03/06/2026
Un appello ai Bnei Anusim, ai discendenti dei conversos e a tutti coloro che custodiscono una memoria familiare particolare
Tra pochi giorni partirò per la Sicilia per proseguire una ricerca etnografica che sto conducendo per conto di un'importante istituzione accademica e di ri cerca internazionale. Starò il Sicilia dal 15 giugno al 30 agosto)
Il mio obiettivo non è stabilire chi sia anusim (marrano) e chi non lo sia. Non è organizzare conversioni, né certificare genealogie. Il mio lavoro consiste semplicemente nell'ascoltare e nel comprendere.
In questi anni ho imparato che non esiste un solo modo di essere Bnei Anusim.
Ci sono famiglie che hanno conservato per secoli frammenti di identità nascosta, talvolta in modo consapevole, talvolta inconsapevole.
Ci sono persone che scoprono solo in età adulta che alcuni gesti tramandati dai nonni — una candela accesa il venerdì sera, il rispetto di particolari norme alimentari, il coprire gli specchi durante il lutto, l'evitare determinate pratiche religiose — potrebbero avere radici molto antiche.
Ci sono uomini e donne che non hanno ricevuto alcuna memoria esplicita, ma che, attraverso lo studio, la lettura e la ricerca, iniziano lentamente a ricomporre i frammenti di una storia familiare dimenticata.
Ci sono persone che hanno intrapreso un percorso verso l'ebraismo contemporaneo e altre che non hanno alcuna intenzione di farlo, ma desiderano comprendere meglio la propria storia.
Ci sono infine coloro che descrivono un'esperienza difficile da spiegare: una sorta di richiamo interiore, un improvviso interesse per l'ebraismo, una domanda che emerge senza sapere bene da dove provenga.
Tutte queste esperienze meritano di essere ascoltate.
La Sicilia ha conosciuto una delle più grandi presenze ebraiche del Mediterraneo. Dopo le conversioni forzate, l'espulsione e i secoli di silenzio, molte memorie si sono perdute. Altre sono sopravvissute in forme impreviste.
Se ritieni che la tua storia personale o quella della tua famiglia possa avere qualcosa da raccontare, sarò lieto di incontrarti e di ascoltarti con rispetto, riservatezza e spirito di ricerca.
Non cerco certezze assolute. Cerco storie. Perché la storia di un popolo è fatta anche delle piccole memorie custodite nelle famiglie, nei gesti, nei silenzi e nei racconti tramandati da generazioni.
Chi desidera condividere la propria esperienza può contattarmi in privato ([email protected]).