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Unione Europea Esperti D'arte Associazione professionale Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Unione Europea Esperti D'arte Associazione professionale, Via Livorno 61, Rome.

Associazione professionale di periti d'arte riconosciuta dal Ministero dello lo Sviluppo Economico,quale organo di riferimento per il cittadino secondo quanto disciplinato dalla legge 4/2013. Associazione professionale riconosciuta dal Ministero dello lo Sviluppo Economico
quale organo di riferimento per il cittadino secondo quanto disciplinato dalla legge 4/2013. L’associazione rientra fra quelle che rilasciano l'attestato di qualità dei servizi e invita i propri soci ad utilizzare in tal modo il riferimento all’iscrizione.

STORIA DELLE SALE CINEMATOGRAFICHEIN ITALIA di Loretta EllerA fronte della copiosa bibliografia sulla storia del cinema,...
09/08/2026

STORIA DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE
IN ITALIA di Loretta Eller

A fronte della copiosa bibliografia sulla storia del cinema, sono pochissimi i saggi pubblicati sulla storia delle sale cinematografiche, anche perché non è facile ricostruirne una cronologia esatta per mancanza di fonti attendibili.
In un momento storico in cui la memoria delle sale cinematografiche sta scomparendo, questo libro intende ripercorrere l’evoluzione delle antiche e vecchie sale da proiezione italiane, con particolare riguardo a quelle non più esistenti poiché demolite o trasformate in altre attività.

Oltre alla ricostruzione storica non viene trascurata quella formale, caratterizzata da una vasta varietà di stili e tipologie architettoniche, dal Neoclassico al Liberty, dal Déco al Razionalismo, dove i grandi nomi dell’architettura italiana hanno dato alla luce veri e propri capolavori.
Sono state censite 64 sale cinematografiche che hanno coperto il territorio nazionale in oltre 50 anni, dai primi capannoni ambulanti all’avvento della televisione negli anni Cinquanta che determinò un notevole calo di spettatori.
La scelta di quelle esaminate è stata vincolata soprattutto dal reperimento di fonti attendibili e di materiale illustrativo d’epoca, difficile da rintracciare.
Per completare il panorama storico sono stati anche inseriti alcuni capitoli su quello che contemporaneamente accadeva nel resto del mondo.

Questo volume non vuole essere un ritorno nostalgico al passato, al come eravamo, a come si viveva la sala cinematografica, ma intende contribuire a sostenere il cinema come patrimonio culturale da salvaguardare.
Una ricca iconografia di oltre 200 immagini completa il volume.

https://www.espertiarte.it

Inaugurata a Bologna la Biblioteca Eco(1° luglio 2026)Il Palazzo Poggi nell’ala novecentesca dello storico edificio bolo...
30/07/2026

Inaugurata a Bologna la Biblioteca Eco
(1° luglio 2026)

Il Palazzo Poggi nell’ala novecentesca dello storico edificio bolognese, nel decimo anniversario della morte del semiologo, filosofo e intellettuale Umberto Eco (Alessandria 1932 – Milano 2016), è stata aperta una biblioteca che raccoglie i 32.000 volumi provenienti dalla sua casa-studio milanese.

Questo patrimonio culturale, personale, legato alla generosità degli eredi e della Fondazione Umberto Eco, diviene così disponibile sia a tutta la comunità scientifica che al pubblico.
Con l’arrivo dei volumi conservati nella sua casa di campagna a Monte Cerignone nelle Marche, la biblioteca si completerà formando la più significativa biblioteca d’autore contemporanea.
L’allestimento della Biblioteca Eco è stato ideato e realizzato in sale tematiche, rispettando l’ordine originale, concettuale e di metodo della collezione privata del grande studioso.

