USB Enti Locali

USB Enti Locali Pagina Ufficiale del comparto Funzioni Locali dell'Unione Sindacale di Base USB

COMUNICATO STAMPAIn corso il presidio di protesta dei lavoratori del Comune di Grumo NevanoÈ in corso, davanti alla sede...
30/07/2026

COMUNICATO STAMPA

In corso il presidio di protesta dei lavoratori del Comune di Grumo Nevano

È in corso, davanti alla sede del Comune di Grumo Nevano, il presidio di protesta promosso dalla USB Pubblico Impiego in occasione del Consiglio comunale convocato per la giornata odierna, 30 luglio 2026.

La mobilitazione fa seguito all'esito negativo della procedura di conciliazione svoltasi il 30 giugno scorso, conclusasi senza accordo a causa del mancato rispetto dell'impegno assunto dall'Amministrazione comunale di procedere all'incremento dell'orario di lavoro del personale ex categoria A ed ex LSU stabilizzato con contratto part-time.

I lavoratori, insieme alla USB Pubblico Impiego, manifestano per chiedere il rispetto degli impegni assunti e una risposta concreta a una vertenza che riguarda la dignità del lavoro e il riconoscimento dei diritti del personale interessato.

Contestualmente al presidio, la USB Pubblico Impiego ha richiesto un incontro con il Sindaco del Comune di Grumo Nevano al fine di esperire un ulteriore tentativo di conciliazione e individuare una soluzione condivisa alla vertenza.

La USB ribadisce la propria disponibilità al confronto e auspica che l'Amministrazione voglia cogliere questa occasione per

COMUNICATO STAMPA

In corso il presidio di protesta dei lavoratori del Comune di Grumo Nevano

È in corso, davanti alla sede del Comune di Grumo Nevano, il presidio di protesta promosso dalla USB Pubblico Impiego in occasione del Consiglio comunale convocato per la giornata odierna, 30 luglio 2026.

La mobilitazione fa seguito all'esito negativo della procedura di conciliazione svoltasi il 30 giugno scorso, conclusasi senza accordo a causa del mancato rispetto dell'impegno assunto dall'Amministrazione comunale di procedere all'incremento dell'orario di lavoro del personale ex categoria A ed ex LSU stabilizzato con contratto part-time.

I lavoratori, insieme alla USB Pubblico Impiego, manifestano per chiedere il rispetto degli impegni assunti e una risposta concreta a una vertenza che riguarda la dignità del lavoro e il riconoscimento dei diritti del personale interessato.

Contestualmente al presidio, la USB Pubblico Impiego ha richiesto un incontro con il Sindaco del Comune di Grumo Nevano al fine di esperire un ulteriore tentativo di conciliazione e individuare una soluzione condivisa alla vertenza.

La USB ribadisce la propria disponibilità al confronto e auspica che l'Amministrazione voglia cogliere questa occasione per risolvere la vertenza.

USB PI Campania

🔴CCNL FUNZIONI LOCALI 2025-2027: IL GRANDE IMBROGLIO✍️In data 21 luglio 2026 è stata siglata la pre-intesa tra tutte le ...
27/07/2026

🔴CCNL FUNZIONI LOCALI 2025-2027: IL GRANDE IMBROGLIO

✍️In data 21 luglio 2026 è stata siglata la pre-intesa tra tutte le organizzazioni sindacali al tavolo – FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA – e l'ARAN per il CCNL Funzioni Locali relativo al triennio 2025-2027, riguardante circa 404.000 dipendenti di Regioni ed Enti locali. Questo rinnovo segue di pochi mesi quello sottoscritto a febbraio, relativo al triennio precedente.

👉Se da un lato viene esaltata, attraverso una forte operazione di propaganda, la firma di un contratto non dopo anni dalla sua scadenza, come sottolineato dal presidente dell'ARAN, Antonio Naddeo, dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, e dalle organizzazioni sindacali firmatarie, dall'altro spetta a USB smascherare cosa c’è dietro, la fretta di arrivare alla firma, lo svilimento della contrattazione sindacale e, dal punto di vista economico, quello che si preannuncia come l'ennesimo contratto a perdere.

