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APERTURA STRAORDINARIA E GRATUITA SITI ARCHEOLOGICI IPOGEO DEGLI OTTAVI E NINFEO DELLA LUCCHINA DOMENICA 11 OTTOBRENell’...
08/10/2026

APERTURA STRAORDINARIA E GRATUITA SITI ARCHEOLOGICI IPOGEO DEGLI OTTAVI E NINFEO DELLA LUCCHINA DOMENICA 11 OTTOBRE

Nell’ambito del progetto “Musei Diffusi 2026” con il contributo del Municipio Roma XIV e Zetema, il prossimo 11 ottobre vi sarà l’apertura straordinaria dei siti IPOGEO DEGLI OTTAVI (ore 10.00 circa) e del NINFEO DELLA LUCCHINA (pre 11.30 circa).
Prenotazioni obbligatorie al 3930705272.
Conviene partecipare perché le aperture sono rare e diventeranno in futuro rarissime se non inesistenti.

LA MADONNA DELLA VITTORIA DEL GRANO A TORREVECCHIA (1938)La dicitura esatta è: "Maria SS.ma della Provvidenza e della Vi...
11/09/2026

LA MADONNA DELLA VITTORIA DEL GRANO A TORREVECCHIA (1938)

La dicitura esatta è: "Maria SS.ma della Provvidenza e della Vittoria del Grano".
Si tratta di un episodio curioso e anche rivelatore dell’origine rurale di Torrevecchia che, sin agli anni Cinquanta, faceva parte a pieno titolo della campagna romana.
Andiamo con ordine.
Qualche anno fa lessi, in una guida per l’Anno Santo 1950, di una chiesetta situata a Torrevecchia e chiamata Santa Maria del Grano. Il libretto era assai avaro di notizie. La diceva progettata dall’architetto Tullio Rossi e aperta al culto dal 7 dicembre 1939.
Nonostante i tentativi per individuarla non venni a capo di niente.
In realtà la chiesina era sempre rimasta al suo posto.
Fu solo dimenticata e cancellata dal ricordo di quasi tutti. Si trattava della cappellina delle Maestre Pie dell’Addolorata il cui accesso è in via Giovanni Stefano Bonacossa 16.
Le Maestre Pie dell'Addolorata ottennero nel 1936 il permesso per insediarsi nella borgata Torrevecchia. Allora la parrocchia di San Cipriano non esisteva e la chiesetta della Provvidenza svolgeva una funzione quasi parrocchiale alleviando il peso che gravava su Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario.
Come detto, essa fu costruita sotto la direzione di Tullio Rossi, lo stesso architetto che progettò sia la chiesa di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti (1934) che Santa Maria Janua Coeli a Montespaccato (1941). L’ingegnere si chiamava Fornari, l’impresa costruttrice Mariani.
Torrevecchia era, in quel tempo, una vasta distesa di campi coltivati. Scrive suor Annunziata Colomboni, diarista delle Madri Pie dalle origini al 1946:
“Intorno a noi vi erano poche anime, la zona era poco popolata, molti prati da pascolo. Si vedevano girare pastori, pecore, mucche, cavalli. Bimbi laceri, sporchi mezzo vestiti, se non quasi nudi del tutto, fece l’impressione di una nuova Abissinia. Bimbi molto ignoranti, ma affettuosi e docili, promettendo un buon raccolto di bene, di frutti per la vita eterna”.
La chiesa fu sicuramente dedicata alla Vergine della Provvidenza (come c’informa “L’Osservatore Romano della Domenica”, 17 dicembre 1939).
Nel 1938 la chiesa della Provvidenza si arricchì della presenza della nostra statua. Leggiamo sempre dal diario:
“[Il 24 luglio 1938 alle ore 10 del mattino ricevemmo] la bellissima Statua della Madonna intitolata Maria Santissima della Divina Provvidenza e della Vittoria del Grano [che] porta già stretta nel pugno un mazzetto di spighe di grano e nel braccio sinistro porta Gesù Bambino. Una pia persona contadinella vedova con cinque figli, che si chiama Chittaro Caterina della borgata di Ottavia, molto devota alla Madonna, volle fare questa preziosa offerta alla nostra piccola chiesetta, per infervorare ed attirare la devozione alla Madonna tutte le persone della borgata di Torrevecchia. La Madonna avrà molto gradito il suo bel atto generoso e i suoi sacrifici per rimediare le seicento lire con i suoi risparmi …”
