07/09/2026
Domani, 8 settembre, ricorre l’anniversario della morte di Fabrizio Ceruso. Era il 1974 quando, il giovane militante di Tivoli venne ucciso da un colpo sparato dalla polizia durante la grande rivolta di San Basilio. Per giorni le famiglie occupanti e i compagni accorsi da tutta Roma avevano difeso le case popolari minacciate di sgombero: barricate, lacrimogeni, scontri. Fabrizio cadde colpito al petto mentre stava dalla parte di chi rivendicava il diritto fondamentale ad abitare.Quella pallottola non ha mai trovato giustizia. Ma la memoria non si è spenta. Per più di cinquant’anni la sorella Carla Difelice Ceruso non ha mollato un centimetro. Con tenacia, rabbia e amore ha tenuto vivo il nome di Fabrizio, ha chiesto verità, ha impedito che la storia venisse archiviata tra le tante vittime senza colpevoli degli anni Settanta. Grazie a lei, e a chi non ha accettato l’oblio, oggi a San Basilio c’è una targa e uno spazio che portano il nome di quel ragazzo. Anche al Corto Circuito un dipinto eseguito da Stefano Skizzo ricorda Fabrizio Ceruso, segno che la sua figura continua a vivere nei luoghi della resistenza.
Domani non basta ricordare. Bisogna esserci. La lotta per la casa, allora come oggi, continua a essere terreno di conflitto e di repressione. Per questo i compagni sono chiamati a partecipare in massa alla manifestazione dell’8 settembre alla Balena di San Basilio, davanti alla targa collocata lo scorso anno. Non un semplice anniversario, ma un appuntamento di memoria attiva e di solidarietà concreta. Fabrizio non è un nome da commemorazione rituale. È un compagno che ha pagato con la vita l’impegno per una città più giusta. Onorarlo significa riempire le strade, difendere le conquiste, non lasciare sola Carla e non lasciare solo il quartiere. Domani a San Basilio, tutti ✊☭