Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali Pagina ufficiale della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

La Sovrintendenza Capitolina gestisce, mantiene, valorizza i beni archeologici, storico-artistici e monumentali di proprietà di Roma Capitale. La vasta consistenza del suo patrimonio culturale e le caratteristiche per certi aspetti uniche del suo territorio - la città di Roma comprende, tra l’altro, il più grande centro storico del mondo, in gran parte cinto dalle Mura Aureliane, tutelato dall’ Unesco come “patrimonio dell’umanità” - ha reso necessaria l’istituzione di una specifica Sovraintendenza. Nel 1872 viene istituita la Commissione Archeologica Comunale, che aveva il compito di seguire le attività edilizie che stavano trasformando l’immagine della città. Nel 1900 venne ravvisata la necessità di istituire il Comitato di Storia ed Arte e la Commissione per la conservazione delle mura. Il cospicuo incremento del patrimonio verificatosi nel corso degli anni, dall'unità d’Italia in poi, ha portato alla necessità di ridisegnare il ruolo e le funzioni proprie delle vecchie commissioni e di pervenire alla istituzione di un’unica struttura comunale che fosse in grado di coordinare sia la gestione dell’ingente patrimonio culturale, sia gli interventi finalizzati alla sua fruizione e valorizzazione, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Statali. Le attività istituzionali della Sovrintendenza Capitolina superano oggi l’ambito conservativo, per estendersi nell'area della valorizzazione del patrimonio e della promozione culturale. Particolare rilevanza assume la corposa programmazione di mostre di livello internazionale e di spessore scientifico, che - unitamente alla gestione dei 21 musei civici riuniti nella rete Musei in Comune – contribuisce alla costante crescita dei visitatori. La Sovrintendenza ai Beni Culturali è, nell'ambito dell’organizzazione capitolina, una “Struttura di Linea”, articolata in tre Direzioni (Tecnico –Territoriale; Gestione delle Risorse e valorizzazione del Patrimonio; Musei) e in diverse unità organizzative che operano ciascuna in specifici settori.

16/09/2026

Sempre più autori scelgono di utilizzare la street art per parlare di ambiente, cambiamento climatico, inquinamento, tutela delle specie a rischio di estinzione e sostenibilità. I volontari del progetto di Servizio Civile Universale “Street art a Roma” hanno perciò realizzato un filmato dedicato ad opere che affrontano queste tematiche sui muri di Roma, che pubblichiamo in occasione della Settimana Europea della Mobilità 2026.

I principali progetti che includono le opere filmate sono:
E.C.O. – Ecologia, Condivisione, Opportunità per il Mare di Roma, curato da Mirko Pierri (a.DNA project), nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, attraverso la realizzazione di opere di street art negli spazi pubblici del Municipio Roma X.

Street Art For Rights (2022), ideato e diretto da Giuseppe Casa e curato da Oriana Rizzuto, è organizzato dall’associazione culturale Taste and Travel in collaborazione con MArteGallery. Promosso da Roma Capitale e realizzato in collaborazione con SIAE, si articola in un programma triennale volto alla creazione di un museo a cielo aperto. Attraverso il linguaggio della Street art, il progetto pone l’attenzione: “sui diritti umani sociali, economici e di solidarietà”. In tale contesto si sono adottati come contenuto del progetto gli obiettivi proposti dall’Agenda 2030 dell’ONU, promuovendo la realizzazione di opere murali ispirate ai diciassette “Sustainable Development Goals”.

Le opere in ordine di apparizione nel video sono:
Iena Cruz, Hunting Pollution, 2018, Via del Porto Fluviale;
Shout, EcoIvy, 2026, Viale Marconi;
Lucamaleonte, Nido, 2024, Corso Duca di Genova;
Daniele Geniale, Il Sereno, 2024, Via di Santa Maria Goretti;
Moby Dick, Mare Libero, 2026, Lungomare Toscanelli;
Hitnes, A possible history (of fishes), 2024, Via Capo Sperone;
Martina Cips, Ape, 2023, Via Domenico Baffigo;
Teddy Killer, Pachamama, 2023, Via Stesicoro;
ETNIK, Goal 12 - Consumo e produzione responsabili, 2022, Via di Settecamini;
Fabio Petani, Goal 13 - Lotta al cambiamento climatico, 2022, Via di Settecamini;
Natalia Rak, Goal 15 - Vita sulla Terra (Melody of the soul), 2022, Via di Settecamini;
Davide Toffolo+Marqus, Goal 11 - Città e comunità sostenibili, 2022, Via di Settecamini;
Barbara Oizmud, Goal 14 -Vita sott’acqua, 2022, Stazione Ponte Mammolo.

L’affresco della Città Dipinta e il Grande Mosaico rinvenuti all’interno delle strutture sottostanti le Terme di Traiano...
11/09/2026

L’affresco della Città Dipinta e il Grande Mosaico rinvenuti all’interno delle strutture sottostanti le Terme di Traiano rappresentano un unicum nell’archeologia romana, un contesto di pregio per dimensioni, qualità artistica e soggetti rappresentati. Ma si tratta anche di un contesto molto delicato, le cui condizioni di conservazione vanno attentamente monitorate soprattutto in relazione all’impatto della presenza antropica. Proprio per questo motivo, l’apertura al pubblico è iniziata in via sperimentale, restringendola a un numero limitato di giornate e di visitatori ammessi per ogni turno, con l’obiettivo in futuro di garantire una fruizione più ampia di queste splendide opere.

