12/05/2026
VILLA BORGHESE, SOSPESA NEL TEMPO
Roma si sa, è una città densamente popolata e di conseguenza estremamente caotica. Un via via di gente, di automobili, autobus, lavoratori che si spostano per la città, turisti che in ogni luogo si affollano armati di seducenti macchine fotografiche.
Eppure, nonostante sia così grande e piena, ci sono degli angoli di Roma che restano sospesi in un’atmosfera di pace e tranquillità. Uno di questi meravigliosi posti è Villa Borghese.
È situata all’interno del bellissimo parco, nato come giardino rinascimentale e realizzato da Flaminio Ponzio, a partire dal 1608, per ospitare la villa del cardinale Scipione Borghese (i lavori furono conclusi nel 1617, a cui seguirono numerosi rimaneggiamenti fino a quello definitivo del 1822, secondo il gusto neoclassico).
Lo spazio è davvero molto ampio, tanto che anche se di gente all’interno ce n’era (anche se non moltissima) avevo la sensazione di essere ben lontana dal caos cittadino, immersa in un’atmosfera di serenità, in un silenzio interrotto talvolta dal cinguettio di qualche uc***lo, o dalla comparsa di qualche pappagallo (sì, ci sono i pappagalli!). C’è una strada che guida direttamente alla Villa, e tutt’attorno c’è verde: ampi prati costellati da pini marittimi e altri alberi , zone con giardino all’italiana, aree in stile inglese, edifici, fontane e laghetti, statue. È davvero un parco incantevole, che riesce ad accompagnare il visitatore cullandolo con questa serenità che lo prepara perfettamente alla visita che lo attende.
La villa rinascimentale, decorata secondo i canoni manieristi, doveva ospitare le straordinarie raccolte di opere d’arte del cardinale Borghese. È proprio lì che il visitatore vuole entrare. Già la facciata stupisce per la sua elegante e candida bellezza.
Occorre scendere per fare i biglietti e poi salire nel portico per poi iniziare il percorso. Le stanze sono tutte riccamente decorate – pareti, soffitti e pavimenti – ed ognuna ospita almeno un’opera che merita di essere visitata e ricordata per tutta la vita. Si incontra l’elegantissima grazia della Paolina Borghese di Canova, il travolgente dinamismo delle più belle statue del Bernini (David, Apollo e Dafne, Ratto di Proserpina) eseguite per il Cardinale Scipione; opere di Dosso Dossi, Domenichino, Correggio, Antonello da Messina, Rubens, Veronese; l’interpretazione cinquecentesca della bellezza nelle opere di Tiziano (tra cui Amor sacro e amor profano); e poi Caravaggio, con opere giovanili e opere mature, potendo apprezzare il suo sapiente uso della luce mescolato alle vicende di Cristo: Giovane con una cesta di frutta, Madonna dei Palafrenieri, San Girolamo, San Giovanni Battista, Davide con la testa di Golia.
Ok, siete pronti ad iniziare questo magnifico viaggio? Bene! Ah mi raccomando, niente flash!!
La visita purtroppo dura obbligatoriamente solo due ore, veramente troppo poco per poter godere davvero dello splendore di ciò che si sta guardando. Se avete in programma di andarci, fateci un pensierino, ma soprattutto prenotate prima!
La visita durerà anche due ore, ma in mezzo a simili capolavori il tempo si ferma. Si torna indietro all’epoca di quegli artisti, ci si sofferma a riflettere sul fatto che queste opere non periranno mai e resteranno sempre qui, a ricordarci che l’uomo è anche capace di grandezza, e non solo la grandezza della conquista e della tecnologia. La grandezza dell’arte sta nel fatto che è universale, vale per tutti, senza possibilità di errori, al di là di ogni tempo e spazio, accomunando tutti gli uomini in quanto esseri capaci di bellezza. E poi, i Greci ce l’hanno insegnato: kalos kai agathos, il bello è anche il buono.
La visita è finita, le riflessioni profonde anche, ma non il senso il appagamento e di gioia che ci siamo guadagnati. Queste belle sensazioni continuano stimolate dal tiepido sole di primavera e dal verde che ci avvolge una volta usciti. Quel prato sembra dire “Dai sdraiati su di me e guarda le nuvole! La vita è bella!”. È proprio vero! Anche noi abbiamo ascoltato il suggerimento del prato e ci siamo stravaccati (!) a goderci il momento….. finchè un grosso nuvolone nero ci ha minacciati di reindirizzarci verso la metropolitana. E allora via in fretta verso la strada di casa! Abbiamo percorso a ritroso via Vittorio Veneto, che solo al ritorno mi sono accorta essere proprio quella via Vittorio Veneto, la via della Dolce vita.
Foto di rito e poi di corsa verso la metro, i goccioloni iniziano a cadere!
Una volta rientrati a casa si è stanchi, ma lo spirito è rigenerato.
📌da un post di Maria Farina