10/01/2026
INTERVENTO DI ELLY SCHLEIN OGGI 10/1/2026 AVVIO DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA PER IL NO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA DI NORDIO
Buongiorno a tutti. Voglio ringraziare di cuore il Comitato Civico per il NO alla riforma Nordio e voglio ringraziare in particolare anche io il Presidente Bachelet di questo invito.
Voglio ringraziare tutte le associazioni e le organizzazioni, le realtà ed ogni singolo partecipante aderente a questo Comitato che oggi avvia formalmente una campagna per un referendum che ci vedrà fianco a fianco.
Io sono qui a offrire tutto il nostro supporto, tutta la nostra disponibilità. Sappiate che potete contare sulla comunità democratica in tutto il territorio nazionale, per organizzare iniziative, per fare volantinaggi, per fare il porta a porta, per fare tutto ciò che occorre fare, per informare le persone su questa pessima riforma e sul perché noi votiamo contro in questo referendum. Guardate, l'abbiamo già fatto. Voglio ringraziare anche io i promotori della raccolta firme che oggi ha superato la soglia delle 300.000 firme. Quindi assolutamente invito tutti a continuare a firmare.
Così come abbiamo anche diffuso quell'appello dei sindaci che prima menzionava Daniela Padoan a prima firma Valentina Cuppi, nostra Sindaca di Marzabotto. L'abbiamo diffuso anche noi con Stefano Lorusso ieri tra i nostri sindaci. Siamo qui per darvi supporto e per vincere insieme questo referendum e lo faremo. Dovremo usare ogni giorno però, perché è una partita difficile, vero? Ogni giorno per raccontare bene come incide questa riforma sulla vita quotidiana del Paese e dei cittadini, perché il governo sta disseminando bugie per fare pura propaganda.
Primo, non è una riforma della giustizia, perché non migliora in alcun modo l'efficienza del sistema giustizia di questo Paese. Lo dice Nordio perché non credergli? È una riforma che non renderà più veloci i processi, non assumerà l'organico che manca, non stabilizzerà i 12.000 precari della giustizia che rischiano a giugno di rimanere a casa. Siamo e saremo al loro fianco. Abbiamo chiesto anche nella discussione sulla legge di bilancio di stabilizzare questi 12.000 precari; così come non inciderà purtroppo sulle condizioni di sovraffollamento delle carceri nel nostro Paese, che, come sapete sono arrivate a un tasso di sovraffollamento del 138,5%, toccando un tasso record di suicidi sia tra i detenuti che tra gli agenti di polizia penitenziaria.
Non è quindi una riforma che tocca alcuno dei nodi che possono rendere più efficiente la giustizia di questo Paese e quindi rispondere a quella esigenza di giustizia che è un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione per tutti i cittadini e per tutte le cittadine.
Secondo non è una separazione delle carriere. C'era stata la riforma Mastella e c'era stata la riforma Cartabia. Sapete tutti che stiamo parlando di 20-40 passaggi all'anno da una carriera all'altra visto che sono stati già limitati e non ci vengano a raccontare che per il destino di 20 o 40 persone bisogna mettere mano alla Costituzione.
E allora se non migliora la giustizia di questo Paese e se non è una vera separazione delle carriere, allora a cosa serve questa riforma e soprattutto a chi serve questa riforma? Perché questo il punto su cui ci dobbiamo concentrare credo, SERVE SOLO A CHI STA GIA' AL POTERE E VUOLE SFUGGIRE AD OGNI CONTROLLO.
Serve a chi crede che chi governa perché ha un voto in più non debba essere sottoposto ad alcun controllo da parte della magistratura. Serve a dire che la legge non è uguale per tutti, perché c'è chi ha preso un voto in più alle scorse elezioni e quindi deve decidere l'interpretazione delle leggi. Queste sono parole affermate dal sottosegretario Mantovano, il quale è stato molto chiaro dicendo che la legge va interpretata secondo la volontà di chi governa. È stato molto chiaro nel dire che l'obiettivo di questa riforma è riequilibrare il rapporto tra la politica e la magistratura, ma devo dire che è stata forse ancora più chiara la stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la voglio citare.
Quando ha affermato allorché la Corte dei Conti ha bloccato il ponte sullo Stretto e per fortuna perché è un pessimo progetto sbagliato sia dal punto di vista economico che dal punto di vista ambientale, MELONI HA DETTO "LA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLE GIUSTIZIA E LA RIFORMA DELLA CORTE DEI CONTI, ENTRAMBE IN DISCUSSIONE AL SENATO, PROSSIME ALL'APPROVAZIONE, RAPPRESENTANO LA RISPOSTA PIU' ADEGUATA AD UNA INTOLLERABILE INVADENZA CHE NON FERMERA' L'AZIONE DEL GOVERNO".