E perché questo nome?
Sembra possibile che si leghi sia alla natura agricola dell’allora Torrevecchia che al periodo storico cioè alla cosiddetta Battaglia del Grano che il Fascismo intraprese sin dal 1925 per incrementare la produzione del cereale e rendere così l’Italia indipendente dalle importazioni.
A supporto di ciò sono alcuni indizi.
Il primo. Nel novembre 1941 la superiora Morelli “fece una domanda a donna Rachele, moglie di Mussolini, per avere un aiuto a beneficio di bimbi poveri e delle famiglie più bisognose …”. Verso la metà del mese “un signore molto distinto” si presentò al cancello delle Maestre Pie e, ricevuto da suor Rosina, si presentò come vicesegretario di Mussolini aggiungendo: “Mi manda donna Rachele, venite a prendere la roba che sta in macchina”. Scrive suor Annunziata: “Allora noi tutte entusiasmate a correre al cancello vicino la chiesa per ricevere la Provvidenza, lui si compiaceva vedere noi così festose, anche perché siamo romagnole, anche lui è romagnolo di Cesena, ci disse invitate ancora un’altra volta donna Rachele quando saprà che siete sue compatriote verrà senz’altro. Intanto io portai tutto in casa, una cassa di carne di daino, mezzo quintale di riso, dodici chili di parmigiano e sei chili di conserva …”.
Il 7 gennaio 1942, infatti, Rachele Mussolini si recò a Torrevecchia alle Maestre Pie recando nove litri d’olio, 30 bottiglie di vino, carne e un panettone.
Ulteriore indizio è rappresentato dalla presenza di numerosi casali (Ghezzi, Massara) a Torrevecchia, alla Torresina, su via Trionfale e a Casal del Marmo che, durante il periodo fascista, facevano della coltivazione del grano il punto forte.
Quel nome, quindi, potrebbe riferirsi all’autarchia del tempo.
C’è, però, una cosa da considerare.
La donatrice della statua, Caterina Chittaro, pur abitando a Ottavia, era originaria di Fiumicino dove è un’altra Madonna del Grano (più precisamente un'edicola). Può darsi, quindi, che il nome fosse ispirato da quest’altra scultura della Vergine anche se la statua di Torrevecchia è assai più importante con i suoi 160 centimetri di altezza.
A ogni modo la Madonna della Provvidenza e della Vittoria del Grano è ancora visibile nella cappellina di via Bonacossa come bella testimonianza di un assetto economico e sociale del territorio ormai lontano.

https://primavalleinrete.wordpress.com/2026/09/11/la-madonna-della-vittoria-del-grano-a-torrevecchia-1938/

LA CHIESA DI SANTA CROCE IN VALCANNUTADi questa chiesa edificata sul finire del Settecento, visibile su via Aurelia fra ...
08/09/2026

LA CHIESA DI SANTA CROCE IN VALCANNUTA

Di questa chiesa edificata sul finire del Settecento, visibile su via Aurelia fra l'osteria romana e il Pontificio Collegio Pio Brasiliano, si sa davvero poco.
Qualche tempo fa venne restaurata dallo Studio SMT a cui dobbiamo queste note:

"La chiesa di S. Croce, nel sito di Valcannuta, fu costruita nel 1795 da Francesco Maffei, Computista Generale delle Comunità dello Stato Pontificio, all’interno della sua villa suburbana, sulla Via Aurelia Nuova. L’edificio presenta significative qualità architettoniche che ne fanno una rara e qualificata testimonianza della prima architettura neoclassica romana".

La tenuta di Valcannuta o Valcanuta, durante il XVII secolo, si estendeva dall'Acquafredda alla via Aurelia nel suo antico tracciato.

