11/05/2026
🌱Sostenibilità, gestione del rischio e ricambio generazionale rappresentano sempre di più fattori strategici per il futuro dell’agricoltura italiana e motori di sviluppo per le aree interne del Paese.
✅Oggi a Roma a Palazzo della Valle, in occasione della presentazione del Rapporto “AGRICOLTURA 100”, realizzato da Confragricoltura con Reale Mutua, è emerso un dato significativo: cresce la propensione delle aziende agricole italiane verso la sostenibilità, sempre più riconosciuta come una leva competitiva strategica. Un percorso che si intreccia con l’innovazione, l’integrazione di filiera, la mitigazione del rischio, e gli investimenti nel capitale umano per aiutare l’agricoltura a fronteggiare le sfide della contemporaneità.
▪️In questo contesto, diventa centrale favorire il ricambio generazionale e accompagnare giovani e donne verso nuovi percorsi imprenditoriali nei territori rurali.
▪️ISMEA gestisce, per conto del Ministero dell’Agricoltura, programmi e strumenti dedicati all’accesso alla terra, agli investimenti e al sostegno delle imprese agricole, attraverso misure come “Generazione Terra”, “ISMEA Investe” e “Più Impresa”.
▪️Tra le iniziative strategiche rientra inoltre il progetto CEVI - Catastrophic Events Vulnerability Index - , sviluppato assieme al Masaf, per misurare a livello comunale la vulnerabilità dei territori italiani ai principali eventi climatici estremi con l’obiettivo di orientare gli investimenti agricoli in ottica sempre più sostenibilie e resiliente.
🎙️Così Sergio Marchi, Direttore Generale ISMEA:
“Il Governo e il Ministero dell’Agricoltura hanno svolto e continuano a svolgere un importante ruolo di sostegno al settore, anche sul fronte della gestione del rischio, nella consapevolezza che la tutela delle imprese agricole rappresenti oggi un elemento strategico per la competitività e la resilienza del comparto. Secondo uno studio della BEI, ogni anno circa 28 miliardi di euro vengono persi per eventi e rischi che colpiscono l’agricoltura. Per questo è fondamentale superare progressivamente il modello delle polizze multirischio generaliste e sviluppare strumenti assicurativi più verticali, specializzati e costruiti sulle specifiche esigenze delle diverse produzioni e dei territori. Una maggiore personalizzazione delle coperture può ampliare la platea delle imprese assicurate, rendere i premi più sostenibili e aumentare l’efficacia della protezione per le aziende agricole.”