Quartiere
Q. V Nomentano
Stato Italia
Regione Lazio
Provincia Roma
Città Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma II
Data istituzione 20 agosto 1921
Codice 205
Superficie 3,2611 km²
Abitanti 39 245 ab. (2016)
Densità 12 034,28 ab./km²
Coordinate: 41°54′54.22″N 12°31′04.68″E (Mappa)
Zona urbanistica:
Nomentano
Stato Italia
Regione Lazio
Provincia Roma
Città Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma II
Data istituzione 29-30 luglio 1977
Codice 3A
Superficie 2,91 km²
Abitanti 39 231 ab.[4] (2016)
Densità 13 481,44 ab./km²
Nomentano è il quinto quartiere di Roma, indicato con Q. V.
Il toponimo indica anche la zona urbanistica 3A del Municipio Roma II di Roma Capitale.
Benché non ufficiale, è invalsa anche la denominazione di NOMENTANO-ITALIA
Geografia fisica
Territorio
Si trova nell'area nord-est della città, a ridosso delle Mura aureliane. Ha la forma di un triangolo irregolare e poggia su un terreno ondulato.
Il quartiere confina:
a nord-ovest con il quartiere Q. IV Salario e con il quartiere Q. XVII Trieste
a est con il quartiere Q. XXI Pietralata
a sud con il quartiere Q. VI Tiburtino
a sud-ovest con il rione R. XVIII Castro Pretorio
Storia
Il Nomentano è fra i primi 15 quartieri nati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921 e prese il nome dalla via Nomentana.
La costruzione iniziale risale alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX. Testimonianze di tale sviluppo sono evidenti soprattutto nella zona del Policlinico Umberto I, esso stesso completato nel 1902.
La zona ha avuto poi un forte sviluppo, soprattutto come zona residenziale, nel ventennio fascista e nell'immediato secondo dopoguerra, in cui si è arrivati rapidamente alla saturazione dello sviluppo territoriale.
Durante la seconda guerra mondiale il quartiere fu obiettivo di aspri bombardamenti da parte delle forze alleate, in particolare di quello del 14 marzo 1944, ricordato come il terzo più grande sulla capitale per tonnellaggio e numero di vittime. Come detto, lo sviluppo edilizio del dopoguerra ha totalmente cancellato le cicatrici provocate dai bombardamenti. Altre tensioni all'epoca erano dovute alla ricerca da parte delle forze fasciste di ebrei dopo la promulgazione delle leggi razziali: il quartiere, infatti, ospita una vasta comunità ebraica nei pressi di piazza Bologna, con una sinagoga in via Padova.
Stemma
D'oro al monte (Monte Sacro) di verde col ponte su l'Aniene d'argento.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
Intensivo di abitazione, via Catania 69
Villino Ximenes, piazza Galeno. Ettore Ximenes (1902)
Villino Wille, via Andrea Cesalpino. Ernst Wille (1907)
Casa ICP Sant'Ippolito II (Tiburtino II), detta "Casa del Sole"[11], via della Lega Lombarda. Innocenzo Sabbatini (1929-30)
Ufficio postale Nomentano, piazza Bologna. Mario Ridolfi (1933)
Palazzi Federici[12], viale XXI Aprile/via Famiano Nardini/via Costantino Corvisieri/via Enrico Stevenson. Mario De Renzi, impresa Federici (1931-37)
Biblioteca Nazionale Centrale, su viale Castro Pretorio.
Cinema Jolly[13], via della Lega Lombarda/via Giano della Bella. Francesco De Intinis (1947-49)
Città del Sole[14], via della Lega Lombarda/via Arduino, studio Labics (2015)
Architetture religiose
Chiesa di Sant'Angela Merici
Chiesa di Santa Francesca Cabrini, via della Marsica.
Chiesa del Corpus Domini, via Nomentana
Chiesa di San Giuseppe a via Nomentana
Chiesa di Sant'Ippolito, viale delle Provincie
Chiesa di Sant'Angela Merici, via Bartolomeo Marliano
Chiesa di Sant'Orsola, via Livorno
Chiesa di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e dei Santi Martiri Canadesi, via Giovanni Battista De Rossi
Chiesa dei Santi Sette Fondatori, via Bari
Architetture militari
Batteria Nomentana, via Nomentana/via della Batteria Nomentana (1884-90)
Caserma "Castro Pretorio", su viale Castro Pretorio.
Siti archeologici
Catacomba di San Nicomede, via Nomentana
Catacomba di Sant'Ippolito, via dei Canneti
Catacombe di Villa Torlonia, via Nomentana
Ville
Mausoleo di Tor di Quinto sulla via Nomentana, davanti a villa Blanc.
Villa Torlonia, via Nomentana
Villa Mirafiori, via Carlo Fea (1878)
Villa Massimo, largo di Villa Massimo (1913)
Villa Blanc, via Nomentana, inizio XX secolo
Altro
Monumento ai caduti della Guardia di Finanza della Grande Guerra[15], largo XXI Aprile. Amleto Cataldi (1930)