🔎Partiamo da un dato incontestabile: quanto i lavoratori delle Funzioni Locali hanno perso in busta paga solo con il precedente contratto, pari a quasi 10 punti percentuali di potere d'acquisto, è ormai definitivamente perso. Con buona pace di chi, appena cinque mesi fa, rifiutava di sottoscrivere il precedente CCNL e oggi, a distanza di pochi mesi, firma senza esitazioni il nuovo contratto.
Gli aumenti economici, già stanziati e predeterminati dalla Legge di Bilancio 2025, continuano a essere calcolati utilizzando l'indice IPCA, che esclude l'andamento dei prezzi dei beni energetici, proprio quelli che hanno trainato l'inflazione degli ultimi anni. Gli incrementi, distribuiti in tre tranche riferite agli anni 2025, 2026 e 2027, comporteranno un aumento degli stipendi tabellari lordi rispetto al 2024 a regime pari a 5,57%.
Secondo le previsioni della Banca d'Italia, nel 2027 il livello dei prezzi sarà superiore del 6,8% rispetto al 2024. Ciò significa che, al netto dell'inflazione, le retribuzioni dei dipendenti degli Enti locali non registreranno alcun reale incremento del potere d'acquisto.

❗È questo il vero imbroglio dell'ennesimo rinnovo contrattuale a perdere: un aumento nominale non coincide mai con un aumento reale.
Ricordiamo che dal 2010 a oggi, grazie alle politiche salariali e ai Contratti Collettivi firmati nel corso del tempo, lavoratrici e lavoratori degli enti locali hanno perduto circa 25% del loro Salario Reale.
Non saranno certamente i modesti stanziamenti previsti dal Governo – 50 milioni di euro a decorrere dal 2027 e 100 milioni dal 2028 – destinati per tutto il territorio nazionale esclusivamente al finanziamento del fondo per il salario accessorio dei Comuni, a colmare il grave divario retributivo esistente rispetto ad altri comparti del pubblico impiego, tenendo conto che i dipendenti comunali sono circa 340.000 per il 2027 saranno una decina di euro lordi, mentre nessun finanziamento aggiuntivo è previsto per gli Enti come città metropolitane, provincie, regioni, ex ipab ecc. incidendo poco sul divario che ha contribuito, negli ultimi anni, a un numero crescente di dimissioni verso amministrazioni più attrattive o addirittura verso il settore privato.

‼️Dal punto di vista normativo, le novità introdotte sono poche e di scarso rilievo. Non incidono sui problemi strutturali del comparto ne determinano un miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti.
📌Viene presentata come una grande conquista una semplice norma di parità di trattamento, quale l'equiparazione delle ferie dei neoassunti a quelle dei colleghi con maggiore anzianità di servizio.
📌Appare inoltre del tutto illogica la disposizione che consente di destinare una quota dei risparmi derivanti dal mancato utilizzo delle risorse previste per nuove assunzioni al finanziamento degli incarichi di Elevata Qualificazione, anziché impiegare tali risorse per rafforzare gli organici.
📌Viene introdotta, recependo il recente orientamento della giurisprudenza, un'indennità giornaliera da corrispondere durante il periodo di ferie ai lavoratori che percepiscono le indennità di turno, di servizio esterno e di condizioni di lavoro. Tuttavia, poiché tale indennità sarà finanziata con le risorse del Fondo Risorse Decentrate, già soggetto a rigidi limiti, è evidente che finirà per comprimere altre voci del salario accessorio.
📌Viene previsto un adeguamento dell’Indennità di Comparto, ma posta tutta a carico del Fondo Risorse Decentrate, mentre si confidava e si sperava nel relativo progressivo assorbimento di questa Indennità nei bilanci degli Enti, cui peraltro sembrava ci si fosse orientati con l’Intesa del 2022-24. Si trasferisce così ai tavoli decentrati il compito di gestire la scarsità di risorse, anziché affrontare il problema con un adeguato finanziamento del comparto a livello nazionale.
📌Analoga impostazione riguarda il welfare integrativo. Ancora una volata saranno le disponibilità economiche dei singoli enti a determinare il salario di lavoratori e lavoratrici.
📌Nulla viene previsto in materia di servizio mensa e buono pasto per quei numerosi Enti locali che ancora non dispongono le risorse necessarie a garantire tale diritto ai propri dipendenti. Viene però mantenuto il limite massimo delle 3 ore, in caso di partecipazione alle Assemblee Sindacali, per aver diritto al relativo buono pasto per la giornata interessata.
📌Non viene prorogata la norma che prevedeva i passaggi tra le aree in deroga al titolo di studio, lasciando definitivamente indietro chi continua a svolgere mansioni superiori.
📌Nessun passo avanti neppure sul versante della classificazione del personale educativo e scolastico: permane il cosiddetto bilivello, ovvero lavoratrici e lavoratori che svolgono la stessa mansione e svolgono le stesse funzioni sono collocate in aree professionali diverse con stipendi e prospettive lavorative diverse. Tutto questo reso ancora più grave per la mancata proroga delle cosiddette progressioni economiche verticali in deroga.