VIA AURELIA 478, anni 1935-2026 (tratto Municipio XIII-Casa Generalizia Fratelli delle Scuole Cristiane)Come recita il s...
02/09/2026

VIA AURELIA 478, anni 1935-2026 (tratto Municipio XIII-Casa Generalizia Fratelli delle Scuole Cristiane)

Come recita il sito dei Fratelli delle Scuole Cristiane: "Il 6 agosto del 1934 fu acquistato dai Fratelli un vasto terreno su via Aurelia a tre km dal Vaticano. I lavori di costruzione della Maison Mere [la Casa Generalizia] furono iniziati l’anno successivo".
Siamo, quindi, nel 1935, quando gran parte delle costruzioni poco prima di piazza San Giovanni Battista de La Salle e piazza Irnerio ancora non esistevano.

IL CIPPO DELLA GENS CASSIA AL POLICLINICO GEMELLI (MARCO CASSIO BLASTIONI)Segnalato già nell'Ottocento (manoscritto 67 d...
31/08/2026

IL CIPPO DELLA GENS CASSIA AL POLICLINICO GEMELLI (MARCO CASSIO BLASTIONI)

Segnalato già nell'Ottocento (manoscritto 67 di Rodolfo Lanciani) presso "il giardino annesso alla vigna del signor Barbuti", più precisamente "presso gli avanzi di una villa romana nell'oliveto Piombino, ora Barbuti, a ponente della strada del Pigneto Sacchetti, sul confine della tenuta Primavalle, e a 150 m. circa dal casale segnato La Vacchereccia".
Dall'Ottocento non si è spostato di molto visto che oggi lo ritroviamo a largo Francesco Vito, entro il Policlinico Gemelli, avanti la chiesa centrale del Sacro Cuore.

D(is) M(anibus) s(acrum).
M(arco) Cassio
Blastioṇ[i],
qui vixit ann[---],
mensiḅ[us ---],
[d]ịeḅụ[s ---]

https://primavalleinrete.wordpress.com/2026/08/31/il-cippo-della-gens-cassia-al-policlinico-gemelli-marco-cassio-blastioni/

FUGA DEL CALESSE DEL PRINCIPE ROSPIGLIOSI ALLA MAGLIANELLA: DOVE CI TROVIAMO?Questa tela a olio, custodita presso il Mus...
05/08/2026

FUGA DEL CALESSE DEL PRINCIPE ROSPIGLIOSI ALLA MAGLIANELLA: DOVE CI TROVIAMO?

Questa tela a olio, custodita presso il Museo di Roma, è attribuito a Johan Reder, pittore di corte del principe Camillo Rospigliosi, proprietario della vasta tenuta di Maccarese.
Il dipinto risale alla metà del XVIII secolo (1760 circa).
A esso è relativa anche una canzone, scritta nella parte sottostante, che individua precisamente il luogo:

"Giunto dove vi è la via
così piana, e così bella
poco lungi all'osteria
della nota Maglianella"

Ci troviamo quindi presso un ponticello dove è anche un'osteria, quindi, per amore di ipotesi, dove la via Aurelia traversava il fosso Maglianella, subito dopo le uscite del Raccordo Anulare e prima della Massimina.
Interessante è il secondo ponticello che s'intravede (dove è oggi Orsolini?) e le due torrette, l'una sulla sinistra, l'altra al centro sullo sfondo (sospettiamo la torre dell'Acquafredda, ancor oggi esistente).

