sulla base delle effettive esigenze delle scuole.

Chiediamo l’immediata stabilizzazione del personale precario e un sistema di reclutamento che garantisca stabilità e diritti a decine di migliaia lavoratrici e lavoratori.

Dipartimento Istruzione PCI

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗜𝗘𝗡𝗘 𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗗𝗜 𝗜𝗡𝗜𝗭𝗜𝗔𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗚𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥 𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗘𝗙𝗙𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗔𝗟𝗨𝗧𝗘Da metà maggio fi...
17/05/2026

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗜𝗘𝗡𝗘 𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗗𝗜 𝗜𝗡𝗜𝗭𝗜𝗔𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗚𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥 𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗘𝗙𝗙𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗔𝗟𝗨𝗧𝗘

Da metà maggio fino a settembre si raccoglieranno in tutta Italia le firme a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare (LIP) promossa dalla CGIL: “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e la valorizzazione del personale”.

L’analisi di contenuto del testo, effettuata dal nostro Dipartimento Welfare, Salute, Sanità e Servizi Sociali, ha fatto emergere che, complessivamente, questa LIP contiene una serie di disposizioni che possono, ove adottate ed implementate appropriatamente, portare ad una prima, decisiva, riorganizzazione del nostro SSN, contribuendo sia al contrasto della sua ulteriore privatizzazione che alla sua ripubblicizzazione partecipata, due linee di intervento centrali nella linea politica approvata al Congresso di Forlì del PCI nel 2025.

Vanno infatti in questa direzione l’aumento del finanziamento del SSN fino ad almeno il 7,5% del Pil nominale nel 2030 (attualmente la quota programmata dai governi neoliberisti si colloca intorno al 6% al fine di sostenere lo sviluppo del warfare a spese del Welfare e garantire profitto sulla salute), la sua destinazione a sostenere in via esclusiva i servizi a diretta gestione pubblica, le misure a favore degli operatori socio sanitari che lavorano nel pubblico, l’avvio di un percorso per l’equiparazione contrattuale tra il settore pubblico e quello privato (che oggi presenta svantaggi per i lavoratori del comparto), il blocco delle esternalizzazioni per le funzioni sostanziali del SSN, la cancellazione della Sanità dalle materie su cui applicare l’autonomia differenziata, il rilancio della Programmazione Sanitaria Nazionale (stante il clamoroso fallimento del mercato in sanità, che non solo non ha prodotto benefici ma ha accentuato le disuguaglianze nella salute tra regioni dato che la speranza di vita in salute vede un divario di 15 anni tra i cittadini della Calabria e quelli di Bolzano), la riorganizzazione dei servizi territoriali di base, dei servizi per l’età evolutiva, la salute mentale, i consultori, la tutela della salute nei luoghi di lavoro.

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜:
- ritiene, conformemente con quanto indica la letteratura scientifica, che la supposta equivalenza tra privato e pubblico in sanità sia una frottola non più sostenibile;
- individua nello sviluppo del privato in sanità la principale fonte dei molti problemi di salute e di assistenza che oggi affliggono la sanità pubblica in Italia;
- valuta che su queste basi finanziarie e giuridiche possa svilupparsi un programma di de privatizzazione del nostro SSN per porre fine ai molti danni che il privato in sanità determina da un punto di vista di popolazione;
- si batte perché siano sottoposti a critica e superati anche alcuni punti sui quali la LIP CGIL non interviene, quali la aziendalizzazione del SSN ed il “sistema del terzo pagante” che, inserito nei contratti collettivi nazionali di lavoro, investe una quota di salario differito in polizze assicurative con fornitori privati, interessando oltre 15 milioni di lavoratori;
- invita pertanto iscritti e simpatizzanti a partecipare alla raccolta di firme ed a sottoscrivere la proposta di LIP.

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔 𝗟'𝗔𝗠𝗕𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗨𝗕𝗔 𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔Lunedì 11 maggio si è tenuto a Roma, presso la sede dell'Ambasciata della R...
14/05/2026

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔 𝗟'𝗔𝗠𝗕𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗨𝗕𝗔 𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔

Lunedì 11 maggio si è tenuto a Roma, presso la sede dell'Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, un incontro fra il Segretario Nazionale del PCI, Mauro Alboresi, accompagnato da Sandro Scardigli del Dipartimento Esteri e l'Ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, accompagnato da Damian Delgado Vazquez, Consigliere Politico dell'Ambasciata.

La conversazione ha spaziato sui principali aspetti della situazione che Cuba e il suo popolo si trovano a vivere sotto l'assedio stretto dall'Amministrazione Trump, che si è andato ad aggiungere al blocco USA (e di fatto osservato anche dagli Stati alleati del governo nordamericano) che grava sull'Isola da circa 65 anni.

Il tentativo esplicito dell'imperialismo statunitense è quello di provocare una crisi umanitaria a Cuba, con il collasso della produzione, dei servizi pubblici e dell'assistenza sanitaria, allo scopo di fomentare disordini interni e creare un pretesto per un intervento militare diretto.

Il compagno Cepero Aguilar ha sottolineato l'importanza di una corretta informazione dell'opinione pubblica internazionale su cosa sta veramente accadendo, sugli scopi di questo assedio e su come il governo rivoluzionario e il Partito Comunista di Cuba stanno fronteggiando la situazione.

Donald Trump ha dichiarato giorni fa: "prenderemo il controllo dell'isola quasi immediatamente" e "non credo che si possano fare altre pressioni se non entrare e distruggere il luogo". Commentando queste frasi è stato sottolineato che il popolo cubano non vuole la guerra ma che è pronto a difendere la propria indipendenza fino all'ultima goccia di sangue e che la resa non è prevista.

Il Consigliere Damian Delgado ha ringraziato il Partito Comunista Italiano per il suo costante impegno in difesa della Rivoluzione e dell'indipendenza di Cuba, sottolineando la presenza del nostro Partito in tutte le principali manifestazioni, la promozione di iniziative proprie e la presentazione di mozioni di solidarietà con Cuba nelle assemblee elettive locali dove sono presenti suoi rappresentanti.

Le parti hanno convenuto sull'importanza di sviluppare lotte e iniziative coordinate delle forze antimperialiste e antifasciste contro la guerra; per il diritto dei popoli all'autodeterminazione.

Dipartimento Esteri PCI

Indirizzo

Via OFFANENGO N. 17
Rome
00188

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00
Domenica 09:00 - 18:00

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