03/06/2026
𝐄 𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞, 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚?
Ci sono parole che non raccontano solo una malattia.
Raccontano quello che la malattia lascia addosso.
Il corpo, certo.
Le cure, le terapie, la fatica quotidiana, le paure concrete.
Ma anche tutto quello che spesso resta più nascosto:
il senso di colpa, l’identità, il futuro, il bisogno di dimostrare di essere “abbastanza”, la paura di desiderare qualcosa per sé.
Angelica Riggio, paziente con fibrosi cistica, nel suo blog Diario Mozzafiato racconta tutto questo con una lucidità rara e una delicatezza potentissima.
Racconta cosa significa sentirsi, a volte, “nata indietro”.
Cosa significa diventare bravissimi a resistere.
E poi scoprire che resistere non basta, se dentro resta una fatica che nessuno vede.
Nel suo testo, prendere la patente non è solo prendere la patente.
È affrontare una paura.
È fidarsi del proprio corpo.
È concedersi un desiderio personale.
Perché anche questo fa parte della cura:
riconoscere che una persona non è solo la sua diagnosi.
La fibrosi cistica non riguarda solo i polmoni.
Riguarda la vita intera.
E parlare di salute mentale, desideri, paura, futuro e identità non è un dettaglio: è necessario.
Grazie di cuore ad Angelica per averci permesso di partire dalle sue parole e trasformarle in uno spazio di riflessione, ascolto e consapevolezza.
Vi invitiamo a leggere il testo integrale sul blog Diario Mozzafiato.
Perché alcune parole meritano tempo.
E perché, a volte, dentro una testimonianza personale, possiamo riconoscere qualcosa che riguarda molti.