PD Prima Porta Labaro

PD Prima Porta Labaro Pagina ufficiale del circolo del Partito Democratico di Prima Porta e Labaro.

Invito alla proiezione gratuita del docufilm TINA – UNA VITA RIBELLE - 1 maggio 2026 - ore 21:00 Teatro Le Sedie (Labaro...
28/04/2026

Invito alla proiezione gratuita del docufilm TINA – UNA VITA RIBELLE - 1 maggio 2026 - ore 21:00 Teatro Le Sedie (Labaro) Via Veientana Vetere, 51
di Matteo Bennati e Andrea White anno 2025 – durata 40 minuti
Gli autori del docufilm hanno voluto raccontare la vita di Tina Costa, Partigiana, sindacalista e iscritta del PCI, da quando era bambina e fece la sua prima ribellione rifiutandosi di vestirsi da figlia della lupa, passando per gli anni della resistenza, l'iscrizione all'ANPI, la militanza nel partito comunista fino agli ultimi anni caratterizzati dal suo impegno instancabile nelle piazze e nelle scuole. Tina è stata una madrina dei Gay Pride di Roma e 92 anni alla testa del corteo gridò: "Starò in piazza fino all'ultimo respiro, sono dalla parte del giusto".
Docufilm prodotto dall'ANPI di Roma nel 2025 e patrocinato gratuitamente dai Comuni di Roma e Gemmano.
Alla realizzazione dal basso ha contribuito anche la Sez. ANPI Martiri de La Storta e Isola Farnese.

I miei 7 padri”, la storia dei fratelli Cervi raccontata da Adelmo Cervi. Il secondo dei 7 docufilm della rassegna gratu...
22/04/2026

I miei 7 padri”, la storia dei fratelli Cervi raccontata da Adelmo Cervi. Il secondo dei 7 docufilm della rassegna gratuita “Re-Esistenze: storie di diritti e libertà”, il 25 aprile al Teatro Le Sedie, ore 18, un invito a partecipare

l viaggio della nostra associazione “Per Roma con Gualtieri” continua: seconda tappa in XV Municipio📍 NUOVO APPUNTAMENTO...
19/04/2026

l viaggio della nostra associazione “Per Roma con Gualtieri” continua: seconda tappa in XV Municipio

📍 NUOVO APPUNTAMENTO
🗓 Lunedì 27 aprile
🕕 Ore 17:30
📌 Officine Farneto – Via dei Monti della Farnesina

Sarà un’occasione per incontrare il Sindaco Gualtieri e continuare questo percorso insieme.

Una analisi del voto a livello nazionale, nel Municipio Roma XV e nei nostri quartieri. Partecipiamo per condividere una...
30/03/2026

Una analisi del voto a livello nazionale, nel Municipio Roma XV e nei nostri quartieri. Partecipiamo per condividere una valutazione e programmare insieme i prossimi passi per le sfide future.

Referendum 2026: come si è votato a Labaro e Prima PortaAnche nei nostri quartieri il voto del 22 e 23 marzo ha calamita...
25/03/2026

Referendum 2026: come si è votato a Labaro e Prima Porta

Anche nei nostri quartieri il voto del 22 e 23 marzo ha calamitato l’interesse e l’attenzione dei cittadini.

Hanno votato nei seggi dei nostri quartieri 14.690 persone (sui 26.892 aventi diritto). Si tratta del 54,63 %; una percentuale alta che non cancella il fatto che quasi la meta degli elettori di Labaro e Prima Porta ha scelto di non votare.

In generale quelli che hanno votato nei seggi dei nostri quartieri si sono espressi nella seguente maniera: hanno votato SI 6.926 pari al 47,14 %; hanno votato NO 7.705 pari al 52,45. 17 schede bianche e 42 annullate.

Il NO ha prevalso nei seggi di Labaro; a Largo Castelseprio (SI:1.108-NO:1.337), a via Brembio (SI: 806 – NO:1.080) e a via Baccano (SI: 1.004-NO:1.255).

Anche nel seggio di via Concesio a Prima Porta ha prevalso il NO (SI:971-NO:1.004 come anche nel seggio di Largo Borghi (SI:2.005-NO:2.163).

Nel seggio di via della Stazione di Prima Porta invece ha prevalso il SI (SI:547 – NO:470).

In allegato i risultati nei diversi seggi.

In tanti hanno votato sul merito del quesito posto e a maggioranza la proposta di riforma della Costituzione è stata bocciata.

Vi è stata anche una forte motivazione politica: un voto contrario al governo e un segnale di protesta di chi non si è ritenuto in considerazione nelle misure economiche del governo.

Il voto al referendum difficilmente avrà una relazione diretta per quanto riguarderà le elezioni per il Municipio del prossimo anno.

I due schieramenti principali hanno un anno di tempo per definire alleanze e programmi e vincerà chi propone maggiore inclusività, rappresentatività e competenza in un programma che privilegi la soluzione dei problemi principali che i nostri quartieri affrontano.

Come nel maggio del 1974 un No per  il bene dell'Italia.
20/03/2026

Come nel maggio del 1974 un No per il bene dell'Italia.

Un altro weekend di mobilitazione a Labaro  per sostenere il NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.Grazie ai...
15/03/2026

Un altro weekend di mobilitazione a Labaro per sostenere il NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.
Grazie ai militanti che sono scesi in piazza per questi ultimi giorni di campagna prima del voto!