Si continua in generale a non affrontare le problematiche legate ai tempi, alle mansioni, all’organizzzazione, ai carichi di lavoro, ecc.

🧾Infine, appaiono più orientate alla costruzione di un’immagine positiva dell’accordo che a produrre effetti concreti le disposizioni riguardanti l’impiego dell’intelligenza artificiale e il monitoraggio dell’andamento delle retribuzioni rispetto all’inflazione.
Il previsto monitoraggio dell’andamento dei salari rispetto all’inflazione rischia di rimanere un mero esercizio ricognitivo se non accompagnato da risorse destinate al recupero del potere d’acquisto.
In particolare relativamente all’introduzione dell’IA siamo difronte alla pura aria fritta. Le disposizioni si limitano ad affermare principi generali e obblighi informativi senza introdurre strumenti vincolanti ne adeguate garanzie affinché tali tecnologie non si traducano in nuove forme di controllo, organizzazione e valutazione automatizzata delle prestazioni lavorative. Non è stata posta l’unica vera richiesta che abbia un senso e possa rendere, se accolta, l’introduzione di questa “rivoluzione tecnologica” non una semplice iattura, ma anche un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro: la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

🟥In ultimo, ma non da ultimo, alla luce delle risultanze economiche dell’accordo sottoscritto, l’intento di riavvicinare i salari degli enti locali a quelli delle funzioni centrali, nel tentativo di riallineare le retribuzione dei vari settori del Pubblico Impiego e frenare la “fuga” dagli EE.LL. in particolare dai Comuni, non può che dirsi miseramente fallito, alla luce di un contratto che al massimo può rivendicare di essersi questa volta “avvicinato agli aumenti del contratto delle funzioni centrali”.
Anche in questo caso è bene rammentare che con i rinnovi contrattuali di questi anni le maestranze delle FF.LL. hanno perso almeno 250 euro di salario rispetto ai colleghi delle FF.CC.
Restano così irrisolti i principali problemi del comparto: la cronica carenza di personale, il progressivo impoverimento salariale, il sottofinanziamento degli EELL e la crescente difficoltà nel garantire servizi pubblici di qualità ai cittadini.

👉Approfondiremo con successivi comunicati gli altri aspetti del nuovo CCNL, ma il giudizio della USB Pubblico Impiego – Funzioni Locali su questa pre-intesa resta sostanzialmente negativo.

📢È evidente che, riprendendo la piattaforma rivendicativa della USB, un vero cambio di passo potrà realizzarsi solo attraverso un salario base netto di 2.000 euro, il pieno recupero dell'inflazione reale, il ritorno a rinnovi contrattuali biennali, la riduzione della spesa militare con la conseguente destinazione delle risorse ai servizi pubblici, un piano straordinario di assunzioni e investimenti concreti per garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Roma 27-07-2026

Usb Pubblico Impiego Funzioni Locali

CCNL FUNZIONI LOCALI 2025-2027: IL GRANDE IMBROGLIOIn data 21 luglio 2026 è stata siglata la pre-intesa tra tutte le org...
26/07/2026

CCNL FUNZIONI LOCALI 2025-2027: IL GRANDE IMBROGLIO

In data 21 luglio 2026 è stata siglata la pre-intesa tra tutte le organizzazioni sindacali al tavolo – FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA – e l'ARAN per il CCNL Funzioni Locali relativo al triennio 2025-2027, riguardante circa 404.000 dipendenti di Regioni ed Enti locali. Questo rinnovo segue di pochi mesi quello sottoscritto a febbraio, relativo al triennio precedente.

