Gruppo Medaglie D'oro Al Valor Militare

Gruppo Medaglie D'oro Al Valor Militare La Sede è in Roma, in via dell'Amba Aradam, ed è completata da un Museo e da una Sala Conferenze da 60 posti. Cura la memoria degli EROI Medaglia d.ORO.

La medaglia d'oro al valor militare (M.O.V.M.), come massimo riconoscimento del valore militare, fu istituita dal re Vittorio Amedeo III di Savoia il 21 maggio 1793 «[..] per ufficiali inferiori e soldati che avevano fatto azioni di segnalato valore in guerra». Nel dritto recava il profilo del Re, nel verso un trofeo di bandiere e la scritta "al valore". Vittorio Emanuele I la soppresse per sostit

uirla il 14 agosto 1815 con l'Ordine militare di Savoia. Toccò a Carlo Alberto di Savoia ripristinarla, con regio viglietto del 26 marzo 1833, ed anzi di aggiungervi la medaglia d'argento e quella di bronzo. Le caratteristiche: sul dritto, lo scudo sabaudo con rami d'alloro, la corona reale e la scritta «al valor militare»; sul rovescio due rami di alloro che racchiudevano il nome del decorato, il luogo e la data dell'azione. Vittorio Emanuele III di Savoia, con regio decreto n. 1423 del 4 novembre 1932, emanò le nuove disposizioni per la concessione delle medaglie unitamente alla croce di guerra al valor militare. Durante la seconda guerra mondiale successivamente all'armistizio la neocostituita Repubblica Sociale Italiana adottò nell'arco temporale 1943-1945 il medesimo riconoscimento governativo vigente all'epoca ad eccezione delle insegne regie sostituite con simbologie fasciste (il gladio): esso non è mai stato legalmente riconosciuto né durante il Regno d'Italia né successivamente dalla Repubblica italiana. Dalla proclamazione della Repubblica, il 2 giugno 1946, lo scudo sabaudo è stato sostituito dall'emblema della Repubblica Italiana.

05/01/2026

Otto von Bismarck, il “Cancelliere di Ferro” che unificò la Germania e ne fu il primo cancelliere dal 1871 al 1890, morì il 30 luglio 1898, all’età di 83 anni, nella sua casa di Friedrichsruh, vicino ad Amburgo. Dopo essere stato costretto alle dimissioni dal Kaiser Guglielmo II nel 1890, Bismarck trascorse gli ultimi anni amaro, risentito e disperatamente annoiato.

Quando la sua amata moglie Johanna morì nel 1894, si dice che il Cancelliere di Ferro pianse come un bambino. Trascorse gli anni rimanenti da solo con i suoi mastini, scrivendo memorie per le quali p***e presto interesse. Le voci del suo diario ripetevano “annoiato” e “stanco” più e più volte. Nell’estate del 1898 sviluppò un’infiammazione ai polmoni e trascorse molto tempo a letto, confinato su una sedia a rotelle, parlando o cantando piano tra sé e sé.

Le sue ultime parole furono: “Per favore lasciatemi solo rivedere la mia Johanna.” L’uomo che aveva dominato la politica europea per decenni morì desiderando soltanto di ricongiungersi con sua moglie.

Ore dopo la sua morte, due fotografi di Amburgo che avevano corrotto il guardaboschi di Bismarck entrarono in casa passando da una finestra. Sistemarono il cuscino e l’orologio sul comodino per scattare la famosa fotografia sul letto di morte. Cercarono di venderla per 30.000 marchi, ma furono scoperti, processati e imprigionati.

Indirizzo

Via Dell'Amba Aradam 14c
Rome
00184

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00

Telefono

+390677205947

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