Collettivo Autorganizzato Mamiani

Collettivo Autorganizzato Mamiani Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Collettivo Autorganizzato Mamiani, Organizzazione politica, Viale Delle Milizie, 30, Rome.

💣VENERDÌ 13 MARZO H17💣NON FARTELO RACCONTARE......
10/03/2026

💣VENERDÌ 13 MARZO H17💣
NON FARTELO RACCONTARE......

FESTA MAMIANI last minute 🚨🚨🚨Alcool and music💃💃ponte della musica 22:30/till late
19/02/2026

FESTA MAMIANI last minute 🚨🚨🚨
Alcool and music💃💃
ponte della musica
22:30/till late

2o/o2📍Ponte della musicah:22-till late  stacce!💃💃💃
18/02/2026

2o/o2
📍Ponte della musica
h:22-till late
stacce!
💃💃💃

+++EDUCAZIONE SUSSUO AFFETTIVA IN TUTTE LE SCUOLE ORA+++ci vediamo venerdì alle 15:00 davanti al giulio cesare!
03/12/2025

+++EDUCAZIONE SUSSUO AFFETTIVA IN TUTTE LE SCUOLE ORA+++
ci vediamo venerdì alle 15:00 davanti al giulio cesare!

+++EDUCAZIONE SESSUO AFFETTIVA IN TUTTE LE SCUOLE ORA+++ci vediamo venerdì alle h15:00 davanti al giulio cesare!
03/12/2025

+++EDUCAZIONE SESSUO AFFETTIVA IN TUTTE LE SCUOLE ORA+++
ci vediamo venerdì alle h15:00 davanti al giulio cesare!

‼️28 NOVEMBRE SCIOPERO STUDENTESCO‼️Scendiamo in piazza dalle scuole per opporci alla legge di bilancio portata da quest...
24/11/2025

‼️28 NOVEMBRE SCIOPERO STUDENTESCO‼️
Scendiamo in piazza dalle scuole per opporci alla legge di bilancio portata da questo governo, che stanzia oltre 33 miliardi per la spesa militare definanziando l'istruzione pubblica.
Sono infatti 126 milioni di euro in meno all'istruzione con i maggiori tagli fatti sull'edilizia scolastica e la sicurezza.
Dopo esserci resi complici di un genocidio tramite l'invio di armi ad israele, ci rifiutiamo di cadere nelle mani degli interessi dell'industria bellica e di chi fa della guerra un business.
L3 studenti non vogliono armi, vogliono scuole a norma, aule sicure, sicurezza e garanzie sul proprio futuro.
Opponendoci a ciò sappiamo chi è responsabile, e non varia ne dal colore politico ne dal governo, è da sempre che l3 studenti non vengono ascoltat3, e se non ci verrà dato ce lo prenderemo.
La nostra risposta sarà la lotta.
VENERDÌ 28 H.9:00 PIAZZA DELLA REPUBBLICA

MAMIO NIGHT🕺🍻❤️‍🔥28/II/2o25 h:22- till lateponte della musica Non dormire…
23/11/2025

MAMIO NIGHT🕺🍻❤️‍🔥
28/II/2o25
h:22- till late
ponte della musica
Non dormire…

FELPE MAMIANI OCCUPATOHai tempo fino a venerdì per ordinarleIn questi giorni banchetto a ricreazione✨💫Scrivici in dm:gal...
17/11/2025

FELPE MAMIANI OCCUPATO
Hai tempo fino a venerdì per ordinarle
In questi giorni banchetto a ricreazione
✨💫
Scrivici in dm:gallii .canevacci

+COMUNICATO DEI COLLETTIVI AUTONOMI ROMANI SULLO SCIOPERO DEL 14/11+‼️VOGLIAMO TUTTO‼️
16/11/2025

+COMUNICATO DEI COLLETTIVI AUTONOMI ROMANI SULLO SCIOPERO DEL 14/11+
‼️VOGLIAMO TUTTO‼️

‼️CORTEO E PRECONCENTRAMENTI DI DOMANI‼️Appuntamento alle 7:40 davanti a scuola per andare insieme
13/11/2025

‼️CORTEO E PRECONCENTRAMENTI DI DOMANI‼️
Appuntamento alle 7:40 davanti a scuola per andare insieme