Se da un lato viene esaltata, attraverso una forte operazione di propaganda, la firma di un contratto non dopo anni dalla sua scadenza, come sottolineato dal presidente dell'ARAN, Antonio Naddeo, dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, e dalle organizzazioni sindacali firmatarie, dall'altro spetta a USB smascherare cosa c’è dietro, la fretta di arrivare alla firma, lo svilimento della contrattazione sindacale e, dal punto di vista economico, quello che si preannuncia come l'ennesimo contratto a perdere.

Partiamo da un dato incontestabile: quanto i lavoratori delle Funzioni Locali hanno perso in busta paga solo con il precedente contratto, pari a quasi 10 punti percentuali di potere d'acquisto, è ormai definitivamente perso. Con buona pace di chi, appena cinque mesi fa, rifiutava di sottoscrivere il precedente CCNL e oggi, a distanza di pochi mesi, firma senza esitazioni il nuovo contratto.

Gli aumenti economici, già stanziati e predeterminati dalla Legge di Bilancio 2025, continuano a essere calcolati utilizzando l'indice IPCA, che esclude l'andamento dei prezzi dei beni energetici, proprio quelli che hanno trainato l'inflazione degli ultimi anni. Gli incrementi, distribuiti in tre tranche riferite agli anni 2025, 2026 e 2027, comporteranno un aumento degli stipendi tabellari lordi rispetto al 2024 A REGIME pari a 5,57% .

Secondo le previsioni della Banca d'Italia, nel 2027 il livello dei prezzi sarà superiore del 6,8% rispetto al 2024. Ciò significa che, al netto dell'inflazione, le retribuzioni dei dipendenti degli Enti locali non registreranno alcun reale incremento del potere d'acquisto. È questo il vero imbroglio dell'ennesimo rinnovo contrattuale a perdere: un aumento nominale non coincide mai con un aumento reale.

Ricordiamo che dal 2010 a oggi, grazie alle politiche salariali e ai Contratti Collettivi firmati nel corso del tempo, lavoratrici e lavoratori degli enti locali hanno perduto circa 25% del loro Salario Reale.

Non saranno certamente i modesti stanziamenti previsti dal Governo – 50 milioni di euro a decorrere dal 2027 e 100 milioni dal 2028 – destinati per tutto il territorio nazionale esclusivamente al finanziamento del fondo per il salario accessorio dei Comuni, a colmare il grave divario retributivo esistente rispetto ad altri comparti del pubblico impiego,TENENDO CONTO CHE I DIPENDENTI COMUNALI SONO CIRCA 340.000 PER IL 2027 SARANNO UNA DECINA DI EURO LORDI, MENTRE NESSUN FINANZIAMENTO AGGIUNTIVO E’ PREVISTO PER GLI ALTRI ENTI COME CITTA’ METROPOLITANE, PROVINCE,REGIONI EX IPAB ECC. INCIDENDO POCO SUL divario che ha contribuito, negli ultimi anni, a un numero crescente di dimissioni verso amministrazioni più attrattive o addirittura verso il settore privato.

Dal punto di vista normativo, le novità introdotte sono poche e di scarso rilievo.Non incidono sui problemi strutturali del comparto ne determinano un miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti.

Viene presentata come una grande conquista una semplice norma di parità di trattamento, quale l'equiparazione delle ferie dei neoassunti a quelle dei colleghi con maggiore anzianità di servizio.

Appare inoltre del tutto illogica la disposizione che consente di destinare una quota dei risparmi derivanti dal mancato utilizzo delle risorse previste per nuove assunzioni al finanziamento degli incarichi di Elevata Qualificazione, anziché impiegare tali risorse per rafforzare gli organici.

Viene introdotta, recependo il recente orientamento della giurisprudenza, un'indennità giornaliera da corrispondere durante il periodo di ferie ai lavoratori che percepiscono le indennità di turno, di servizio esterno e di condizioni di lavoro. Tuttavia, poiché tale indennità sarà finanziata con le risorse del Fondo Risorse Decentrate, già soggetto a rigidi limiti, è evidente che finirà per comprimere altre voci del salario accessorio.