Sul Colle Oppio, sotti i resti delle 𝐓𝐞𝐫𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐚𝐢𝐚𝐧𝐨, si celano straordinarie testimonianze dell’arte dell’antica Roma ...
09/09/2026

Sul Colle Oppio, sotti i resti delle 𝐓𝐞𝐫𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐚𝐢𝐚𝐧𝐨, si celano straordinarie testimonianze dell’arte dell’antica Roma venute alla luce nei recenti anni di scavi, un unicum nel panorama archeologico:
- l’𝐚𝐟𝐟𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐢𝐭𝐭à 𝐃𝐢𝐩𝐢𝐧𝐭𝐚, che raffigura in circa dieci metri quadrati una veduta urbana a volo d’uccello
- il 𝐆𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐌𝐨𝐬𝐚𝐢𝐜𝐨, il più esteso mosaico parietale conservato dell’antichità, con la rappresentazione di un fondale di scena teatrale popolato da figure (tra le quali una Musa e un Filosofo), e una struttura che potrebbe identificarsi con il porto dell’imperatore Claudio.

Si tratta di decorazioni pertinenti a edifici della II metà del I sec. d.C., sopra i quali venne poi edificato l’impianto termale, e che ora è possibile ammirare grazie alla conclusione di un progetto PNRR di restauro che ha coinvolto anche l’esedra sud-occidentale delle Terme, ora valorizzata da nuovi percorsi pedonali, un nuovo sistema di illuminazione e un sistema di sedute a cavea ideato per accogliere eventi.

Venite a scoprire il nuovo 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐞𝐫𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐚𝐢𝐚𝐧𝐨 con un programma di visite guidate gratuite nei fine settimana di settembre (prenotazione allo 060608).
Confidando nella collaborazione del pubblico, per assicurare la salvaguardia di questi luoghi preziosi gli ingressi saranno contingentati.

Per info https://bit.ly/46L9oiL

Il prossimo 1 settembre riprendono le visite di 𝐏𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐞, il programma di itinerari alla scoperta di Roma Mode...
28/08/2026

Il prossimo 1 settembre riprendono le visite di 𝐏𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐞, il programma di itinerari alla scoperta di Roma Moderna e Contemporanea condotti da curatori della Sovrintendenza.

Appuntamento alle 9:30 con 𝐈𝐥 𝐁𝐚𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐀𝐫𝐝𝐞𝐚𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚, per info https://bit.ly/3St504B

Il monumento a Giuseppe Gioachino Belli a Trastevere non è solo un omaggio a un poeta: è il racconto di una Roma che cer...
21/08/2026

Il monumento a Giuseppe Gioachino Belli a Trastevere non è solo un omaggio a un poeta: è il racconto di una Roma che cercava una nuova identità dopo la Breccia di Porta Pia.

Quando il 4 maggio 1913 venne inaugurato davanti a una folla festante e alle autorità cittadine, con il sindaco Ernesto Nathan presente alla cerimonia, i romani applaudirono soprattutto la straordinaria modernità con cui lo scultore Mario Tripisciano aveva scelto di rappresentare il “poeta di Roma”. Non un’immagine solenne e distante, ma un Belli vivo, colto quasi come in uno scatto fotografico: appoggiato pensieroso alla spalletta del ponte Fabricio, con cilindro e mantello, mentre attraversa idealmente il Tevere.

Attorno a lui si sviluppa un intero racconto simbolico della città: il Tevere personificato insieme a Romolo e Remo, il Pasquino circondato dal popolo romano, la memoria di una Roma ironica, popolare e critica verso il potere.

L’idea del monumento nasce già alla fine dell’Ottocento, in un clima fortemente anticlericale, ma viene accantonata dopo le polemiche suscitate dal monumento a Giordano Bruno. Solo nel 1908 il progetto riprende forza grazie a un nuovo comitato sostenuto da intellettuali e cittadini.

Il monumento fu finanziato quasi interamente da una sottoscrizione popolare. Servivano 30.000 lire e contribuirono cittadini comuni, il sindaco Nathan, la regina Margherita e perfino lo stesso scultore, che rinunciò al compenso.

Capolavoro dell’architettura rinascimentale, ponte Sisto prende il nome dal pontefice Sisto IV della Rovere (1471-1484),...
14/08/2026

Capolavoro dell’architettura rinascimentale, ponte Sisto prende il nome dal pontefice Sisto IV della Rovere (1471-1484), che lo costruì in occasione del Giubileo del 1475 per rendere più agevole il collegamento con il Vaticano e con il popolare rione di Trastevere. Esempio tipico di riutilizzo dei monumenti antichi nella Roma sistina, il ponte fu costruito sui piloni di quello di Agrippa, richiamando l’architettura dei ponti romani con quattro arcate e occhio centrale.

