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Centro Democratico Account ufficiale del movimento politico "Centro Democratico" CENTRO DEMOCRATICO, movimento politico liberale, moderato e riformista fondato da Bruno Tabacci.

Alle elezioni politiche 2013 si presenta nella coalizione di centrosinistra alleato con il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà.

Dalle parole ai fatti: la riforma che serveNon basta denunciare: serve un cambio di rotta concreto.- Serve una netta dis...
16/10/2026

Dalle parole ai fatti: la riforma che serve

Non basta denunciare: serve un cambio di rotta concreto.
- Serve una netta discontinuità politica nell’Osservatorio sulla Disabilità. Applicare davvero la Convenzione ONU significa ridefinire composizione, priorità e metodo di lavoro.
- Escludere dall'Osservatorio chi gestisce strutture residenziali o ha interessi economici nell'istituzionalizzazione: chi decide le politiche non può essere anche chi ci guadagna.
- Approvare un vero Piano Nazionale di deistituzionalizzazione, con tempi certi, come chiede da anni il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità.
- Finanziare davvero il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, invece di tagliarne le risorse.

Le persone con disabilità hanno diritto di scegliere dove e con chi vivere. È una questione di diritti, non di favori a chi gestisce strutture.

Disabilità: chi rappresenta davvero chi?L'Osservatorio Nazionale sulla Disabilità è stato prorogato per altri tre anni, ...
12/10/2026

Disabilità: chi rappresenta davvero chi?

L'Osservatorio Nazionale sulla Disabilità è stato prorogato per altri tre anni, mantenendo la stessa composizione. Ma c'è un problema: alcune organizzazioni che partecipano alle decisioni rappresentano le persone con disabilità e, allo stesso tempo, gestiscono strutture residenziali.
Come possono contribuire a decidere sul superamento degli istituti senza un conflitto di interessi?
Le linee guida ONU chiedono di escludere dalle decisioni sulla deistituzionalizzazione chi ha interessi nel mantenimento degli istituti.
Non basta parlare di diritti mentre si conserva un sistema che rischia di negare la libertà di scegliere dove, come e con chi vivere.

Il Governo ha vinto. La Democrazia ha perso.Oggi la Camera ha approvato la nuova legge elettorale. Ecco cosa c'è dentro,...
08/10/2026

Il Governo ha vinto. La Democrazia ha perso.

Oggi la Camera ha approvato la nuova legge elettorale. Ecco cosa c'è dentro, punto per punto.

🔴 Il premierato dalla porta di servizio.
Il nome del candidato premier finisce sulla scheda. Cambiano gli equilibri della Costituzione, ma con una legge ordinaria: così il referendum non serve. Comodo.

🔴 Vinci con il 42%, governi con il 55%.
Un premio di maggioranza che trasforma una minoranza di voti in una maggioranza blindata di seggi.

🔴 450mila firme: il cartello "vietato l'ingresso".
Per chi non siede già in Parlamento, le firme da raccogliere in ogni collegio diventano quattro volte tante. E niente firma online. Chi è dentro resta dentro, chi è fuori resta fuori. Per noi è in contrasto con gli articoli 3 e 49 della Costituzione.

🔴 Le preferenze? Solo di facciata.
In cima a ogni lista c'è un capolista bloccato, scelto dai partiti. Per molti partiti sarà l'unico eletto. Il tuo voto di preferenza vale solo dal secondo posto in giù.

🔴 La parità di genere? Cancellata dove conta.
Sui capilista bloccati, cioè proprio sui posti che garantiscono l'elezione, l'alternanza di genere non vale. Il risultato si prevede facilmente: liste guidate da uomini e donne relegate alle posizioni in cui si rischia.
E questa legge la firma il governo della prima premier donna della storia italiana!

🔴 Il listone bloccato.
Chi entra con il premio di maggioranza lo decidono gli accordi tra i partiti della coalizione, non le preferenze degli elettori. La casta dei nominati è tornata.

Su premierato, premio e firme i dubbi di costituzionalità sono seri. La partita non è chiusa. E noi non ci fermiamo qui.

Che scuola vogliamo costruire?Una scuola che riconosce le differenze come parte naturale della sua comunità, dove ogni s...
03/10/2026

Che scuola vogliamo costruire?

Una scuola che riconosce le differenze come parte naturale della sua comunità, dove ogni studente si sente accolto e parte di un percorso comune.

Oggi l'inclusione è affidata quasi solo all'insegnante di sostegno e alla buona volontà dei singoli. Quando funziona è merito di docenti che fanno miracoli.
Quando non funziona nessuno ne risponde.

La nostra proposta è la cattedra inclusiva, già sperimentata in alcuni istituti.

Si basa su tre idee semplici:
1 - Formazione sull'inclusione per tutti i docenti
2 - Ore di materia e ore di sostegno per tutti i docenti
3 - Coordinamento pedagogico nella scuola

Chiariamo subito un punto: non chiediamo all'insegnante di classe di gestire da solo tre o quattro studenti con disabilità, in aggiunta a registri, progetti e burocrazia.
Il sostegno resta e diventa una risorsa per tutta la classe.
Affianca il collega nella didattica e aiuta i compagni a vivere le differenze con naturalezza.