Viene previsto un adeguamento dell’Indennità di Comparto, ma posta tutta a carico del Fondo Risorse Decentrate, mentre si confidava e si sperava nel relativo progressivo assorbimento di questa Indennità nei bilanci degli Enti, cui peraltro sembrava ci si fosse orientati con l’Intesa del 2022-24.
Si trasferisce così ai tavoli decentrati il compito di gestire la scarsità di risorse, anziché affrontare il problema con un adeguato finanziamento del comparto a livello nazionale.

Analoga impostazione riguarda il welfare integrativo. Ancora una volata saranno le disponibilità economiche dei singoli enti a determinare il salario di lavoratori e lavoratrici.

Nulla viene previsto in materia di servizio mensa e buono pasto per quei numerosi Enti locali che ancora non dispongono le risorse necessarie a garantire tale diritto ai propri dipendenti. Viene però mantenuto il limite massimo delle 3 ore, in caso di partecipazione alle Assemblee Sindacali, per aver diritto al relativo buono pasto per la giornata interessata.

Non viene prorogata la norma che prevedeva i passaggi tra le aree in deroga al titolo di studio, lasciando definitivamente indietro chi continua a svolgere mansion superiori.

Nessun passo avanti neppure sul versante della classificazione del personale educativo e scolastico: permane il cosiddetto bilivello, ovvero lavoratrici e lavoratori che svolgono la stessa mansione e svolgono le stesse funzioni sono collocate in aree professionali diverse con stipendi e prospettive lavorative diverse.
Tutto questo reso ancora più grave per la mancata proroga delle cosiddette progressioni economiche verticali in deroga.
Si continua in generale a non affrontare le problematiche legate ai tempi, alle mansioni, all’organizzzazione, ai carichi di lavoro, ecc.

Infine,appaiono più orientate alla costruzione di un’ immagine positiva dell’accordo che a produrre effetti concreti le disposizioni riguardanti l’impiego dell’intelligenza artificiale e il monitoraggio dell’andamento delle retribuzioni rispetto all’inflazione.
Il previsto monitoraggio dell’andamento dei salari rispetto all’inflazione rischia di rimanere un mero esercizio ricognitivo se non accompaagnato da risorse destinate al recupero del potere d’acquisto.

In particolare relativamente all’introduzione dell’IA siamo difronte alla pura aria fritta. Le disposizioni si limitano ad affermare principi generali e obblighi informativi senza introdurre strumenti vincolanti ne adeguate garanzie affinché tali tecnologie non si traducano in nuove forme di controllo, organizzazione e valutazione automatizzata delle prestazioni lavorative. Non è stata posta l’unica vera richiesta che abbia un senso e possa rendere, se accolta, l’introduzione di questa “rivoluzione tecnologica” non una semplice iattura, ma anche un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro: la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

In ultimo, ma non da ultimo, alla luce delle risultanze economiche dell’accordo sottoscritto, l’intento di riavvicinare i salari degli enti locali a quelli delle funzioni centrali, nel tentativo di riallineare le retribuzione dei vari settori del Pubblico Impiego e frenare la “fuga” dagli EE.LL. in particolare dai Comuni, non può che dirsi miseramente fallito, alla luce di un contratto che al massimo può rivendicare di essersi questa volta “avvicinato agli aumenti del contratto delle funzioni centrali”.
Anche in questo caso è bene rammentare che con i rinnovi contrattuali di questi anni le maestranze delle FF.LL. hanno perso almeno 250 euro di salario rispetto ai colleghi delle FF.CC.

Restano cosi irrisolti i principali problemi del comparto: la cronica carenza di personale, il progressivo impoverimento salariale, il sottofinanziamento degli EELL e la crescente difficoltà nel garantire servizi pubblici di qualità ai cittadini.

Approfondiremo con successivi comunicati gli altri aspetti del nuovo CCNL, ma il giudizio della USB Pubblico Impiego – Funzioni Locali su questa pre-intesa resta sostanzialmente negativo.

