19/10/2026
LA GENERAZIONE Z È IN RIVOLTA
Il 16 ottobre più di mezzo milione di studentesse e studenti hanno riempito le piazze di tutto il paese. Una marea che arriva da lontano: settimane di assemblee, occupazioni e agitazioni in moltissime scuole, nate dentro aule che cadono a pezzi, laboratori fantasma, e cresciute fino a mettere sotto accusa il modello di scuola che il governo Meloni sta riscrivendo pezzo dopo pezzo. Il Decreto-Legge 170/26 è soltanto l'ultimo tassello di un disegno preciso: un'istruzione disciplinata e gerarchica, il merito trasformato in selezione razziale, il sapere piegato all'obbedienza.
Il 17 ottobre le piazze di Milano, Torino e Bologna hanno cambiato volto. Le forze dell'ordine le hanno gestite nel peggiore dei modi, con cariche, lacrimogeni e cortei spezzati, fino a trasformarle in teatri di guerriglia. Dentro quei cortei è emerso un protagonismo nuovo e potentissimo: giovanissime e giovanissimi di seconda e terza generazione, spesso arrivati dalle periferie submetropolitane. È evidente che gli ultimi giorni scandiranno il tempo della mobilitazione giovanile e studentesca.
Le piazze del 16 e del 17 ottobre, da Milano fino a Roma, hanno aperto una crepa e indicato un'urgenza: la scuola, le periferie, il caro-carburanti, il carovita sono capitoli diversi della stessa storia, quella di un governo che scarica la crisi su chi ha meno. Il nostro compito è provare a tenere insieme tutto questo, lavorando sulla scalabilità: far crescere ogni assemblea, ogni blocco, ogni occupazione oltre il proprio perimetro, fino a farne rete.