05/02/2020
SANTUARIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA
A cura di Loretta Eller
Ho scoperto il magnifico santuario della Fortuna Primigenia, sito nell’antica città di Praeneste (oggi Palestrina), attraverso il recente film di Ferzan Ozpetek intitolato “La dea Fortuna”.
Il santuario, costruito nel II secolo avanti Cristo, era conosciuto da tutto il popolo Romano per il culto della Fortuna Primigenia, cioè della “prima nata” dei figli di Giove, ma anche primordiale perché contemporaneamente madre e figlia di Giove. Insieme al culto esisteva il vaticinio della divinità. I devoti chiedevano responsi alla dea sulle loro sorti. I responsi, incisi su tavolette di legno, erano estratti da un bambino, simboleggiante Jupiter Puer (Giove bambino) e in seguito detto Jupiter Arcanus, perché custode dell’Arca sacra che conteneva “le sorti”.
Il maestoso complesso monumentale, dedicato alla dea romana del caso e del destino, ricorda architettonicamente i santuari ellenistici. La sua struttura infatti è composta da sei terrazze artificiali edificate sul fianco del monte Ginestro, che offrono alla vista panorami straordinari, collegate tra loro attraverso rampe e scale, abbellite da colonnati, porticati e ninfei. L’ultima terrazza ha l’aspetto di una vera cavea teatrale con un portico e al centro un piccolo tempio (purtroppo oggi sono visibili solo le fondamenta). I volumi e la struttura a terrazzamenti del santuario hanno ispirato un impulso creativo nella realizzazione di numerosi edifici. Alcuni tra questi: il Belvedere Vaticano progettato da Bramante (1504), Villa Sacchetti del Pigneto di Pietro da Cortona (1635), Il Vittoriano di Giuseppe Sacconi (1884-1911), il progetto per il palazzo imperiale di Schönbrunn di Fischer von Erlach (1690).
Sulla sommità delle rovine dell’antico santuario sorge il rinascimentale (XIV sec.) Palazzo Colonna Barberini, dalle particolari forme curvilinee, per assecondare la parte più alta del tempio e il suo andamento. Dal 1956 il Palazzo ospita il Museo Archeologico Nazionale Prenestino, dove sono esposte centinaia di opere provenienti dagli scavi del santuario della Fortuna Primigenia e, ancora, reperti delle necropoli, delle ville e dei santuari di Praeneste.