È evidente che, riprendendo la piattaforma rivendicativa della USB, un vero cambio di passo potrà realizzarsi solo attraverso un salario base NETTO di 2.000 euro, il pieno recupero dell'inflazione reale, il ritorno a rinnovi contrattuali biennali, la riduzione della spesa militare con la conseguente destinazione delle risorse ai servizi pubblici, un piano straordinario di assunzioni e investimenti concreti per garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Roma 27-07-2026

Usb P.I. Funzioni Locali

BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICEAbbiamo letto su alcuni quotidiani l’annuncio, in particolare at...
20/07/2026

BORSE AGLI STUDENTI PALESTINESI: CIO’ CHE UNIGE NON DICE

Abbiamo letto su alcuni quotidiani l’annuncio, in particolare attraverso le parole della Prorettrice all’internalizzazione (Prof.ssa Dameri) del pagamento da parte dell’Università di Genova del viaggio agli studenti Palestinesi che beneficeranno di quattro Borse di Studio finanziate dalla Fondazione Carige.
La governance dell’Ateneo non ha tuttavia risposto ad alcuni quesiti posti dal nostro sindacato e, in Senato Accademico, da una rappresentante degli studenti: in particolare, in merito alla scelta di non aderire, diversamente da quanto fatto da molte altre Università italiane, alla prima edizione del Progetto IUPALS (che avrebbe garantito già a diversi studenti palestinesi di beneficiare di Borse) e di non finanziare con fondi propri altre Borse, come fatto da altri Atenei.
Considerando il fatto che l’Ateneo genovese ha sempre respinto l’adozione di provvedimenti significativi volti a interrompere (o riconsiderare) le collaborazioni scientifiche con Israele e con industrieil cui coinvolgimento in attività direttamente riconducibili al genocidio in corso è ritenuto ampiamente documentato, sostenendo (almeno nelle dichiarazioni di alcuni Senatori) che l’operato dell’Ateneo non debba essere guidato da motivazioni ideologiche, abbiamo anche chiesto, senza ricevere risposta, se questo sostentamento minimale agli studenti palestinesi non sia, in realtà, una scelta ideologica opposta.
Ci uniamo a chi ha chiesto che vengano fornite indicazioni operative e adottato soluzioni efficienti perché gli studenti possano effettivamente usufruire delle Borse; auspichiamo infine che vi sia un’azione politica forte affinché gli auspicati finanziamenti da parte di privati arrivino il più rapidamente possibile.

USB P.I. UNIGE 20-7-2026

LA SALUTE NON VA IN FERIE: SERVONO REGOLE CHIARE E NON DISCREZIONALI PER TUTELARE LAVORATRICI E LAVORATORI Le ondate di ...
20/07/2026

