Il tempo libero delle persone con Sindrome di Down spesso, sia per organizzazione familiare che per scelte di politica sociale pubbliche, rischia di diventare un contenitore da riempire di cose poco pensate con i diretti interessati. Da questa riflessione si vuole partire per attuare un progetto di gruppo che sia pensato, costruito ed orientato verso i suoi fini ultimi, attraverso la partecipazion
e imprescindibile degli utenti stessi. I “Circoli”si rivolgono a persone con SD che hanno alle spalle almeno cinque anni di coinvolgimento nei progetti educativi dell’AIPD e che, per ragioni diverse, sentono l’esigenza di confrontarsi con contesti sociali nuovi ed esperienze di autonomia più elaborate. I “Circoli” si pongono quindi, e innanzi tutto, come un “luogo” da costruire insieme, da contestualizzare nel territorio, nell’intento di comunicare e condividere la propria realtà con quelle circostanti. I Circoli rappresentano anche il punto di partenza per la definizione progressiva degli obiettivi che ciascun gruppo vorrà perseguire, facendo sì che, nel corso dell’anno, ciascun Circolo possa acquistare un’identità propria ed arrivare ad approvare un proprio Statuto. I Circoli sono uno spazio da vivere ma soprattutto da imparare a gestire in autonomia, pensato per lasciare ampi spazi al confronto e per consentire ai suoi membri di approfondire e discutere argomenti che riguardano la loro età e le sfide che il diventare adulti comporta. Protagonismo, responsabilità, autodeterminazione, rispetto sono concetti che se non vengono realmente vissuti rimangono completamente privi di significato. In questo senso, la regola d’oro del protagonismo sarà riletta nel contesto più ampio del gioco di squadra, non per questo sottraendo spazio alle singole idee ed ai bisogni individuali. Puntare tutti insieme al raggiungimento di un traguardo comune sarà l’occasione per agire le proprie autonomie in chiave più matura, la consapevolezza dell’operare in gruppo sarà il viatico per percepire con maggior chiarezza la propria identità. Incrementare le competenze di un gruppo di giovani e adulti con SD al fine di favorirne l’inserimento sociale e lavorativo. Offrire agli utenti le occasioni concrete per emanciparsi progressivamente dalla figura dell’educatore nella gestione ed organizzazione degli spazi comuni, fino a farne completamente a meno. Costruire, con il contributo dei partecipanti, un ambiente ricco di occasioni di confronto ma anche di spunti reali per agire “nella” realtà
Imparare a lavorare in squadra vedendo finalizzati i propri sforzi non necessariamente nel breve periodo
(organizzazione del tempo libero, obbiettivi individuali), bensì nella progettazione e costruzione progressiva di realtà più complesse ed articolate.