Sono due strade complementari.
Se la formazione diventa strutturale, l'inclusione smette di dipendere dalla vocazione del singolo e diventa responsabilità di tutta la scuola.
Servono risorse, strumenti e responsabilità precise. È una scelta politica e noi la facciamo.

Siete docenti, genitori o studenti? Raccontateci cosa funziona e cosa no nella vostra scuola.

Dipartimento Cultura - Centro Democratico

Chiavarino coordinatore metropolitano di Torino di Centro DemocraticoL'assessore alla guida del Coordinamento in vista d...
01/10/2026

Chiavarino coordinatore metropolitano di Torino di Centro Democratico
L'assessore alla guida del Coordinamento in vista delle comunali

(ANSA) - TORINO, 01 OTT - L'assessore al Commercio del Comune
di Torino e leader fondatore di Civici al Centro, Paolo
Chiavarino, è stato nominato coordinatore metropolitano di
Torino di Centro Democratico, una scelta, spiega una nota, che
"mette la figura e l'esperienza amministrativa di Chiavarino al
centro della nuova proposta politica, per consolidare e
rafforzare la sinergia e la federazione tra Civici al Centro e
Centro Democratico in vista delle elezioni amministrative di
Torino a sostegno del sindaco Lo Russo e dei primi e prossimi
appuntamenti elettorali".
Chiavarino ha quindi definito una struttura esecutiva
collegiale formata da sette membri, tutti rappresentanti delle
Circoscrizioni ed esponenti del territorio. Si tratta di
Francesco Martinez, Chantal Balbo di Vinadio, Giuseppe Genco,
Maurizio Versaci, Paolo Bruzzese, Romano Luvison e Massimo
Giaretto. "Il Coordinamento - spiega Chiavarino - si è riunito
ieri con all'ordine del giorno le prossime elezioni
amministrative di Torino che vedono Centro Democratico tra i
costituenti della Lista Civici per Lo Russo sindaco. I
componenti del Coordinamento sono già al lavoro, ognuno per la
propria delega, alla proposta programmatica da sottoporre al
tavolo di coalizione di centrosinistra per la prossima
consiliatura". (ANSA).
2026-10-01T13:37:00+02:00
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La cultura deve essere sostenibile? Sì!Come stanno le cose.Ogni mattina 377mila studenti con disabilità entrano a scuola...
01/10/2026

La cultura deve essere sostenibile? Sì!

Come stanno le cose.

Ogni mattina 377mila studenti con disabilità entrano a scuola con lo stesso diritto di tutti: imparare, crescere, sentirsi parte di una comunità. Eppure la qualità del loro percorso dipende ancora troppo spesso dal caso, cioè dall'incontro con l'insegnante giusto.

I dati Istat (a.s. 2024/25):
– la loro quota sugli iscritti è quasi raddoppiata in dieci anni;
– 6 su 10 hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente;
– 57mila docenti sul sostegno non hanno una specializzazione.

La quota di docenti specializzati è salita dal 63% al 78%. È un passo avanti, ma la complessità cresce più in fretta.

Intanto le scelte del governo vanno nella direzione opposta: percorsi di specializzazione ridotti ed emergenziali e una scuola sempre più centrata sulla prestazione individuale e sulla selezione.
È una scuola che separa e sul piano culturale è un arretramento.

Dipartimento Cultura - Centro Democratico

Il tetto del 30% in classe non nasce ieri: esiste dall'8 gennaio 2010, circolare n. 2, ministra Gelmini, governo Berlusc...
26/09/2026

Il tetto del 30% in classe non nasce ieri: esiste dall'8 gennaio 2010, circolare n. 2, ministra Gelmini, governo Berlusconi. Lo ha ammesso lo stesso Valditara poche settimane fa. Sedici anni. Perché non ha mai funzionato?

- Primo: quella circolare prevedeva già cinque casi di deroga, decisi dagli uffici scolastici regionali.
- Secondo, e qui sta tutto: le regole sulla formazione delle classi richiamano il tetto precisando che applicarlo non deve aumentare il numero complessivo delle classi. Cioè: redistribuite, ma senza un'aula in più, senza una classe in più, senza un insegnante in più.
- Terzo: quando la scuola "vicina" è dall'altra parte della città, spostare un bambino di sei anni significa chiedere a una famiglia senza auto due ore di trasporto al giorno.

Ma c'è una cosa che nessuno sta dicendo, ed è la più importante.

Questo non è un problema nazionale. È un problema del Nord, e soprattutto della Lombardia.

Il 65% degli alunni senza cittadinanza italiana sta nelle regioni settentrionali. La Lombardia da sola ne ha 236mila, un quarto del totale. E secondo i dati del Ministero elaborati dalla UIL Scuola, in Lombardia superano il 30% ben 1.327 sedi scolastiche su 7.729: il 17,2%, contro l'8,9% della media nazionale.

