20/03/2026
COMUNICATO STAMPA
“Il Manicomio Invisibile”: a Roma la presentazione del libro di Gaetano Infantino
Un viaggio tra Psiche e Arte per smantellare lo stigma della salute mentale.
ROMA – Si è tenuta ieri, presso la prestigiosa Sala Rossa del Municipio VII, la presentazione del volume “Il manicomio invisibile. Un viaggio verso la consapevolezza”, opera dello psicologo e psicoterapeuta Gaetano Infantino. L'evento, che ha visto una straordinaria partecipazione di cittadini e operatori del settore, ha segnato l’esordio della collana “Psiche&Arte”, un progetto che intende unire la parola clinica al gesto creativo per restituire dignità alla fragilità umana.
All'incontro, moderato dal Dott. Parisella, hanno preso parte l'Assessore alla Cultura del Municipio VII, Dott. Riccardo Sbordoni, e il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) dell’ASL Roma 2, Dott. Massimo C***a. Presente in sala anche una delegazione del Centro Studi e Documentazione (CSD) "Luigi Attenasio – Vieri Marzi", struttura che Infantino ha guidato per oltre un decennio.
Il cuore del dibattito è stato il concetto di "manicomio invisibile": non più una struttura fisica fatta di mura e cancelli, ma una barriera immateriale costruita dallo stigma sociale e dall'auto-stigma che condanna chi soffre di disturbi mentali all'isolamento e alla vergogna.
“Oggi abbiamo bisogno di andare oltre la cartella clinica per raccontare come batte il cuore di chi abita i servizi”, ha dichiarato Gaetano Infantino durante il suo intervento, sottolineando come l'opera nasca dall'incontro terapeutico con "Carlo", un paziente che attraverso la scrittura ha trasformato il proprio caos interiore in una testimonianza di resistenza. “L’arte non è solo intrattenimento, ma uno strumento primordiale per risalire dagli abissi e smantellare i pregiudizi”.
Il Dott. Massimo C***a, nella sua relazione, ha evidenziato l'attualità del messaggio basagliano contenuto nel libro, ricordando che la "guarigione" passa inevitabilmente attraverso il riconoscimento della dignità della persona e il superamento della logica puramente farmacologica a favore di una cura basata sulla relazione. C***a ha inoltre richiamato l’attenzione sulle criticità dei servizi territoriali, sottolineando la necessità di maggiori risorse per garantire una reale integrazione sociale.
L'evento, ripreso integralmente dalle telecamere di una televisione locale, si è concluso con un lungo confronto con il pubblico, a testimonianza di quanto il tema della salute mentale, se trattato con la "lente" dell'arte e dell'umanità, sia capace di toccare corde profonde nella collettività.
Il volume “Il manicomio invisibile” rappresenta un invito a non temere le proprie ombre e a riconoscere, come scrive l'autore, che “non c’è cura senza bellezza, e non c’è arte che non sia un grido di vita”.