L'ERCOLE DI MONTE MARIO (II-III sec. d. C. circa)Il cippo funebre si trova presso un condominio di Monte Mario.Ai lati p...
28/07/2026

L'ERCOLE DI MONTE MARIO (II-III sec. d. C. circa)

Il cippo funebre si trova presso un condominio di Monte Mario.
Ai lati possiamo notare la consueta simbologia: il "guttus" o "urceus" cioè la piccola brocca durante i riti religiosi per versare il vino o l'olio delle libagioni sull'altare e la patera ossia la coppa rituale bassa e circolare usata insieme alla brocca per offrire le libagioni o versare i liquidi sacri.
L'epigrafe, che si trova nella parte posteriore, recita:

------
Pro V[ictoria ---]
Imp(eratoris) M(arci) [---]
T(itus) Fl(avius) C[---]
ex vi[su]
------

SCUOLA RURALE A MALAGROTTA, giugno 1929 (Museo Didattica Roma 3)
27/07/2026

SCUOLA RURALE A MALAGROTTA, giugno 1929 (Museo Didattica Roma 3)

FONTANILE DI PIO IX: O LO SI AFFIDA A UN PRIVATO O LO SI RADE AL SUOLONulla è cambiato (se non in peggio) rispetto a qua...
24/07/2026

FONTANILE DI PIO IX: O LO SI AFFIDA A UN PRIVATO O LO SI RADE AL SUOLO

Nulla è cambiato (se non in peggio) rispetto a quattro anni fa quando Claudio Patrizi mi segnalò lo stato comatoso del fontanile di Papa Pio IX :

https://primavalleinrete.wordpress.com/2022/05/13/il-fontanile-di-pio-ix-1866-comera-come-come-morira/

L'erba d'attorno è stata tagliata molto probabilmente dall'associazione https://www.plasticfreeonlus.it/.

Il resto appare per quel che è, un rudere sul punto di crollare.

A questo punto l'istituzione deve decidere. Inutile reclamare sempre e comunque delle competenze e poi temporeggiare per decenni.
Si affidi il fontanile, la sua manutenzione e la sua sicurezza a un privato per mezzo di accordi precisi. La burocratica istituzione ogni tanto, quando ne avrà voglia, getterà un occhio.
Oppure (tale soluzione non è da scartare) è bene raderlo al suolo e costruirvi dei parcheggi. Eviteremmo così una fine straziante e una continua testimonianza della nostra inettitudine.
Ho detto parcheggio, non un parco giochi per bambini. Quest'ultimo infatti, come quasi tutti, farebbe la stessa fine del fontanile: un ritrovo di drogati e senzatetto. Meglio l'asfalto.

QUINTO FABIO EUTICHIANO, DENDROFORO DI GALERIALa statua che potete vedere nelle prime due immagini si trova "presso l’an...
21/07/2026

QUINTO FABIO EUTICHIANO, DENDROFORO DI GALERIA

La statua che potete vedere nelle prime due immagini si trova "presso l’angolo occidentale del Chiostro di Michelangelo al Museo delle Terme di Diocleziano".
Priva di testa e di braccia, è entrata a far parte della collezione del Museo il 10 giugno 1932.
Essa fu ritrovata presso il santuario di Santa Maria in Celsano su via Santa Maria di Galeria.
L’iscrizione ai piedi della statua recita:

Virtuti corp(oris vel -oratorum) coll(egi) dendropho
= rum vici Cariensibus
Q(uintus) Fabius Eutychianus patronus et q(uin)q(uennalis) p(er)p(etuus) de suo posuit

Gli studiosi Marco Brunetti, Simone Ciambelli e Gianluca Gregori, al cui prezioso articolo faremo costante riferimento (“Un’inedita statua della Virtvs Corp. Coll. Dendrophorvm da Careiae (Santa Maria di Galeria)", "Papers of the British School at Rome, 2022, così traducono:

“Al Valore della collettività del collegio dei dendrofori del vicus, per gli abitanti di Careiae, Quinto Fabio Eutichiano patrono e presidente perpetuo a sue spese pose”.

E aggiungono:
“Tra le varie particolarità della nuova iscrizione vi è anche il fatto che essa contenga la prima menzione dell’etnico Carienses (in luogo della forma corretta Careienses), da riferire alla piccola comunità di Careiae, nell’Etruria meridionale, che ora apprendiamo avere avuto lo status di vicus”.