Dopo l’Unità d’Italia, nel 1877, per sopperire alle necessità dell’aumentato traffico cittadino, il ponte fu sottoposto ad un intervento di allargamento che ne alterò completamente l’aspetto originario. Vennero realizzate due passerelle metalliche in ferro dolce e ghisa, sospese ai lati del ponte oltre i parapetti, che vennero demoliti per gran parte dell’altezza. “Ponte Sisto ha messo le ali”: così inizia una celebre pasquinata di quegli anni.

Dopo più di un secolo il deterioramento delle strutture metalliche delle passerelle portò, nel secolo scorso, al restauro degli anni ‘90 che recuperò la sostanziale leggibilità dell’architettura quattrocentesca con la realizzazione di nuovi parapetti sul modello rinascimentale e la rimozione definitiva delle “ali” ottocentesche.

Sono ancora visibili alcuni lacerti dell’antica struttura, tra cui i quattro emblemi sistini e lo stemma situato sotto l’ultima arcata del ponte verso Trastevere. Le due grandi lapidi quattrocentesche sono state invece rimosse per problemi legati alla loro conservazione e il testo trascritto a una testata del ponte.

A Villa Torlonia è stato riattivato il laghetto del Fucino, realizzato da Alessandro Torlonia intorno al 1878 in ricordo...
10/08/2026

A Villa Torlonia è stato riattivato il laghetto del Fucino, realizzato da Alessandro Torlonia intorno al 1878 in ricordo dell’impresa da lui compiuta del prosciugamento del Lago del Fucino in Abruzzo. Il laghetto di Villa Torlonia ne ripete la forma e anche la differenza di profondità in maniera proporzionale a quello originale.

I lavori hanno avuto la durata di due mesi e hanno previsto il ripristino della tenuta stagna dell'invaso con rifacimento dell’impermeabilizzazione.

Continuano gli interventi di manutenzione del patrimonio: questa volta siamo sul Gianicolo dove è in corso un intervento...
07/08/2026

Continuano gli interventi di manutenzione del patrimonio: questa volta siamo sul Gianicolo dove è in corso un intervento biocida per la rimozione delle patine biologiche che periodicamente intaccano i busti dei patrioti del Risorgimento. Nelle immagini lo stato delle sculture prima dell’intervento.

Le operazioni – previste annualmente a rotazione su tutti i busti - si concluderanno con il lavaggio delle sculture e la rubricatura, consistente nel ripristino della leggibilità delle iscrizioni. L’applicazione di pellicole di cellophane svolge la duplice funzione di intensificazione dell’effetto biocida e di protezione del pubblico dalle sostanze applicate.

In piazza del Pantheon si sta procedendo alla rimozione delle patine biologiche sviluppatesi sulla Fontana della Rotonda...
06/08/2026

In piazza del Pantheon si sta procedendo alla rimozione delle patine biologiche sviluppatesi sulla Fontana della Rotonda a causa dalle elevate temperature delle ultime settimane. Con l'occasione si sta procedendo anche ad un lavaggio generale delle superfici per la rimozione del guano e della sporcizia causata dall'elevata frequentazione antropica.

La conclusione dell'intervento è prevista per domani.

Nel primo giardino del Roseto di Roma Capitale, si trova la piccola Fontana del Delfino, realizzata su progetto dell’arc...
30/07/2026

Nel primo giardino del Roseto di Roma Capitale, si trova la piccola Fontana del Delfino, realizzata su progetto dell’architetto Adolfo Marini, uno dei vincitori del concorso pubblico del 1928.

Il bando richiedeva la sostituzione delle antiestetiche fontanelline in ghisa, ancora in uso nei quartieri più importanti della città, con dieci nuove fontanelle in travertino, che coniugassero criteri artistici con esigenze di pubblica utilità.

Ogni professionista aveva la possibilità di partecipare alla gara con uno o più progetti, da inviare in forma anonima, per essere identificabili solo attraverso un motto inciso o scritto indelebilmente. Nel maggio del 1929 i trecento bozzetti esaminati dalla Commissione giudicatrice furono esposti presso la Serra del Palazzo delle Esposizioni e il 28 ottobre dello stesso anno, in occasione del settimo anniversario della Marcia su Roma, le fontanelle vincitrici furono inaugurate.

Relativamente a via di Borgo Vecchio, la Commissione ritenne meritevole di premiare il progetto n. 41, distinto dal motto “Fiore”, che risultò corrispondere alla fontanella a parete disegnata dal Marini: all’interno di una nicchia, sulla cui sommità campeggia la scritta ACQUA MARCIA, un pesce guizzante, simile ad un delfino, riversa dalla bocca un getto di acqua in un piccolo bacino emisferico, sostenuto da un piedistallo cilindrico.

Con le demolizioni della Spina di Borgo, il manufatto venne smontato e immagazzinato in uno dei fornici del Teatro di Marcello: qui rimase fino al 1983, quando fu riassemblato e collocato all’interno del Roseto.

Indirizzo

Piazza Lovatelli, 35
Rome
00186

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