Eco amava ricordare che “una biblioteca privata non serve ad esibire ciò che si è letto, bensì a ricordarci tutto ciò che ancora ignoriamo”.
La sua smisurata collezione si basava sul concetto della “antibiblioteca”, una biblioteca che rappresentasse l’incompiutezza della conoscenza umana, contro l’arroganza della erudizione.
Convivono nella Biblioteca Eco tutte le mappe del sapere: la semiotica con la filosofia medioevale, i cataloghi d’arte con la cultura di massa, la linguistica con l’esoterismo, i fumetti con la cultura popolare.
La cultura alta e quella popolare coabitano nella loro evoluzione, non divenendo mai antagoniste. Ritroviamo questo metodo anche nei suoi romanzi più famosi: dal “Il nome della rosa” al “Pendolo di Foucault”.

Eco sosteneva che “i libri parlano soprattutto fra loro; il lettore è soltanto colui che ha il privilegio di ascoltarli”.

La Biblioteca Eco ha aperto le sue porte a poche settimane dalla chiusura del grande Convegno Internazionale che l’Ateneo dell’Alma Mater, in cui il grande semiologo è stato docente (dal 1971 al 2007), gli ha dedicato e al quale hanno partecipato centinaia di studiosi ed esperti da tutto il mondo.
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HOMO FABER 2026 - AN ISLAND OF LIGHTDAL 01 AL 30 SETTEMBRE 2026ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE-VENEZIADiretta da Es Devil,...
11/07/2026

HOMO FABER 2026 - AN ISLAND OF LIGHT
DAL 01 AL 30 SETTEMBRE 2026
ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE-VENEZIA

Diretta da Es Devil, celebre designer e artista britannica, il tema di quest'anno 'An Island Of Light', esplora il rapporto fondamentale tra luce, materiali e mano umana, manipolando la luce attraverso l'uso di acqua, specchi e movimento. Ispirandosi all'arcipelago della laguna veneziana, Es Devlin ha creato una narrazione che unisce le opere di centinaia di artigiani provenienti da tutto il mondo; ognuno un'isola di talento. Gli artigiani stessi, saranno i protagonisti assoluti degli spazi espositivi, dai loro laboratori, strumenti, materiali, agli squisiti oggetti che creeranno dal vivo, in tre delle sale principali.

Tutte le opere e le installazioni saranno presentate ai visitatori da un nuovo gruppo di Young Ambassadors, 90 talentuosi studenti di design e arti applicate provenienti da tutto il mondo e selezionati da Homo Faber per animare la mostra.
Oltre 700 opere rivelano come la luce diventi un ulteriore strumento per manipolare i materiali e creare oggetti che ispirano gioia. Dai delicati vasi a forma di luna alle sculture in vetro, passando per materiali come cuoio, piume e specchi. Gli oggetti abbracciano il fantastico e il funzionale, invitando il visitatore a fare una scoperta ad ogni angolo.
Oltre 500 artigiani provenienti da tutto il mondo, celebrando i cuori, le mani e le menti umane che sono alla base di ogni capolavoro. Un'esperienza immersiva nei suoni e nelle immagini del processo creativo ed entrate in un tipico atelier artigianale.
Oltre 70 Paesi diversi e di forme d'arte; dalla carta finemente intagliata al vetro soffiato, alla ceramica modellata a mano e al metallo martellato. 15 installazioni immersive.

Homo Faber in Città, consentirà ai visitatori, per tutto il mese di settembre, di accedere alle botteghe artigiane veneziane che apriranno le loro porte:
Cesare Toffolo - miniature artistiche vetro a lume; Simone Cenedese - Soffiatore di vetro;
Giovanni e Vincenzo Barbini - Produttore di specchi;
Muriel Balensi - Perlaia lavoro a lume;
Nason Moretti - Soffiatura del vetro;
Davide Salvadore - Scultore del vetro;
Renzo Toso Fei - Incisore su vetro;
Stefano Bullo Creatore di vetrate artistiche;
Lino Tagliapietra - Soffiatore di vetro;
Lucio Bubacco -Lavoro a lume;

Curatori: Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Michelangelo Foundation, in partnership con Fondazione Giorgio Cini e Fondazione Coloni.
Direzione artistica: Es Devlin Homo Faber 2026, giunta alla sua quarta edizione, celebra la rassegna internazionale dedicata all’eccellenza dell’alto artigianato contemporaneo, nella splendida cornice degli spazi monumentali della Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia.