Comunicato Oggi 8 novembre noi studenti del liceo Mamiani prendiamo il nostro istituto. In un sistema opprimente e repre...
08/11/2022

Comunicato

Oggi 8 novembre noi studenti del liceo Mamiani prendiamo il nostro istituto. In un sistema opprimente e repressivo, scegliamo di costruire il nostro modello di formazione e il nostro modello di socialità. È una fase storica di crisi sui più disparati fronti: da quella economica, con le relative ricadute sociali, a quella energetica; da quella climatica, ancora non degna di essere ritenuta tale, a quella politica che investe il nostro apparato istituzionale. La risposta non può essere di stampo allarmistico, non può consistere nell’evocare il feticcio dell’“emergenza”; già abbiamo attraversato le emergenze migratorie, emerse ogni qual volta le circostanze lo rendessero necessario per inibire l’opinione pubblica; abbiamo sentito parlare di emergenze abitative, a causa di sgomberi senza soluzioni e di calamità naturali mai prese in considerazione.
La vittoria del centrodestra, con una legge elettorale che non rispecchia limpidamente gli esiti delle urne e con una riforma costituzionale che ha riformulato il numero dei parlamentari, è da ridimensionare in questo quadro, connotato dall’affluenza più bassa mai registrata. Il 25 settembre quasi il 40% degli italiani si è astenuto dalle elezioni politiche, il più alto tasso d'astensionismo della storia della Repubblica, numero con il passare del tempo sempre più in aumento, sintomo di un paese che non identifica più nei partiti politici la soluzione ai suoi problemi sociali.
L’intento primario della nuova compagine governativa è naturalmente far emergere gli elementi reazionari. Non a caso le prime misure proposte spaziano da restrizioni ad occasioni di collettività a inasprimenti nel settore giudiziario. Sicuramente non ci aspettiamo politiche discontinue rispetto al percorso neoliberista concordato in sede europea a partire dal Trattato di Maastricht. È critico a tal proposito che il governo abbia rinominato il Ministero dell’Ambiente aggiungendo la dicitura “della sicurezza energetica”, quando, proprio a causa di una riforma strutturale approvata più di vent’anni fa, tentare di rimodulare il mercato energetico in un’ottica di regolamentazione dei prezzi non rientra tra le priorità dell’esecutivo. I disordini susseguitisi allo sgombero di un rave vicino Modena, divenuti d’interesse pubblico a livello mediatico, hanno costretto il governo a redigere un decreto, il cui unico fine è trovare forme di repressione ancora più efficaci e punitive. Non si interpreta il disagio di una generazione che non dispone di spazi adeguati a socializzare.