Non è un caso: la mappa degli alunni stranieri ricalca la mappa del lavoro. Stanno dove ci sono le fabbriche, i magazzini, i cantieri, le case di riposo. Per anni quel lavoro l'ha fatto chi saliva dal Sud. Oggi lo fa chi arriva da più lontano, e i suoi figli vanno a scuola lì.

E allora una legge nazionale uguale per tutti è la risposta sbagliata a un problema che ha una geografia precisa. In Molise il tetto non serve a nulla; a Pioltello serve.

Il decreto approvato il 24 settembre mette 14 milioni per i corsi di italiano: circa 45 euro a studente. Con 45 euro l'anno non si insegna una lingua a nessuno.

Noi il problema non lo neghiamo. Una classe dove metà dei bambini non capisce le consegne è un problema didattico reale, per tutti. Ma si affronta con i docenti di italiano L2 in organico stabile dove servono davvero, con i mediatori, con le aule. Non con una soglia che esiste da sedici anni e che nessuno ha mai potuto rispettare.

Tre domande a cui il decreto non risponde:

- Chi paga il trasporto dei bambini spostati?
- Quante classi in più vengono autorizzate, e dove?
- Quanti insegnanti di italiano L2 vengono assunti, e da quando?

Se insegnate o avete un figlio in una di queste scuole, scriveteci cosa succede davvero. Senza questo, la discussione la stiamo facendo al buio.

Dipartimento Scuola — Centro Democratico

I costi scolastici per le famiglie si possono abbattere.Ecco la terza proposta:3) Regole più strette sulle adozioni dei ...
25/09/2026

I costi scolastici per le famiglie si possono abbattere.
Ecco la terza proposta:

3) Regole più strette sulle adozioni dei libri di testo e vincolo di 5 anni.

Il vincolo di durata dei testi è stato abolito nel 2012: da allora i libri possono cambiare (e cambiano) ogni anno.
Ogni nuova edizione azzera il valore dell'usato, rendendo di fatto non percorribile anche la strada del comodato d'uso e dello scambio/vendita dell'usato.

La proposta ha il grande vantaggio di non costare nulla allo Stato, ma ha due obiezioni:
- i docenti
- le case editrici

- I docenti denunciano una limitazione alla loro libertà di scelta; limite che potrebbe però essere superato facilmente con la pubblicazione, per le sole materie che lo richiedono, di semplici dispense di aggiornamento a costi molto inferiori rispetto all'acquisto di un testo nuovo.
- Le case editrici ne fanno un'obiezione tutta di parte e di tipo solo economico: meno testi nuovi meno introiti.

Cosa ne pensate di queste proposte?
Ne avete altre?

Dipartimento Scuola - Centro Democratico

I costi scolastici per le famiglie si possono abbattere.Vediamo la seconda proposta:2) Libri in comodato d'uso forniti d...
22/09/2026

I costi scolastici per le famiglie si possono abbattere.
Vediamo la seconda proposta:

2) Libri in comodato d'uso forniti dalla scuola dal primo anno di ogni ciclo

La legge lo permette dal 1998 per le scuole secondarie ma il problema è la scala:
- il fondo statale copre solo il 10% circa della spesa delle famiglie;
- si accede per domanda con scadenze diverse regione per regione; in alcune si chiudono a metà ottobre a libri già comprati.

È un buon strumento per contenere la spesa, ma per incidere realmente sui costi richiede più fondi e più organizzazione.

Cosa ne pensate di questa proposta?
Ne avete altre?
Scrivetecelo qui ⤵️

Dipartimento Scuola - Centro Democratico

Nel post precedente abbiamo messo i numeri: 1,2 miliardi di euro a carico delle famiglie per il rientro a scuola, con il...
18/09/2026

Nel post precedente abbiamo messo i numeri: 1,2 miliardi di euro a carico delle famiglie per il rientro a scuola, con il Mezzogiorno che paga di più. Molti di voi ci hanno scritto quanto hanno speso. Adesso arriva la domanda difficile: cosa si può fare?

Ci sono alcune strade praticabili. Vediamone tre, con vantaggi, difetti e obiezioni.
Iniziamo dalla prima:

1. Detrazione al 19% sui libri di testo. Oggi i testi restano fuori dalle detrazioni per spese di istruzione. Portarceli costerebbe allo Stato tra i 70 e i 140 milioni. Aiuterebbe molti, ma non si applica a tutti: ne è escluso proprio chi ne ha più bisogno, perché con redditi troppo bassi non si paga IRPEF e non c'è nulla da detrarre. Inoltre rimborsa l'anno dopo: non aiuta a settembre, quando i soldi servono.

Cosa ne pensate di questa proposta?
Ne avete altre?
Scrivetecelo qui sotto ⤵️

Dipartimento Scuola - Centro Democratico

Indirizzo

Via Ludovisi 36
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00

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