Il vicus era un villaggio rurale della Roma imperiale. In tal caso Careiae (Galeria) avrebbe vantato questo status apparendo, fra l’altro, negli itinerari più importanti del tempo (Tabula Peutingeriana, Itinerario Antonino, Codice Ravennate) lungo la via Clodia, a conferma dell’importanza che rivestiva lungo tale direttrice (senza contare che l’attuale via Santa Maria di Galeria doveva coincidere con la via Cornelia Boccea che, all’altezza del castello di Boccea, deviava seccamente a nord per congiungersi proprio con la Clodia-Braccianese e inoltrarsi poi verso Cere e la Tuscia, forse sin a Tarquinia).

Questo Eutychies, d’origine greca, forse già liberto, rivestiva il ruolo di dendroforo.
“Il sostantivo dendrophorus” continuano gli studiosi “di chiara matrice greca, è traducibile letteralmente come portatore d’albero (δένδρον “albero” e ϕέρω “porto, portare”). Questa associazione, infatti, coinvolta nel culto di Mater Magna e del suo paredro Attis, aveva il compito principale di condurre il sacro pino durante la processione dell’arbor intrat (22 marzo), albero nel quale si sarebbe trasformato Attis dopo essersi evirato ai suoi piedi … Questa dendroforia fu istituita dall’imperatore Claudio, probabilmente nel momento stesso in cui furono iscritte pubblicamente nel calendario romano le cerimonie per Attis … non sembra dunque un caso che i dendrofori di Roma celebrassero come giorno della loro nascita proprio il primo agosto, dies natalis di Claudio; è assai probabile, infatti, che anche l’introduzione di questo collegio urbano sia da connettere all’azione di governo di questo imperatore”.

Se "la statua di Virtus fu rinvenuta nei pressi del santuario di Santa Maria in Celsano, non è da escludere che proprio in questo sito fosse anticamente praticato il culto di Cibele. L’attuale santuario insiste del resto su strutture romane di epoca imperiale … Si potrebbe ipotizzare, con la dovuta cautela, che alla base della continuità funzionale di questo luogo, che avrebbe ospitato un culto per Cibele prima di divenire sede di un santuario dedicato alla Vergine Maria, possa esserci stato anche un qualche intreccio tra il culto metroaco [cioè di Cibele Magna Mater] e quello mariano in epoca tardo antica".

Il medesimo dedicante, Quinto Fabio Eutichiano, appare in un’ulteriore epigrafe di una statua di Marte (terza immagine):

Deo sancto Marti
Q. Fabius Eutychianus patron(us)
et q(uin)q(uennalis) p(er)p(etuus) de suo posuit

Questa statua, alta circa un metro, “nel Cinquecento ... appartenne alla ricca collezione del cardinale Rodolfo Pio da Carpi sul Quirinale … prima di passare a Venezia, presso i Grimani e giungere poi nella raccolta del marchese Tommaso degli Obizzi (1750-1803), presso la villa del Catajo a Battaglia Terme (in provincia di Padova) … alla fine dell’Ottocento, con gran parte di quella collezione, fu trasferita nel Kunsthistorishes Museum di Wien, dove tuttora si conserva nei depositi”.

Il rinvenimento della statuetta fu considerato di ambito urbano. L’identità del dedicante (Quintus Fabius Eutychies), però, fa sì che anche questo pezzo sia stato probabilmente ritrovato nei pressi di Santa Maria di Galeria.
Il rapporto fra Virtus, Cibele e Marte potrebbe spiegarsi in due modi: o con un culto comune fra Cibele e Ma-Bellona (Ma fu dea di origine anatolica poi associata all’italica e antichissima Bellona) oppure considerando che “la Mater Deum, rappresentata con una corona murale in testa, assume sin dal suo arrivo a Roma il ruolo di protettrice dei Romani, apportatrice di vittoria e salvezza. Nel suo ingresso a Roma, infatti, la dea segue un percorso di tipo militare, passando attraverso porta Capena, davanti sia al tempio di Marte che a quello di Honos et Virtus”.

https://primavalleinrete.wordpress.com/2026/07/21/quinto-fabio-eutichiano-dendroforo-di-galeria/

Indirizzo

Via Federico Borromeo
Rome
00168

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