Quindi stanno dicendo: adesso vi facciamo vedere chi comanda. Così chi governa vuole avere la giustizia al suo servizio, evidentemente dirle cosa perseguire e cosa non perseguire. Così il potere cerca di non avere alcun limite. Prima lo diceva perfettamente Anastasia Scelsi quando ha detto che è una riforma di potere. Serve a indebolire il CSM come organo di autogoverno e di garanzia dell'indipendenza della magistratura, di cui non ha bisogno tanto la magistratura quanto ciascun cittadino e ciascuna cittadina in uno Stato di diritto in una democrazia. E questo per farlo lo diceva bene Grosso nel suo intervento ha bisogno di essere elettivo e ha bisogno di essere autorevole, non diviso e sorteggiato. Col rischio peraltro di creare un CSM autoreferenziale di soltanto di soli PM per cui anche da un punto di vista garantista è una riforma sbagliata In una eterogenesi dei fini. Quale rappresentanza è scelta con il sorteggio? quale garanzia di autonomia e di competenza può fornire un organo di autogoverno sorteggiato? Ecco, se non è una riforma che serve a migliorare la giustizia per i cittadini, né serve agli italiani, serve evidentemente solo a questo Governo che vuole avere le mani libere perché si ritiene al di sopra delle leggi e della Costituzione. E io credo che qui dentro, perché ho riabbracciato tanti amici, amiche, compagne e compagni di strada e di tante battaglie precedenti in questa sala così affollata, io credo che noi dobbiamo essere chiari su un punto con le persone, che cos'è in fondo la democrazia? io posso dire quello che di certo non è la democrazia: Non è un assegno in bianco per cinque anni nelle mani di chi prende un voto in più alle elezioni; E' una cosa diversa.
È il principio che i nostri padri costituenti hanno fissato, per cui ad ogni potere si pone un limite adeguato in un equilibrio complesso di pesi e contrappesi che sono a servizio dei cittadini. Perché sì, la separazione dei poteri è un principio che difende le cittadine, i cittadini, quelli che da soli non hanno né il potere né i soldi per fare valere altrimenti le proprie ragioni. E alla fine, se ci pensate, cosa ha fatto in questi tre anni questo Governo? Ha fatto quella riforma che veniva ricordata prima sull'autonomia differenziata bocciata dalla Corte costituzionale, ha fatto dei centri inumani, illegali e vuoti in Albania, che sono stati anch'essi bloccati persino dalla Corte europea di giustizia e ha fatto un investimento da 13 miliardi, l'unico fatto da questo Governo nelle sue manovre, che è stato bocciato dalla Corte dei conti. Allora, scusate, loro gridano al complotto, ma mi sento dire che non è colpa dei giudici se questo Governo non sa scrivere le leggi.
Nel frattempo, e vado a chiudere, la crescita è zero.
C'è un calo di produzione industriale nel Paese da 34 mesi quasi consecutivi su 37 del governo Meloni. Ci sono crisi aziendali e industriali enormi, a partire da quella dell'ex Ilva con gli operai che sono in grande difficoltà e protestano per il loro futuro. Abbiamo tra i salari più bassi d'Europa con un calo dei salari reali dei nove punti percentuali dal 2000 e 21 a oggi gli stessi quattro anni in cui andare a fare la spesa costa in media il 25% in più. Di tutto questo questa riforma ovviamente non si occupa. Lo sottolineo perché guardate, dobbiamo essere pronti al fatto che tutti i giorni faranno propaganda, scegliendosi un nemico per non parlare dei buchi e delle responsabilità sulle mancate risposte sociali ed economiche di questo Governo.
Per questo noi contribuiremo in questa battaglia anche a tenere alta la battaglia a difesa della sanità pubblica, contro i tagli alla privatizzazione del governo Meloni, della scuola pubblica, dell'università, della ricerca che è troppo precaria. Ci batteremo ancora per il salario minimo con le altre opposizioni, per la dignità di chi lavora per una politica industriale degna di questo nome. Lo faremo insieme alla campagna referendaria, e chiudo, mettiamole in un contesto.
Ha ragione Maurizio su questo: il premierato, questa riforma, la riforma della Corte dei Conti, la riforma che hanno in piano per mettere un membro nominato dal governo nei CDA di ogni università: è la mania del controllo da parte di chi governa. L'abbiamo visto in Ungheria, l'abbiamo visto in Polonia, dove con delle riforme hanno addirittura ricondotto i giudici al controllo dell'esecutivo. E l'abbiamo visto anche negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti di Trump. L'abbiamo visto nella violazione costante del diritto internazionale addirittura con le sanzioni a dei giudici delle Corti internazionali per aver fatto semplicemente il loro mestiere. L'abbiamo visto però purtroppo anche più recentemente con questa svolta securitaria con quel decreto sicurezza che ha delle norme che ci portano più indietro del Codice Rocco del 1930 e che come vedete nelle strade americane non porta più sicurezza lo dico perché quando l'abuso della forza da parte dello Stato arriva ad uccidere poeti, come è successo con Renée Nicole Good.
Quando si arriva a questo e quel governo parla di legittima difesa. Ci vuole un giudice indipendente e imparziale che possa fare giustizia. È proprio l'esempio del perché questa riforma è rischiosa per i cittadini e per i cittadini e non per altri. Grazie davvero, saremo al vostro fianco.
E devo rispondere al ministro Nordio che disse Non capisco perché Schlein non capisca che se passa questa riforma servirà anche a loro se arriva. Ecco, gli voglio rispondere anche da qui è proprio questo il punto. No, non vogliamo che ci serva. Vinceremo le prossime elezioni.
NON VOGLIAMO UNA RIFORMA CHE CI CONSENTA DI CONTROLLARE NOI LA MAGISTRATURA, VOGLIAMO ESSERE CONTROLLATI PERCHE' COSI' FUNZIONA IN UNA DEMOCRAZIA !
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