LA SALUTE NON VA IN FERIE: SERVONO REGOLE CHIARE E NON DISCREZIONALI PER TUTELARE LAVORATRICI E LAVORATORI
Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense. Non si tratta più di eventi eccezionali, ma di una nuova realtà con cui lavoratori, amministrazioni e datori di lavoro devono confrontarsi.
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro ha il dovere di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza e di adottare le misure necessarie per prevenirli.
La salute, secondo la legge, non è soltanto assenza di malattia, ma uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.
Per questo motivo, il rischio da caldo non può essere affrontato esclusivamente con consigli comportamentali o con la climatizzazione degli ambienti. Occorre anche ripensare l'organizzazione del lavoro.
Oggi esiste una lacuna organizzativa e una confusione nel sistema delle allerte.
Il Ministero della Salute emette ogni estate i bollini di allerta per le ondate di calore.
La Regione Liguria ha adottato importanti misure di tutela per i lavoratori esposti all'aperto.
Tuttavia, per il personale che svolge attività d'ufficio pienamente remotizzabili, non esistono oggi indirizzi organizzativi chiari che colleghino le allerte caldo alle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.
Di fatto, ogni struttura decide autonomamente, con differenze anche all’interno dello stesso ente, se ricorrere o no al lavoro agile, con inopportune discrezionalità di trattamento nei confronti dei lavoratori, anche quelli fragili, che svolgono attività analoghe.
Chiediamo quindi di collegare tre sistemi che oggi operano separatamente: il sistema di allerta sanitaria del Ministero della Salute, gli obblighi di tutela del datore di lavoro e gli strumenti del lavoro agile già presenti nei regolamenti delle amministrazioni.
Lo smart working non è un privilegio: è uno strumento di prevenzione
Quando le mansioni possono essere svolte efficacemente da remoto, il lavoro agile può contribuire a:
• ridurre gli spostamenti nelle ore più calde;
• limitare l'esposizione a condizioni climatiche estreme;
• diminuire l'affollamento degli uffici;
• favorire il benessere psicofisico dei lavoratori;
• garantire continuità ed efficienza dei servizi.
Non chiediamo che il lavoro agile diventi automatico. Chiediamo che venga valutato seriamente come misura di prevenzione, al pari di altre misure organizzative già previste dal Testo Unico sulla salute e sicurezza.
Una proposta concreta per il Comune e la Città Metropolitana di Genova:
chiediamo l'apertura di un confronto con le Amm.ni per definire, attraverso regolamenti, circolari o accordi integrativi, criteri trasparenti e condivisi che prevedano:
• la valutazione del ricorso prevalente e non discrezionale al lavoro agile nelle giornate caratterizzate da bollino rosso del Ministero della Salute, per le attività compatibili;
• la possibilità di adottare misure organizzative flessibili già in presenza di bollino arancione, con particolare attenzione ai lavoratori più esposti o in condizioni di maggiore vulnerabilità (donne incinte, lavoratori disabili o con problemi di salute, over 60, che abitano lontano dalla sede di lavoro);
• la rimodulazione degli orari di lavoro quando il lavoro agile non sia praticabile;
• indicazioni uniformi per tutti i dirigenti, evitando disparità di trattamento tra uffici diversi, all’interno dello stesso ente e direzione;
• il coinvolgimento del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Medico Competente e del Comitato Unico di Garanzia nella valutazione delle misure più appropriate.
Una proposta sostenibile
Si tratta semplicemente di utilizzare uno strumento già previsto dai regolamenti sul lavoro agile per rafforzare la tutela della salute quando le condizioni climatiche lo rendano opportuno.
La salute si tutela anche organizzando meglio il lavoro
Il cambiamento climatico impone un'evoluzione dell'organizzazione del lavoro.
Così come in passato sono stati introdotti strumenti per affrontare altri rischi emergenti, che hanno garantito il buon andamento dell’azione amministrativa, oggi è il momento di costruire regole chiare, uniformi e condivise anche per le ondate di calore.
La tutela della salute non è un costo.
È un investimento sulle persone, sulla qualità del lavoro e sull'efficienza della pubblica amministrazione.
Per questo chiediamo alla Sindaca del Comune di Genova e della Città Metropolitana di Genova, Silvia Salis, di aprire un confronto con le rappresentanze dei lavoratori per definire un protocollo condiviso sulle misure organizzative da adottare durante le ondate di calore, valorizzando il lavoro agile per le attività remotizzabili come strumento di prevenzione e tutela della salute.

USB P.I. Funzioni Locali Liguria Genova 20-7-2026

COMUNICATO STAMPAComune di Grumo Nevano, USB proclama lo stato di agitazione dei lavoratori ex LSUL'Unione Sindacale di ...
24/06/2026

COMUNICATO STAMPA

Comune di Grumo Nevano, USB proclama lo stato di agitazione dei lavoratori ex LSU

L'Unione Sindacale di Base (USB), a seguito del confronto con i lavoratori interessati, comunica la proclamazione dello stato di agitazione di tutti i dipendenti ex LSU del Comune di Grumo Nevano, attualmente in servizio con contratto a tempo indeterminato e part-time nell'Area degli Operatori.

La decisione nasce dalla forte insoddisfazione manifestata dai lavoratori dopo l'approvazione dell'ultimo Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), che non ha previsto l'atteso incremento delle ore lavorative per il personale ex LSU. Una scelta che, secondo il sindacato, contraddice gli impegni e le aspettative più volte rappresentati dall'Amministrazione comunale nel corso delle interlocuzioni degli ultimi anni.

I lavoratori coinvolti, dopo oltre trent'anni trascorsi in condizioni di precarietà all'interno della Pubblica Amministrazione, confidavano in un percorso concreto di valorizzazione professionale e nel graduale superamento della condizione di lavoro part-time, ritenuta insufficiente a garantire un adeguato sostegno economico.

