02/03/2023
L'ennesima tragedia in mare si è consumata. Alla "disperazione" non può essere data la colpa del disastro però! All'inefficienza palese delle istituzioni libiche, europee ed internazionali, invece, si!
Non bisogna neppure fare di quanto accaduto "un'arma" per utilizzarla contro chi ci governa o ci ha governato, almeno, nel rispetto di coloro che hanno perso la vita in mare; bisogna tornare a ritrovare il nostro lato "umano" quale dovere civico, anzitutto, di chi svolge la funzione pubblica politica e della comunità nella sua interezza, tale da essere di esempio per coloro che ragionano ancora in maniera ipocrita ed opportunista, senza immedesimarsi, neppure per un momento, nelle persone che scappano da condizioni di vita disumane e rischiano, quotidianamente, la propria incolumità e quella dei propri famigliari o, comunque, vivono privati delle libertà fondamentali proprie di uno Stato di diritto e di una società democratica.
Ma, certamente, riscoprire il nostro lato "umano" non può che limitarsi ad essere solo uno stimolo, sebbene fondamentale, per l'ideazione della soluzione concreta al problema. E quale è quest'ultima?
Beh, sicuramente, garantire alle persone che scappano la possibilità di restare nel loro Paese, continuando a godere delle proprie radici, cultura e tradizioni, qui, concorrendo allo sviluppo economico, politico e sociale, e vivendo la possibilità di recarsi all'estero come una mera libera scelta non condizionata dalla necessità di allontanarsi da rischi e pericoli per la propria vita e futuro presenti nel luogo dove si abita, come la viviamo, del resto, anche noi, forse forse potrebbe essere la soluzione e si chiama NORMALITA'.
Queste persone, del resto, fuggono dai proprio luoghi di origine con la speranza nel cuore di poter esercitare il legittimo diritto come "essere umani" ad avere un futuro, almeno, NORMALE.
E' un po' come per coloro che sono affetti da patologie incurabili o difficilmente tali che conducono alla morte e sperano nella ricerca per avere un'opportunità di continuare a vivere: si chiama "attaccamento alla vita", il quale, oltre ad essere un istinto naturale, è anche un importante principio che valorizza l'esistenza umana; e se si è affetti da tali patologie e c'è un luogo lontano dove potrebbe esserci la cura, non importerà certamente se quel mezzo di trasporto sul quale si dovrà salire risulti sicuro oppure no, se abbia effettuato tutti i controlli e la manutenzione prescritta; non c'è neppure il tempo per pensare a certe cose, si va verso la meta e basta! Questa si chiama obiettività, nemica dell'ipocrisia.
Allora, tornando al tragico episodio della recente strage in mare, riversatasi sulle spiagge di Crotone, rammento che gli organismi internazionali non hanno mancato di intervenire, nel corso della storia, con missioni umanitarie internazionali per il mantenimento della pace e della stabilità nei Paesi martoriati da guerre civili e crisi umanitarie di particolare portata, anche attraverso il contrasto, mediante forze e sistemi di sicurezza, pure internazionali, alla criminalità in tali Paesi, ivi compresa quella che gestisce le tratte di esseri umani ed in seguito alle quali, poi, si generano certi disastri come quello recente sopra ricordato.
Infatti, il primo problema di tali aree del mondo è l'evidente incapacità del governo locale e delle amministrazioni decentrate di riuscire a garantire sicurezza, stabilità e continuo ed efficace contrasto alle organizzazioni criminali locali ed alla corruzione insediatasi all'interno dei centri di potere, amministrazione e controllo, il che impedisce lo sviluppo pacifico, sotto il profilo economico, politico e sociale, di tali territori e del relativo benessere sociale.
Dunque, bisognerebbe abbandonare, una volta per tutte, la via più semplice ed ipocrita di puntare il dito contro chi scappa per salvare la propria pelle e dei propri famigliari, con la speranza nel cuore di una vita nettamente migliore, ma, piuttosto, occorrerebbe una reale assunzione di responsabilità da parte degli organismi internazionali di affrontare questa problematica, agendo su due fronti principali e contestuali: 1) contrasto diretto alla predetta criminalità e corruzione locale, impiegando le forze e sistemi di sicurezza necessari; 2) avvio di politiche reali di sostegno (tra cui finanziamenti strutturali) allo sviluppo economico, politico e sociale dei Paesi, come la Libia, in cui sussistono crisi umanitarie che generano tragedie come quella di Crotone!
Avv. Dario Curti, Segretario Nazionale del MOHD