11/03/2026
Caso "Famiglia nel Bosco": My Way Community International denuncia la "burocrazia del dolore".
«Nessuna firma "sofferta" vale quanto il trauma di un bambino sradicato.» My Way Community International risponde al Tribunale dell’Aquila smontando l'ipocrisia del linguaggio giuridico che nasconde i fallimenti del sistema minorile italiano. Tra dati ISTAT e l'abbandono dei ragazzi al compimento della maggiore età, My Way community International lancia un appello per fermare l'uso della forza giuridica e rimettere l'amore al centro della legge. Un intervento necessario per chi non ha voce!
IL SILENZIO DEI GIUSTI E LA MANNAIA DEI GIUSTI:
Cronaca di un'amputazione affettiva legalizzata
«Le sofferte e delicate decisioni... non originano mai da posizioni ideologiche... ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti.» > — Dal comunicato stampa del Tribunale per i Minorenni de L’Aquila, 9 Marzo 2026
C’è un’ipocrisia che urla nel silenzio delle aule giudiziarie. È l’ipocrisia di chi chiama "sofferenza" l’atto di apporre una firma su un decreto, ignorando che quella firma ha il peso di una mannaia.
Non chiamatela "decisione sofferta". La sofferenza non abita nei palazzi climatizzati. La sofferenza è il grido soffocato di un bambino sradicato dall'unico mondo che conosce. Quella del Tribunale non è sofferenza: è esercizio di un potere asettico.
Dite che non ci sono "posizioni ideologiche". Ma quale ideologia è più feroce di quella che considera "pericolo" tutto ciò che non è omologato? Avete deciso che il bosco è un nemico e il cemento è salvezza. Questa non è tutela: è pulizia culturale camuffata da assistenza sociale.
Ma il paradosso più crudele è la sostituzione dei genitori con un ingranaggio di assistenti sociali ed educatori di cui nessuno può garantire l’infallibilità. In Italia assistiamo troppo spesso al fallimento di queste "competenze" certificate. Sostituite l’amore viscerale di un genitore con la fredda professionalità di turnisti. State giocando d'azzardo sulla pelle dei piccoli, affidandoli a un sistema che spesso provoca danni più gravi del disagio che dichiara di voler curare.
Guardiamo i numeri, quelli che l’ISTAT e le relazioni semestrali ci sbattono in faccia: migliaia di bambini "sospesi" ogni anno in case famiglia e per anni, ben oltre i tempi previsti dalla legge. E cosa succede a questi "soggetti di diritti" quando compiono diciotto anni?
Al compimento della maggiore età, la "tutela" dello Stato evapora. Migliaia di ragazzi vengono letteralmente scaricati sul marciapiede, nebulizzati nel nulla. Senza una rete, senza radici — che voi avete reciso — e senza un progetto di vita, molti finiscono nelle maglie della microcriminalità o ai margini della società. Nessuno, e sottolineo nessuno, si è mai preoccupato di costruire per loro un futuro reale dopo aver distrutto il loro passato. Voi parlate di "benessere", ma state creando i nuovi invisibili, gli orfani delle istituzioni peraltro con genitori vivi, che pagheranno per tutta la vita il prezzo di una vostra firma "sofferta".
Deponete le armi della forza giuridica. La giustizia che non trema davanti al pianto di un innocente non è giustizia: è solo una gelida burocrazia del dolore. Avete il potere di spostare i corpi, ma non avrete mai il diritto di uccidere le anime.
Fermatevi. Finché c'è ancora un battito di umanità sotto quella toga.
Il Direttore Generale
My Way Community International