Per maggiori dettagli e informazioni di contatto, è consultabile l'elenco riportato sulla Homo Faber Guide.

ARCHITETTURE MISTERIOSE IN ITALIAdi Stefano Liberati e Walter CeccarelliIl tema dell’architettura misteriosa in Italia n...
05/07/2026

ARCHITETTURE MISTERIOSE IN ITALIA
di Stefano Liberati e Walter Ceccarelli

Il tema dell’architettura misteriosa in Italia nell’antichità costituisce ancora oggi per gli studiosi fonte di interrogativi che spesso non trovano una risposta convincente.

Il presente saggio ha richiesto due anni di ricerche e di studio sulle architetture che presentano elementi strutturali, storici o estetici che l’archeologia non ha ancora esaminato o non ha saputo spiegare.
Molte delle strutture analizzate, soprattutto quelle rupestri, sono poco conosciute poiché in numerosi casi difficilmente raggiungibili o site in proprietà private.

I curatori dell’opera hanno girato l’Italia alla ricerca di queste costruzioni, spesso nascoste in folte vegetazioni, selezionando le trentasette più interessanti dal punto di vista del loro aspetto architettonico o della loro funzione spesso enigmatica.
Sono stati consultati archivi e biblioteche alla ricerca di notizie storiche su molte architetture sulle quali non esistono riferimenti bibliografici o letterari.

Argomenti sui quali la comunità scientifica non ha ancora fornito pareri convincenti.
In questo volume il lettore non si deve aspettare risposte, ma solo un resoconto delle ipotesi più o meno valide, più o meno credibili che fino ad oggi sono state date dagli studiosi.

https://www.espertiarte.it/

LibriRETROFUTURISMOIn occasione delle celebrazioni dei 100 anni della fantasciesa l’Associazione ha promosso la pubblioc...
15/06/2026

Libri

RETROFUTURISMO

In occasione delle celebrazioni dei 100 anni della fantasciesa l’Associazione ha promosso la pubbliocazione di due volumi dove vengono esaminati i vari aspetti artistici che hanno accompagnato con fantastiche immagini letteratura e cinema.

Cento anni fa, il 1° aprile 1926, compariva nelle edicole statunitensi Amazing Stories, la prima rivista a definirsi esplicitamente dedicata alla fantascienza. Nell’editoriale di apertura il fondatore Hugo Gernsback, imprenditore e inventore lussemburghese emigrato negli Stati Uniti, utilizzò il termine scientifiction, destinato a evolversi in science fiction, espressione oggi universalmente diffusa e tradotta in italiano come fantascienza.
Con quella pubblicazione nasceva un nuovo genere letterario, espressione di un immaginario più ampio che solo molti decenni dopo avrebbe preso il nome di Retrofuturismo. La paternità del termine retrofuturism viene attribuita all’editore e artista multimediale statunitense Lloyd John Dunn che, a partire dal 1983, iniziò ad utilizzarlo per alcune produzioni pubblicitarie e successivamente come titolo di una rivista d’arte pubblicata dal 1988 al 1993.

Oggi il Retrofuturismo è riconosciuto come una corrente artistica che idealizza il futuro immaginato in epoche passate (convenzionalmente anteriori allo sbarco sulla Luna) attraverso un linguaggio visivo decotestualizzato, fondato su fantasia, ottimismo e fiducia nel futuro. Città utopiche, macchine volanti, architetture visionarie, robot e sazioni spaziali popolano un’estetica che riflette le speranze e le contraddizioni del progresso tecnologico, quando l’attrazione per gli scenari futuristici emergeva nel clima di fiducia positiva per le scoperte scientifiche e industriali, che stavano sostenendo lo sviluppo delle società moderne.

Guardare oggi a questi futuri mai realizzati significa interrogare il nostro presente: sono narrazioni nate per parlare del domani, ma profondamente radicate nel loro tempo, che hanno contribuito a definire i primi modelli attraverso cui, ancora oggi, immaginiamo il progresso, la tecnologia e la modernità. Il Retrofuturismo non racconta il futuro che è stato, ma quello che si immaginava possibile, restituendo alla fantasia il suo ruolo critico e rivelatore.