Per il referendum  il voto per il NO è una risposta di merito a una riforma sbagliata nel metodo e nei contenuti. Le rif...
14/03/2026

Per il referendum il voto per il NO è una risposta di merito a una riforma sbagliata nel metodo e nei contenuti. Le riforme costituzionali non le deve fare il governo e deve rispettare in Parlamento la possibilità di correzioni, emendamenti che garantiscano tutti , Il governo dovrebbe fare politiche per garantire crescita economica, miglioramento dei servizi sanitari ed educativi, migliorare le condizioni di sicurezza nelle città e nel paese intero. Lo fa male e il votare No è un segnale anche per questo,

Trump dice con le guerre noi guadagneremo miliardi di dollariNon credo sia possibile calcolare con decente precisione ch...
13/03/2026

Trump dice con le guerre noi guadagneremo miliardi di dollari

Non credo sia possibile calcolare con decente precisione chi sta guadagnando su questa (e altre) guerre, e quanto. Certo, così a spanne, si immaginano i giganteschi profitti dell’industria degli armamenti e del suo indotto, e la prospera lievitazione dei relativi investimenti finanziari. Si pensi solo alla enorme quantità di armi consumate.
Chissà se le armi scadono, come le uova; ci sarà sicuramente qualcuno che, in vista della scadenza, avverte che è venuto il momento di usare tutto quel ben di Dio prima che finisca in discarica; e subito si provvede a usarle per poi rimpiazzarle, così che gli arsenali siano sempre ben muniti.

Con altrettanta certezza si sa che il prezzo della guerra (a parte quello, non valutabile, in vite umane) ricade sulla vita quotidiana di moltitudini di persone. Rincarano i prezzi energetici e con essi quelli delle merci di uso comune, costa più caro mangiare e viaggiare, spostarsi, studiare, costa più caro vivere.

Possiamo dunque dire, con buona approssimazione, che molti pagano il prezzo della guerra a vantaggio di pochi, che ci guadagnano un sacco di soldi. In questo senso l’economia di guerra è parente stretta dell’economia dei tempi, che prevede la concentrazione della ricchezza in poche mani e l’affannato galleggiamento di tutti gli altri, specie il famoso ceto medio del quale (anche politicamente e culturalmente parlando) si stanno perdendo le tracce in favore del sistema binario popolo/élite.

L’economia di guerra è al tempo stesso figlia del tempo e sua fattrice. Pochi decidono, gli altri subiscono, pochi arricchiscono, gli altri sperano di cavarsela. Non bisogna essere Nostradamus per prevedere un radioso futuro per la guerra e l’economia di guerra.

A meno che i molti si ribellino ai pochi: ma come, ma quando?

Il Circolo del Partito Democratico di Prima Porta Labaro organizza lunedì 16 marzo 2026, in via Inverigo 28, Prima Porta...
11/03/2026

Il Circolo del Partito Democratico di Prima Porta Labaro organizza lunedì 16 marzo 2026, in via Inverigo 28, Prima Porta, un incontro con il parlamentare europeo Matteo Ricci, per affrontare il tema delle politiche dell’Unione Europea nel contesto di crisi globale del mondo.

Il multilateralismo che ha caratterizzato la nascita delle Nazioni Unite come necessità di governare democraticamente il mondo è entrato in crisi e rischia di scomparire con l’imporsi di forze nazionaliste, il contrasto neo imperiale tra USA e China e i conflitti per l’egemonia regionale in Medio oriente e nel Mediterraneo.

Ci domanderemo quale deve essere in questo contesto il ruolo dell’Unione Europea – UE – che deve affrontare queste sfide globali che minacciano la sua stabilità e il suo ruolo internazionale: il conflitto in Ucraina e in Medio oriente, la pressione migratoria, la debolezza industriale rispetto ai competitori globali e la fragilità istituzionale interna sono i punti che mettiamo all’attenzione dei partecipanti.

L’aumento dell’estrema destra in alcuni paesi (Italia, Germania, Francia, Polonia, Ungheria, Spagna) e un crescente populismo e sovranismo nazionalista fa aumentare la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni europee minacciando la stabilità democratica, la legittimità dell'azione comune e il processo di maggior federazione auspicato in passato.

l conflitti in Ucraina e Medio Oriente hanno evidenziato l'urgente necessità di un'autonomia strategica e di una politica di difesa comune, superando la storica dipendenza dalle alleanze esterne.

Le scelte fatte dagli stati nazionali portano a un aumento delle spese militari ma non a un rafforzamento di una politica di difesa e di sicurezza comune a livello UE.
La competizione con potenze globali e le incertezze diplomatiche (amministrazione del presidente Donald Trump ostile) richiedono all'UE un approccio più coeso e meno frammentato.

Superare l’unanimità nel voto nel consiglio europeo e utilizzare maggiormente la cooperazione rafforzata (nelle politiche fiscali, di difesa e di sicurezza interna).
L'UE soffre di una ridotta capacità competitiva a causa di alti costi energetici e politiche di sussidi esteri (es. USA) che svantaggiano le imprese europee.
Con il 21% della popolazione (93,3 milioni) a rischio povertà e un debito pubblico medio dell'81% del PIL, l'UE deve bilanciare la transizione ecologica con la necessità di una difesa e autonomia strategica comune.

Con un debito pubblico superiore al 100% in diversi Stati membri (Grecia, Italia, Francia, Spagna, Belgio) e un aumento della concentrazione del reddito, la coesione sociale è messa a dura prova.

Il basso tasso di natalità rappresenta un fattore di declino strutturale che rende obbligatorio l’affrontare il tema delle migrazioni come fenomeno irreversibile e complesso da gestire con responsabilità e realismo.

L’invito a partecipare attivamente per capire come questi problemi globali incidono nel nostro locale e nella qualità della vita dei nostri quartieri.

Indirizzo

Via Inverigo, 28
Rome
00188

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