SCUOLA
La scuola pubblica si prospetta come un luogo che tende a soffocare il desiderio di conoscenza e l’autonomizzazione dell’individuo. Il metodo di apprendimento prediletto è quello mnemonico, volto esclusivamente a portare a termine le prestazioni scolastiche, privando la scuola del suo compito primario: insegnare a ragionare. Il rendimento dello studente è la condizione necessaria, e purtroppo sufficiente, per i licei per poter ambire ad una valutazione elevata da parte di Istituti privati, che si sono arrogati il compito di parametrare la qualità dell’insegnamento. I criteri adottati sono però inaccettabili. Eduscopio, per esempio, valuta l’insegnamento delle scuole “sulla base di come queste preparano per l’università o per il mondo del lavoro dopo il diploma”. Nel 2015, con la riforma della “Buona Scuola”, è stata inoltre resa obbligatoria, nonché “strutturale e fondamentale nel piano di studi”, l’alternanza scuola-lavoro. La prima conseguenza è che le imprese siano entrate nel mondo della scuola dalla porta sul retro, per far valere gli interessi non degli studenti ma del comparto aziendale. Alla scuola viene così assegnata l’ambigua funzione di orientare i giovani in ambito lavorativo, stravolgendo il principio formativo a vantaggio di chi ne possa trarre profitto in termini economici. Già le tre “i” (internet, inglese, impresa) di berlusconiana memoria, avevano tracciato la via verso la superficializzazione e la banalizzazione dell’apprendimento. Così come attualmente accade con l’enfatizzazione dell’importanza delle materie scientifiche a sfavore di quelle umanistiche. Anche il ruolo del professore in questo disegno di scuola diventa via via sempre più burocratico, dovendo questo stilare documentazioni di ogni genere. La figura del docente perde dunque il suo valore a livello sociale, venendo screditata tra le altre cose da una retribuzione salariale decisamente squalificante.La standardizzazione della didattica a livello nazionale, come voluto per ultimo dall’istituzione dell’Istituto per l’Alta Formazione, non garantisce peraltro, se non in forme limitate, la libertà d’insegnamento; nel corso dei vari anni scolastici occorre muoversi entro gli schemi dei programmi per materia stabiliti dal Miur, non sempre realizzabili (e quindi spesso da svolgere compulsivamente). La scuola non è il luogo dove prepararsi al lavoro, non è il luogo dove imporre conoscenze standardizzate e funzionali alla performance ed agli interessi aziendali, ma è il luogo dove formare individui consapevoli e autonomi che possano inserirsi nella società in modo attivo. Già il programma del nuovo “Ministero dell’Istruzione e del Merito” è contenuto nel suo stesso titolo: istruire, cioè impartire contenuti, e valorizzare i “migliori”, senza considerare a questo proposito né il tessuto socio economico di provenienza, né tantomeno il dovere dello Stato di garantire a tutti la possibilità di portare a termine il percorso scolastico. Il dovere della scuola pubblica è infatti quello di garantire una formazione equa e non selettiva, finalizzata allo sviluppo sociale e non esclusivamente alla crescita economica del Paese. L’aziendalizzazione dell’istituzione scolastica è già manifesta dall’adozione di un vocabolario che definisce ruoli e condizioni che evocano il mondo del lavoro. Ad esempio si è obbligati a sanare debiti formativi, nel corso del triennio occorre totalizzare crediti formativi, ad amministrare la scuola vi è un dirigente scolastico…
Il risultato di questa scuola è l’“individuo performante”, stretto nella necessità di rendere, privo di autonomia di pensiero, incapace di incidere attivamente all’interno della collettività e di considerarsene parte.
La scuola che vogliamo è esattamente l’opposto.
Per noi è necessaria una scuola non incentrata unicamente sulle “lezioni frontali”, che valorizzi le capacità del singolo studente, che non si basi sulla competizione ma su una maggiore collaborazione. Vogliamo che tutti abbiano pari opportunità, che ci sia un’effettiva tutela degli studenti anche dal punto di vista dei disturbi d’ansia e mentali.
In un contesto politico come questo, nel quale non siamo rappresentati, nel quale le istituzioni reprimono ogni forma di dissenso sociale, nel quale la sinistra fa la corsa a rivendicarsi le lotte studentesche, nel quale le destre si sentono possibilitate a sdoganare le proprie radici fasciste e estremamente liberali, vediamo nell'occupazione del nostro Istituto l'unica possibilità di esprimerci autorganizzandoci e autorappresentandoci.

Poche ore fa, durante la nostra occupazione, mentre svolgevamo le attività programmate, un gruppo di fascisti, a volto c...
12/02/2021

Poche ore fa, durante la nostra occupazione, mentre svolgevamo le attività programmate, un gruppo di fascisti, a volto coperto e armati di mazze, bastoni e attrezzi taglienti, ha fatto irruzione nel nostro Istituto. Dopo aver lanciato una bomba carta all’interno della scuola, indirizzata ai ragazzi che erano in cortile, hanno aggredito fisicamente due nostri compagni con bastoni ed armi da taglio. Quest’atto è la dimostrazione che la retorica che racconta i luoghi di formazione come antifascisti di per sé, è lontana dalla realtà. Sono invece le iniziative portate avanti dagli studenti e dalle studentesse a rendere la nostra scuola realmente antifascista e condivisibile da tutte e tutti. Di fronte ad un vigliacco attacco fascista che ha messo a rischio la sicurezza dei nostri compagni, chiediamo la solidarietà di tutti gli studenti, di tutte le componenti scolastiche e delle altre scuole.
Invitiamo tutti domani, alle 9:30, ad un presidio davanti alla nostra scuola per ribadire che questi ed altri atti violenti e squadristi non devono esistere e non saranno tollerati! Mostriamoci uniti nel riconoscerci tutti e tutte antifascisti!
Gli occupanti del mamiani

Indirizzo

Viale Delle Milizie, 30
Rome
00192

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