La mancata previsione di un incremento uniforme e generalizzato delle ore di lavoro ha generato un diffuso clima di delusione, preoccupazione e incertezza tra il personale interessato, aggravando il disagio già presente nei luoghi di lavoro.

Per tali ragioni, la USB ritiene ormai indispensabile l'apertura di un confronto istituzionale serio e immediato finalizzato all'individuazione di soluzioni concrete che consentano il miglioramento delle condizioni lavorative ed economiche dei dipendenti ex LSU.

USB PI Funzioni Locali

https://contropiano.org/editoriale/2026/06/16/padroncini-in-casa-daltri-0196137?fbclid=IwY2xjawSeXPBleHRuA2FlbQIxMQBzcnR...
16/06/2026

https://contropiano.org/editoriale/2026/06/16/padroncini-in-casa-daltri-0196137?fbclid=IwY2xjawSeXPBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe-NZ5C05nuzsiP21Uey1Fti8kmmUcbTdpnFurn1A3Y1C-7CCQWyX6OsFUW-o_aem_EUfwCELxYcJ1EXnJSRaKEA

Un colonialista è per sempre. Una volta assaggiato il gusto del disporre a piacimento delle vite di interi popoli per portar via gratis le loro risorse, Una piccola flotta della Nato, composta da dragamine, accompagnata da corvette o cacciatorpediniere, potrebbe “operare liberamente” nelle acqu...

CCNL Funzioni Centrali - USB non partecipa alla corsa alla firma: la parola ai lavoratori e alle lavoratriciNazionale - ...
09/06/2026

CCNL Funzioni Centrali - USB non partecipa alla corsa alla firma: la parola ai lavoratori e alle lavoratrici

Nazionale - martedì, 9 giugno 2026
Valutazione complessivamente negativa, questa la sintesi di USB PI sul contratto delle FFCC 2025-2027 appena chiuso.

Dal punto di vista economico, per quanto i dati a triennio in corso siano necessariamente provvisori, tutto lascia presagire un nuovo contratto in perdita, con buona pace del Ministro Zangrillo alla ricerca disperata di qualcosa che dimostri il contrario. In attesa di conoscere i dati definitivi dell’inflazione, ci sembra comunque insufficiente l’introduzione del monitoraggio sulle retribuzioni che rischia di essere una foglia di fico senza nessun effetto sugli aumenti contrattuali, anche in caso di impennata inflazionistica.

La parte normativa porta in dote a lavoratrici e lavoratori solo la parificazione delle ferie dei neo assunti a quelle dei colleghi più “anziani”, risultato che ci intestiamo in toto visto che è una nostra battaglia da tre tornate contrattuali, alla quale si sono poi accodate le altre OO.SS. a questo tavolo.

Per il resto, registriamo un pesante peggioramento delle progressioni di carriera, che perdono qualsiasi carattere di oggettività e l’introduzione del “patentino delle competenze” del quale non si coglie la necessità, ma se ne prefigurano i danni in prospettiva a lavoratrici e lavoratori, nonché l’alimentazione di un mercato della formazione al quale molti sindacati firmatari non sono estranei.

Per le progressioni, come per il tema della IA, tutto viene rimandato ai tavoli di secondo livello dal quale continuano ad essere escluse le organizzazioni sindacali non firmatarie e, soprattutto, la RSU in violazione del D.Lgs.165/2001 che ne attribuisce la titolarità esclusiva alle rappresentanze sindacali elette da lavoratrici e lavoratori.

Si continua a perseguire la strada di un modello di relazioni sindacali antidemocratico, improntato da un lato alla difesa del monopolio delle OOSS, dall’altro alla penalizzazione del dissenso o, peggio ancora, al premio per la firma, ammettendo alla contrattazione e alla partecipazione sindacale di secondo livello solo chi si adegua.

Da queste considerazioni la convinzione che non ci siano le condizioni per la firma della ipotesi contrattuale. Nelle prossime settimane andremo alla consultazione di lavoratrici e lavoratori che rimangono sempre e comunque il nostro unico riferimento.

Indirizzo

Via Dell'aeroporto, 129
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
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