Il Retrofuturismo attraversa molteplici ambiti creativi; questi volumi si concentrano esclusivamente sulle arti visive, esplorandone temi, forme e principali declinazioni.

1948 - 1958IL VETRO DI MURANO E LA BIENNALE DI VENEZIAcuratoreMarino Barovierdi Elisabetta RavaioliIl 19 aprile si è ape...
06/06/2026

1948 - 1958
IL VETRO DI MURANO E LA BIENNALE DI VENEZIA
curatore
Marino Barovier

di Elisabetta Ravaioli

Il 19 aprile si è aperto il terzo capitolo del progetto espositivo che “Le Stanze del Vetro” dedicano alla presenza del vetro Muranese alle Biennali di Venezia e aperto al pubblico fino al 22 novembre 2026.

Si tratta di un decennio inserito in un contesto storico unico, quello della ripresa economica dopo il buio della seconda guerra mondiale. Negli anni del boom economico, la Biennale di Venezia del 1948, segna una rinascita e un ritorno alla vita e alla sperimentazione. Il vetro non è più solo artigianato, ma diventa design e arte pura, tornando protagonista e un terreno di grande libertà di sperimentazione ed entusiasmo.

Oltre 160 opere sono state messe in luce e raccontano la straordinaria creatività sia delle fornaci storiche che dei maestri vetrai, attraverso Venini con Fulvio Bianconi e Paolo Venini, Barovier & Toso, Seguso Vetri d’Arte con Flavio Poli, Aureliano Toso con Dino Martens, , A,VeM. (Arte Vetraria Muranese) con Giulio Radi e Giorgio Ferro, Fratelli Toso, e la ditta di incisioni S.A.L.I.R..
Tra le fornaci di più recente costituzione, Gino Cenedese con Alfredo Barbini e Riccardo Licata, e quelle fondate dai grandi maestri vetrai come Archimede Seguso ed Alfredo Barbini,

Nella vitalità di quegli anni, le tecniche tradizionali vengono reinterpretate in modo nuovo attraverso la sperimentazione sulla materia, l’attenzione al colore e alla forma che oscillano tra rigore e libertà espressiva. Non mancano poi le sperimentazioni più audaci tra le quali ricordiamo Aureliano Toso, con il designer Dino Martens che crea oggetti ricchissimi di inserti e colori come la “Bottiglia del Mago”, la fornace AVEM che introduce vetri “A Reazioni Policrime”, Seguso Vetri d’Arte realizza la serie “Siderali” e tantissime altre tutte da scoprire visitando la mostra.

Sono esposte anche nuove realtà di artisti che non si erano conosciuti fino a quel momento e che hanno reso il vetro un linguaggio espressivo unico. Tra i nomi più significativi, Ezio Rizzetto e Anzolo Fuga. Non possiamo non citare Vinicio Vianello, una delle figure più complesse e significative del secondo dopoguerra, poliedrico artista-designer che apporta nel vetro la ricerca spazialista con i lavori a “Reazioni Nucleari”, le sue “Antisculture”, dove vere e proprie linee sono disegnate nello spazio.

https://www.espertiarte.it/

La mostra 1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia è accompagnata da un catalogo, a cura di Marino Barovier e Carla Sonego, frutto di un’accurata ricerca bibliografica e di una approfondita indagine nell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) della Biennale oltre che in archivi pubblici e privati, è corredato con foto d’epoca, disegni e materiale documentario esposto alla Biennale del periodo.

Il catalogo è disponibile presso il bookshop e reperibile anche on-line https://lestanzedelvetro.org/negozio/

Informazioni:
Venezia
Isola di San Giorgio Maggiore
Le Stanze del Vetro
19/04/2026 — 22/11/2026, tutti i giorni (tranne il mercoledì) dalle 10 alle 19.
Visite guidate gratuite a partenza fissa!
Tutti i sabati e le domeniche
alle 11:00 in inglese
alle 16:00 in italiano.
Inoltre a partire da maggio, ogni ultimo sabato del mese, le visite guidate a tema ci accompagneranno alla scoperta di alcuni protagonisti della storia del vetro artistico veneziano tra il 1948 e il 1958.
La prima visita guidata tematica si terrà sabato 30 maggio alle ore 16 e approfondirà la figura di Vinicio Vianello, artista e designer veneziano che ha dedicato la propria vita allo studio e alla sperimentazione sul vetro e altri materiali.

Contatti:
[email protected]
+39 041 5229 138
dal lunedì al venerdì 9.00 – 16.00
sabato 9.00 – 13.00

03/06/2026

Associazione professionale inserita nell'Elenco delle associazioni professionali istituite
ai sensi della legge n. 4/2013 tenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
quale organo di riferimento per il cittadino secondo quanto disciplinato dalla legge 4/2013.
L’associazione rientra fra quelle che rilasciano l'attestato di qualità dei servizi e invita i propri soci ad utilizzare in tal modo il riferimento all’iscrizione.

VISTI PER VOIa cura diLoretta EllerDANTE FERRETTICON I MIEI OCCHII segreti del maestro della scenografiaMusei di San Sal...
30/05/2026

VISTI PER VOI
a cura di
Loretta Eller

DANTE FERRETTI
CON I MIEI OCCHI
I segreti del maestro della scenografia
Musei di San Salvatore in Lauro (Roma, 17 aprile - 19 luglio 2026)

Dante Ferretti (Macerata 26 febbraio 1943) è un celebre scenografo e costumista italiano, riconosciuto a livello internazionale, vincitore di numerosi premi e ben tre statuette Oscar. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, inizia, come assistente scenografo, una fruttuosa collaborazione nei film di Pier Paolo Pasolini (da “Medea” a “Salò”). Fellini lo sceglie per curare le scenografie dei suoi film (“La città delle donne”, “Ginger e Fred”). Martin Scorsese lo assume come scenografo per i suoi film più famosi (“L’età dell’innocenza”, “Casinò”, “Gangs of New York”...).
L’Accademia di Belle Arti di Macerata ne riconosce il valore nel ricostruire dettagliati ambienti storici e creare costumi, dichiarandolo un sostenitore dell’estetica del “meraviglioso”.
Dante Ferretti ha realizzato scenografie e costumi per oltre sessanta film, con progetti internazionali quali “Il nome della rosa” e “Le avventure del Barone di Munchausen”.

La grande mostra nei musei di San Salvatore in Lauro, curata da Raffaele Curi, racconta sessanta anni della carriera di uno dei più influenti scenografi contemporanei. Dopo una prima tappa al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, la mostra è giunta a Roma, dove Ferretti ha costruito il suo linguaggio artistico, la sua visione di una scenografia che, attraversando epoche, stili e culture diverse, diviene una specifica forma d’arte. Il cinema creato e interpretato da Ferretti si nutre dell’Arte: dalla pittura fiamminga di Bruegel e Bosch, ai quadri di Piero della Francesca, ai passaggi luminosi di Caravaggio. Le sue scenografie sono ambienti di visione, di luce, di sogno.
Dante Ferretti, alla vigilia dell’aperura della mostra, è intervenuto criticando decisamente l’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema. La scenografia nasce da un atto creativo, dal disegno, dalla materia e precede il set. Sala, dopo sala, disegno dopo disegno, materiali preparatori esposti ci confermano questa irrinunciabile tesi. Incontriamo il cinema ai suoi primordi, non ancora inquadratura, ma idea, bozzetto, atmosfera, sguardo.
Pier Paolo Pasolini definì questo scenografo di fama mondiale “un genio”. Molti anni dopo Leonardo Di Caprio lo ha descritto come “lo scenografo più emblematico e rappresentativo della sua epoca, forse il migliore di tutti i tempi”.
Il MOMA di New York gli ha dedicato una mostra e un festival, mentre alcune sue opere sono esposte in via permanente allo Smithsonian Institute di Washington.

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Indirizzo

Via Livorno 61
Rome
00162

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